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    Sulla nuova edizione del «Giornale di guerra e di prigionia», «Il castello di Udine» e altre questioni gaddiane

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    Il saggio prende in esame la recente edizione del Giornale di guerra e di prigionia di Carlo Emilio Gadda (Adelphi 2023), a cura di Paola Italia, mettendone in luce le novità e le differenze rispetto al testo critico procurato da Dante Isella (Garzanti 1992). I quaderni riemersi nel 2019, redatti da Gadda nel novembre-dicembre 1918 durante la prigionia a Celle Lager, rivelano dati cruciali sul suo rapporto conflittuale con Ugo Betti e sulle connessioni tra il Giornale e le prose belliche del Castello di Udine (Edizioni di Solaria 1934).   Delving Into the New Edition of Carlo Emilio Gadda’s “Giornale di guerra e di prigionia”and its Relation to “Il castello di Udine” and Other Works The essay examines the latest edition of Carlo Emilio Gadda’s Giornale di guerra e di prigionia (Adelphi 2023), edited by Paola Italia, highlighting its innovations and differences compared to the critical text provided by Dante Isella (Garzanti 1992). The notebooks, unearthed in 2019 and penned by Gadda during his imprisonment in Celle Lager in November-December 1918, unveil crucial insights into his conflicted relationship with Ugo Betti and the interrelations between the Giornale and the war-related prose later collected in Il castello di Udine (Edizioni di Solaria 1934)

    Un giovane pisano nella Grande Guerra: il diario di Giuseppe Pasquale Cotrozzi.

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    La prima guerra mondiale fu “Un’immensa ferita nel cuore dell’Europa” (Mondini), la fine della “Belle Epoque” e, per certi versi, anche del positivismo. Una delle sue caratteristiche precipue fu la notevole quantità di testimonianze scritte, principalmente diari e lettere. Se le lettere erano sottoposte alla censura, i diari ci forniscono invece un quadro molto immediato e veritiero della vita al fronte e degli eventi bellici. Tantissimi sono giunti fino a noi, e sono stati raccolti e studiati da istituzioni specializzate. In questo contesto si inquadra il diario di Giuseppe Pasquale Cotrozzi, un giovane pisano che fu arruolato nei Granatieri di Sardegna. Il diario è stato rinvenuto da un familiare solo dopo molti anni dalla sua scomparsa. Si presenta come una piccola agenda tascabile con due date per pagina. E’ stato trascritto il più fedelmente possibile, ripristinando però l’ordine cronologico degli eventi quando, per qualsiasi motivo, non era stato rispettato. Copre tutto l’ultimo anno di guerra, e quindi inizia dopo che erano già accadute molte cose: già avvenuto Caporetto, già avvenuta la resistenza sul Piave, già avvenuta la nomina di Diaz a comandante in capo. Soprattutto, già avvenuto quel “cambio di mentalità” nei quadri del Regio Esercito, che lo rese più aperto alle istanze ed alla mentalità della truppa. Di tutto ciò il diario di Cotrozzi rappresenta un quadro molto vivo ed immediato

    U POTRAZI ZA “BIJELIM UGLJENOM“: OD IZGRADNJE PRVIH HIDROELEKTRANA DO MONOPOLA U ELEKTRIFIKACIJI SJEVERNOG JADRANA

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    Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento si assistette nell’area del Nord Adriatico alla formazione e all’affermazione dei grandi gruppi elettrici che si gettarono all’incetta delle risorse idriche presenti nelle aree periferiche montane. Nel quadro di questa generale trasformazione monopolistica della produzione idroelettrica spicca la costituzione nelle province del Triveneto del tempo quello della Società Adriatica di Elettricità (Sade). A seguito degli sconvolgimenti geopolitico finanziari generatisi a causa della fine del Primo conflitto mondiale il gruppo della Sade, trasformatosi in una “holding” elettro-finanziaria, riuscì ad aggiudicarsi, mediante una serie di operazioni economiche e una più ampia strategia di integrazione tra produzione e distribuzione dell’energia elettrica, il controllo economico sull’intera area nord orientale del Paese. Nel fare ciò, il gruppo veneziano mise a tacere ogni qualsivoglia istanza autonomistica promossa sia dai diversi gruppi d’interesse locale che da parte dalla vecchia “élite” imprenditoriale asburgica.Od kraja 19. do početka 20. stoljeća na području sjevernog Jadrana formiraju se i afirmiraju velike elektroenergetske grupacije koje su se zdušno primile stvaranja zaliha vodnih resursa prisutnih u rubnim planinskim područjima. U okviru te opće monopolističke transformacije proizvodnje hidroelektrana, ističe se osnivanje Jadranskog društva za električnu energiju (Società Adriatica di Elettricità – SADE) u tadašnjoj regiji Triveneto. Nakon geopolitičko-financijskih potresa izazvanih završetkom Prvog svjetskog rata, pretvorbom u svojevrsni elektro-financijski “holding“, zahvaljujući nizu gospodarskih operacija i sveobuhvatnijoj strategiji integracije proizvodnje i distribucije električne energije, grupa SADE se uspijeva domoći gospodarske kontrole nad cijelim sjeveroistočnim područjem zemlje. Pritom je ta venecijanska grupa ušutkala svaki zahtjev za autonomijom raznih lokalnih interesnih skupina koje su si zauzvrat postavile cilj valorizacije i javnog upravljanja vodnim resursima svojih područja

    Mariano Gabriele e la (ri)nascita della storia navale italiana

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    Il saggio ripercorre lo sviluppo storiografico di Mariano Gabriel

    The Anti-Fascism Of Ernest Hemingway

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    Despite complicated political views, Ernest Hemingway remained a staunch opponent to fascism throughout his life. Writing as a newspaperman, lifestyle writer, naturalist, and frequently a novelist, the Hemingway oeuvre is robust and teeming with political thought. This thesis dives deep into Hemingway’s political thinking during the interwar period. From the end of World War I to the defeat of Republican forces in the Spanish Civil War, the paper tracks Hemingway’s antifascism through letters, novels, short stories, public appearances, essays, and journalism. Hemingway was fascinated with proletarian masses and aspired to advocate for their needs in his writing. His leftist inclinations can be found throughout his work in varying degrees of obviousness that fluctuate with pressures both outside and within. The same can be said for his serious criticisms of war. Once present on the Italian Front in 1918, Hemingway became hugely critical of war. These consistent motivations, advocacy for proletarian concerns and antiwar sentiment, were driven by his disdain for fascism and the despots he’d criticize from the early twenties on. Tracking the matrix of these motivations through Hemingway’s interwar work produces a complicated but politically impassioned interpretation of Ernest Hemingway

    stupor mundi

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    Stupor mundi è un racconto di racconti. Concepito, scritto e voluto da Luciano Semerani. L’ultimo suo libro. Un libro che restituisce frammenti del suo vissuto come sequenza atemporale e all’apparenza casuale di eventi. Scene di una rappresentazione perpetrata nell’intento di dare, ri-trovare un senso alle cose, di unire cielo e terra

    La narrazione letteraria come fonte di conoscenza socio-spaziale: pratiche, spazi, vita quotidiana

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    La tesi tratta di come la narrazione letteraria possa essere considerata una risorsa efficace per la produzione di conoscenza nell'analisi urbana; un'analisi che si concentra sugli effetti delle trasformazioni socio-spaziali. Esplorando contributi scientifici nel campo della sociologia, antropologia e geografia, si evidenzia come l'opera letteraria possa diventare un valido supporto per la ricerca. In particolare, si esplora il contributo dell'opera letteraria nello studio della vita quotidiana. Secondo alcuni studiosi, che si sono occupati dello studio del quotidiano, quest'ultimo ci racconta gli effetti delle trasformazioni territoriali nate dai sistemi economico-politici. Tra questi autori, la tesi considera il contributo di Henri Lefebvre come quello tra i più rappresentativi di questa corrente di studio. Secondo Lefebvre, lo studio del quotidiano è in grado di restituirci gli effetti delle trasformazioni territoriali di stampo capitalista; lo stesso autore, inoltre, considera la narrazione letteraria come lo strumento più adatto da utilizzare per questo scopo. Nella seconda parte della tesi si presenta un caso-studio: il Nordest italiano; un contesto caratterizzato, negli ultimi cinquant'anni, da profonde trasformazioni spaziali ed economico-politiche. Si è cercato di analizzare il quotidiano attraverso la lettura di romanzi scritti da autori locali. Tra i molti scritti negli ultimi vent'anni, sono stati selezionati tre autori e alcune loro opere in cui lo spazio si presenta come protagonista della storia e non come semplice sfondo. Questi autori sono Romolo Bugaro, Francesco Maino e Vitaliano Trevisan. L'analisi si è concentrata sul restituire le pratiche spaziali e gli spazi di rappresentazione raccontati dagli autori nelle loro opere. Per quanto riguarda le pratiche, esse sono state suddivise in pratiche che riguardano: l'abitare, il lavorare, lo spostarsi e il tempo libero (divertirsi e consumare). Per quanto riguarda gli spazi di rappresentazione, essi sono quelli associati alle pratiche e si concretizzano nella villetta, nel capannone, nel bar e nel centro storico. La ricerca evidenzia alcuni orientamenti per le analisi future, che riguardano lo studio delle emozioni urbane e come questi sono in grado di condizionare lo spazio e lo studio dei ritmi del quotidiano. L'obiettivo della ricerca è quello di fornire uno strumento di analisi efficace per raccogliere informazioni sugli effetti delle trasformazioni, in modo da arricchire la cassetta degli attrezzi dell'analista urbano e di fornire dunque orientamenti sia per la ricerca futura che per la produzione, "su misura" alle società locali, di politiche pubbliche.The thesis deals with how literary narrative can be considered an effective resource for the production of knowledge in urban analysis; an analysis that focuses on the effects of socio-spatial transformations. By exploring scientific contributions in the fields of sociology, anthropology and geography, it is highlighted how literary narrative can become a valid support for research. In particular, the contribution of the literary work to the study of everyday life is explored. According to some scholars who have studied everyday life, the latter tells us about the effects of territorial transformations created from economic-political systems. Among these authors, the thesis considers the contribution of Henri Lefebvre as one of the most representative of this current of study. According to Lefebvre, the study of everyday life is able to show us the effects of capitalist territorial transformations. Furthermore, the author himself considers literary narration as the most suitable tool to use for this purpose. In the second part of the thesis a case-study is presented: the Italian North East region; a context characterized, over the last fifty years, by profound spatial and economic-political transformations. We tried to analyze everyday life through reading novels written by local authors. Among the many written in the last twenty years, three authors and some of their works have been selected for the analysis and in particular the ones in which space presents itself as the protagonist of the story and not as a simple background. These authors are Romolo Bugaro, Francesco Maino and Vitaliano Trevisan. The analysis focused on delivering the spatial practices and spaces of representation described by the authors in their works. Regarding practices, they have been divided into: living, working, moving and having fun (going out and consuming). Regarding the spaces of representation, they are those associated with the practices described, in other words, the villetta, the warehouse, the bar and the historic center. The research highlights some directions for future analyses, which concern the study of urban emotions and how they are capable of trasformong urban space and the study of the rhythms of everyday life. The objective of the research is to provide an effective analysis tool to collect information on the effects of transformations, in order to enrich the urban analyst's toolbox and therefore provide orientations both for future research and for the production of tailor-made problem-setting and public policies

    Vragen bij de insubordinatie aan het Italiaanse front bij Caporetto

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    Op 24 oktober 1917 brak een Oostenrijks-Duits offensief door de Italiaanse linies bij Caporetto. In enkele dagen tijd was de nederlaag totaal. Aan Italiaanse kant betekende dat: 11.000 doden, 29.000 gewonden, 300.000 gevangenen (d.w.z. ongeveer de helft van de Italiaanse krijgsgevangenen) en 400.000 ronddwalende mensen. Honderd jaar later blijft deze gebeurtenis een onbenoemd onderdeel van de Grote Oorlog, een zwart gat in het collectieve geheugen. De herdenkingen van 1915-1918 in Italië hebb..

    Ragioni Comuni 2019 – 2020. Risultati delle attività progettuali realizzate tramite assegni di ricerca finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia ai sensi della LR 34/2015, art.5, c. 29-33

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    Dopo il successo della prima edizione, questo secondo numero di Ragioni Comuni, è destinato a confermare l’assoluta originalità della ricerca in ambito umanistico che l’Università di Trieste ha potuto realizzare grazie ai finanziamenti della Regione FVG relativi alle due annualità 2019 e 2020, nel rispetto della LR 34/2015, art.5, c. 29-33. Anche questa volta, i temi dei contributi, aventi tutti un carattere altamente applicativo e saldamente ancorati al territorio, sono in grado di offrire spazi di riflessione di portata sia nazionale, sia internazionale. Ogni saggio presenta infatti uno studio di caso specifico, ma la proiezione dei suoi risultati a livello teorico offre al lettore vivaci provocazioni e si inserisce nei dibattiti più caldi del panorama scientifico attuale. A fare da sfondo alle diverse analisi si trovano infatti riflessioni relative, da un lato, all’impatto delle scienze sociali sul benessere dei cittadini, sul turismo, sulla cultura e sull’economia (annualità 2019) e, dall’altro, all’ecologia, alla sostenibilità dei sistemi produttivi e alla fruibilità del patrimonio ambientale e culturale (annualità 2020)

    SUDBINA ZVONA ISTOÄŚNOG VENETA, FURLANIJE, TRSTA I ISTRE TIJEKOM PRVOG SVJETSKOG RATA

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    Durante la prima guerra mondiale l’Impero austro-ungarico requisì gran parte delle campane dalle sue chiese, senza tener conto della loro datazione e del loro pregio artistico, per supplire alla scarsità di metalli per le esigenze belliche. Egual sorte, ma con parametri non del tutto sovrapponibili, toccò alle campane asportate dal Friuli o andate distrutte nel Veneto orientale dopo l’arretramento del fronte al fiume Piave tra il 1917 e il 1918. Per gran parte le campane asportate vennero rifuse a guerra conclusa con il bronzo dei cannoni recuperati, in particolare per il Triveneto e l’Istria, grazie all’impegno dell’“Opera di soccorso per le chiese rovinate dalla guerra” con sede a Venezia.Uporaba zvona zabilježena je još od davnih vremena u međusobno vrlo udaljenim geografskim i kulturnim sredinama. Svjedočanstva o različitim veličinama, oblicima i svrhama sežu od drevnog Egipta do kulture Perua prije civilizacije Inka, Mezopotamije i Kine. U europskom kontekstu, pojam zvona vodi do ranog srednjeg vijeka, kada su u 7. i 8. stoljeću izvršena prva metalna lijevanja u bronci umjesto željeza, posebno u talijanskoj regiji Kampanija poznatoj po proizvodnji vrhunske bronce. Tijekom stoljeća došlo je do razvoja veličine zvona, povećanja promjera i smanjenja visine, te promjene vrste i stila dekoracija. Tijekom Prvog svjetskog rata, Austro-Ugarsko Carstvo je konfisciralo većinu zvona iz svojih crkava kako bi se utažio ozbiljan nedostatak metala uzrokovan povećanim ratnim potrebama. Većina zvona je odnesena iz Karnije, Julijske krajine i Istre bez obzira na njihovu dataciju i umjetničku vrijednost, unatoč interesu konzervatora Antona Gnirsa. Razne biskupije su preko dekanata i županija imale vrlo precizan i točan popis sakralne bronce koja je odnesena, navodeći težinu, visinu, datum topljenja, natpise i dekoracije. Ista sudbina, no s parametrima koji se nisu u potpunosti podudarali, zadesila je zvona odnesena iz Furlanije ili uništena u istočnom Venetu nakon povlačenja na rijeci Piavi između 1917. i 1918. godine. U konačnici, radilo se o ogromnom gubitku u ovom području s povijesno-umjetničkog gledišta. Uglavnom su zvona ponovno izlivena nakon rata, u bronci dobivenoj od vraćenih topova, u Trivenetu i Istri osobito zaslugom “Humanitarne pomoći za ratom uništene crkve” (“Opera di soccorso per le chiese rovinate dalla guerra”) sa sjedištem u Veneciji
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