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    Esophagogastric junction outflow obstruction: variazioni in termini di prevalenza applicando i criteri della nuova Classificazione di Chicago versione 4.0

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    Introduzione: la Esophagogastric junction outflow obstruction (EGJOO) è una diagnosi manometrica caratterizzata da un’elevata pressione di rilassamento (IRP4s) dello sfintere esofageo inferiore (LES) con peristalsi conservata o debole. L’ultimo aggiornamento della classificazione di Chicago (CC versione 4.0) ha stabilito che è possibile effettuare una diagnosi conclusiva di EGJOO con un rilievo manometrico tipico di EGJOO insieme a sintomi di ostruzione clinicamente rilevanti, accompagnati da almeno un’altra evidenza strumentale di supporto (ostruzione durante la radiografia dell’esofago con mezzo di contrasto o pressurizzazioni esofagee durante il test provocativo rapid drink challenge, RDC). Scopo dello studio: lo scopo dello studio è stato quello di rivalutare in maniera retrospettiva la prevalenza della diagnosi di EGJOO con i criteri della CC versione 4.0 in un vasto numero di pazienti affetti da EGJOO diagnosticata attraverso la precedente versione della CC (versione 3.0). Lo scopo secondario del lavoro è stato di valutare l’efficacia della Rx esofago stomaco con mezzo di contrasto (timed barium esophagogram, TBE) e dei test di provocazione a basso volume (multiple rapid swallow, MRS) e ad alto volume (RDC) nel definire la diagnosi di EGJOO. Materiali e metodi: sono state riesaminate tutte le diagnosi di EGJOO ottenute attraverso la CC versione 3.0. Tutti i dati sono stati raccolti in maniera prospettica nel periodo compreso tra gli anni 2016 e 2020. In tutti i pazienti è stata valutata la presenza di sintomi gastrointestinali superiori (pirosi retrosternale, rigurgito, dolore toracico, disfagia) e successivamente sono stati sottoposti a manometria esofagea ad alta risoluzione (HRM) rispettando le linee guida italiane. Dopo il protocollo standard di manometria, tutti i pazienti sono stati sottoposti ai test provocativi a basso volume (MRS) e ad alto volume (RDC). A tutti i pazienti è stato consigliato di sottoporsi alla radiografia dell’esofago con bario (TBE) per la valutazione di eventuali segni radiologici di ostruzione. Considerando i criteri della CC versione 4.0, i pazienti sono stati suddivisi in due gruppi in base alla presentazione clinica: gruppo A con disfagia come sintomo principale e gruppo B con altri sintomi gastrointestinali superiori (dolore toracico, pirosi retrosternale, rigurgito) ma senza disfagia. Risultati: analizzando l’esito di 1070 esami manometrici, abbiamo identificato 104 pazienti con diagnosi di EGJOO secondo la CC versione 3.0, di cui 60 donne e 44 uomini, con età media di 59±16.1 anni. Il gruppo A è composto da 23 pazienti, di cui 14 donne e 9 uomini, con età media di 62.6 anni; il gruppo B è composto da 81 pazienti di cui 46 donne e 35 uomini, con età media di 57.9 anni. I gruppi non presentano significative differenze in termini di età e genere. I pazienti appartenenti al gruppo A presentano un valore più elevato in termini di IRP4s, IRP medio durante l’esecuzione dei test provocativi MRS e RDC, inoltre hanno dimostrato più frequenti pattern di pressurizzazioni durante MRS e RDC (p<0.0001). L’esame radiologico TBE ha dimostrato segni di ostruzione nell’89% dei pazienti appartenenti al gruppo A e solo nel 5% dei pazienti del gruppo B (p<0.001). La diagnosi di EGJOO, considerando la nuova classificazione di Chicago versione 4.0, è stata confermata in 21/23 (91.3%) casi dei pazienti del gruppo A e solo 5/81 (6%) casi del gruppo B. Dunque, con questi nuovi criteri, il numero di pazienti con diagnosi di EGJOO subisce un decremento da 104/1070 (8.7%) a 26/1070 (2.4%). Conclusioni: la diagnosi di EGJOO, ottenuta attraverso i criteri della CC versione 4.0, sembra essere più adatta e accurata a definire in maniera migliore i pazienti con evidenza reale di ostruzione, tanto dal punto di vista clinico quanto da quello radiologico. È stato poi dimostrato che i risultati dei test provocativi in HRM correlano in buona misura con i risultati dell’esame radiologico TBE, in termini di segni di ostruzione. Questo nuovo approccio potrebbe quindi portare a una migliore selezione e gestione dei pazienti affetti da questo disordine funzionale della motilità esofagea

    Informe de monitoreo ambiental de la calidad de suelo, en las áreas remediadas de Consorcio Terminales - Moliendo, realizado el 25 y 26 de setiembre de 2013

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    Los resultados del monitoreo de la calidad ambiental del suelo remediado de Consorcio Terminales - Moliendo, ubicado en el distrito Moliendo, provincia lslay, departamento de Arequipa, realizado en el marco de la supervisión ambiental regular a unidades de hidrocarburos, el 25 y 26 de setiembre de 2013. Encuentra que las concentraciones de arsénico (As), en los puntos CTH-1 y CTH-2, superaran el Estándares de Calidad Ambiental (ECA) para suelo industrial. Las concentraciones de los parámetros, fracción ligera, media y pesada de hidrocarburo, están dentro de los valores de los ECA para suelo industrial

    Homecoming

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    This article details the author’s journey through her hometown of Kuching, Sarawak, and the multisensorial experience of revisiting familial homes and key culinary heritage sites around the city. The everyday and the mundane are highlighted as key features which hold together the rich mosaic of the culinary traditions and history of Kuching. Kuching has recently been recognised as a UNESCO Creative City of Gastronomy, which acknowledges its unique blend of historical and contemporary culinary practices. This article examines what this means for a city where hawker food culture is the lifeblood of Kuching, but also where a burgeoning gastronomic scene is increasingly drawing attention on the international stage. It argues for a revaluation of the traditional binaries between local food vendors (hawkers) and professional chefs, suggesting that both contribute to the city’s culinary landscape. This approach will help form a comprehensive and inclusive understanding of Kuching as a UNESCO Creative City. It will also guide future efforts to establish sustainable and locally based food supply chains in the city

    Information actors beyond modernity and coloniality in times of climate change:A comparative design ethnography on the making of monitors for sustainable futures in Curaçao and Amsterdam, between 2019-2022

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    In his dissertation, Mr. Goilo developed a cutting-edge theoretical framework for an Anthropology of Information. This study compares information in the context of modernity in Amsterdam and coloniality in Curaçao through the making process of monitors and develops five ways to understand how information can act towards sustainable futures. The research also discusses how the two contexts, that is modernity and coloniality, have been in informational symbiosis for centuries which is producing negative informational side effects within the age of the Anthropocene. By exploring the modernity-coloniality symbiosis of information, the author explains how scholars, policymakers, and data-analysts can act through historical and structural roots of contemporary global inequities related to the production and distribution of information. Ultimately, the five theses propose conditions towards the collective production of knowledge towards a more sustainable planet

    Tecnopolítica de la desigualdad en el acceso al agua en una zona minera: Territorios de escasez y participación tecnificada en Candarave (Tacna, Perú)

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    El objetivo de esta tesis es analizar cómo la implementación y funcionamiento de la Gestión Integrada de Recursos Hídricos reproduce desigualdades socio-ecológicas en el acceso al agua. Para ello, se define a la GIRH como un proyecto tecno-político, el cual articula tecnologías materiales e inmateriales para definir las características del control sobre el agua, es decir, del ejercicio del poder sobre los recursos hídricos y los sujetos. En esta línea, el modelo de gobernanza GIRH despliega mecanismos territoriales e institucionales para lograr el control material del agua y su legitimidad. Se argumenta que la implementación de la GIRH, a pesar de presentarse como una ruptura con formas previas de manejo del agua es, en realidad, una nueva forma de modernización del agua que sitúa a la escasez como un problema natural y a la eficiencia técnica como el valor más importante de la gestión. Frente a estos procesos, las comunidades campesinas han empleado distintos tipos de estrategias para el uso del agua y para tener incidencia sobre las políticas públicas que lo regulan, apelando a movilizaciones sociales y a la construcción de instituciones, algunas de ellas estatales. Usando el modelo de gobernanza GIRH, la respuesta del estado fue tecnificar la participación, imponiendo categorías de usuarios y jerarquías de conocimiento que limitan la incidencia de las comunidades locales en los procesos de toma de decisiones sobre sus fuentes de agua. Desde una perspectiva que combina la ecología política del agua y el institucionalismo sociológico, esta investigación propone un acercamiento teórico que permite enlazar la producción del territorio y las instituciones con la reproducción de las desigualdades, para lo cual, se apoya en un diseño metodológico etnográfico. En resumen, este estudio revela cómo el estado ha contribuido a la reproducción de desigualdades socioecológicas en la gestión del agua en la cuenca alta del río Locumba

    Manometria esofagea HRM vs Endoscopia: correlazione tra due differenti tecniche nella diagnosi di ernia iatale. Studio prospettico single center.

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    Background: L’endoscopia da sempre è considerata, nella pratica clinica, la tecnica di primo livello da utilizzare in presenza di sintomi da reflusso gastroesofageo (GERD). In caso di endoscopia negativa la presenza di ernia iatale (HH) viene utilizzata come surrogato di diagnosi di GERD. Pochi dati sono noti sull’efficacia diagnostica della metodica. Scopo dello studio: Lo scopo principale di questo studio di tesi è stato quello di confrontare due diverse metodiche diagnostiche per fare diagnosi di HH, l’endoscopia superiore (EGD) e la manometria esofagea (HRM), al fine di individuare quale delle due mostrasse miglior performance. Lo scopo secondario dello studio è stato invece confrontare le misurazioni dell’estensione dell’HH rilevate mediante HRM con quelle rilevate in vivo nel corso di intervento chirurgico in una piccola coorte di pazienti. Materiali e metodi: I pazienti inclusi nello studio lamentavano sintomi correlati a GERD ed era stata diagnosticata loro la presenza di HH tramite endoscopia. Tali soggetti sono stati sottoposti a HRM, MII-pH e Rx esofago-stomaco con mdc per riscontrare e misurare le dimensioni dell’HH. Tramite endoscopia è stato possibile osservare la morfologia della EGJ e classificare l’HH in base ai cm di distanza tra EGJ e bordo prossimale dell’impronta crurale del diaframma. L’esecuzione della HRM, tramite la valutazione della registrazione basale della EGJ e della peristalsi esofagea e mediante la localizzazione delle pressioni del LES e del CD, ha consentito la misurazione in cm della distanza tra le due componenti della EGJ e quindi anche la classificazione della morfologia della giunzione in base all’entità della separazione assiale tra LES e CD. Mediante la MII-pH sono stati ottenuti i valori dell’esposizione esofagea all’acido (AET). Infine con l’Rx esofago-stomaco con mdc si è osservata la EGJ (anello B) e l’aspetto radiologico è stato classificato in base alla distanza in cm dell’anello B dal bordo prossimale del diaframma. Tutti i pazienti esaminati sono stati infine divisi in due sottogruppi in base al fatto che l’HH fosse stata diagnosticata con 2 metodiche (HRM e Rx) o solo con endoscopia superiore. In un sottogruppo di pazienti è stata valutata la EGJ in vivo in corso di intervento chirurgico. Risultati: Sono stati arruolati 151 pazienti (94 donne) con età media di 56.2±15.4 anni. All’endoscopia tutti presentavano HH ma solamente 34/151 (22.5%) presentavano esofagite erosiva. All’HRM il 72/151 (47.7%) dei soggetti aveva una EGJ di tipo III mentre alla MII-pH si è riscontrato un AET patologico in 68/151 (45%) dei casi e infine all’Rx esofago-stomaco con mdc è stata riscontrata la presenza di HH in 75/151 (49.7%) dei pazienti. La lunghezza media della HH misurata tramite endoscopia era 5.4±2.6, quella misurata tramite HRM era 3.9±2.2 e quella misurata con Rx era 4±2.5. Nel sottogruppo di pazienti (12, 7 donne, con età media di 55.1 anni) in cui è stata valutata la EGJ in vivo, la misurazione era sovrapponibile a quella registrata con le 2 metodiche. Conclusioni: I risultati di questo lavoro di tesi confermano che l’HRM è una tecnica estremamente precisa nel diagnosticare l’HH e dimostrano che questa tecnica ha una performance nettamente superiore all’endoscopia, che invece sovrastima la diagnosi e le dimensioni dell’HH. Confrontando HRM e radiologia con bario è invece è emerso che queste due tecniche permettono di fare diagnosi di HH in modo quasi sovrapponibile, ma la HRM non espone il paziente a radiazioni. Questo studio ha inoltre confermato che solo i pazienti con HH avevano un profilo fisiopatologico compatibile con GERD conclamata

    Evolución de las ciencias en la República Argentina : VIII. Geofísica y Geodesia

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    El tomo dedicado a la Geofísica y a la Geodesia lleva el número ocho dentro de la Colección Evolución de las Ciencias en la República Argentina 1923-1972. En la Colección que abarcó el período 1872-1922 ni la geofísica la geodesia contaron con un volumen especialmente dedicado a ellas. El vertiginoso avance de los conocimientos, y su cantidad, registra en los últimos cincuenta años, hizo aconsejable otorgarles uno de dos libros en la presente colección, además de desdoblar en otros volúmenes, para mantener la homogeneidad con la anterior, tópicos que evidentemente se relacionan con la física de nuestro planeta. En el presente tomo, al igual de lo anotado en los dedicados a las demás disciplinas, se pone de relieve la intensa e inteligente labor de los investigadores argentinos.Material digitalizado en SEDICI gracias a la colaboración de la Biblioteca de la Facultad de Ciencias Astronómicas y Geofísicas (UNLP).Sociedad Científica Argentin

    Contribución de las albarradas en sistemas de producción sustentable en la provincia de Guayas, Ecuador

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    Universidad Nacional Agraria La Molina. Escuela de Posgrado. Maestría en Agricultura SustentableEn el Cantón Pedro Carbo, Ecuador La población local desarrolló humedales lénticos artificiales en respuesta a la escasez de agua en el área. Estos son de importancia local y regional y son conocidos como jaguares o albarradas, los cuales hasta la actualidad dan sustento a muchas familias que viven en el bosque seco tropical. La investigación tuvo como objetivo caracterizar y evaluar la sustentabilidad de fincas familiares alrededor de estas albarradas. De acuerdo con la caracterización morfológica, las albarradas oscilan entre los 500 y 50 000 m2. Así mismo, la capacidad de almacenamiento de estos reservorios está entre los 1 000 y 50 000 m3 de agua. De la población encuestada, el 77 por ciento usa el agua para agricultura, el 21 por ciento como abrevadero de ganado vacuno, ovino y equino, un 2 por ciento utiliza estos sistemas para consumo humano. Los resultados obtenidos del cálculo del ICA en las albarradas estudiadas presentan valores de 89.1 (Bellavista), 54.8 (El Agapito), 57.3 (Pampa Grande) 81.9 (La Unión) 57.0 (Cascajal), lo que, según la escala propuesta, corresponde a un agua de calidad media o aceptable. La producción que se realiza alrededor de las albarradas es principalmente para el autoconsumo, destinando áreas entre 0.5 y 3 ha y solo el 4 por ciento tienen áreas mayores a 3 hectáreas para la producción. El principal cultivo es el arroz, El 42 por ciento de las fincas cuentan con más de 5 especies de animales. Los índices económico, ecológico y socio cultural, fueron de 3.1, 2.3 y 3.3, respectivamente, con un promedio aritmético de 2.9 que es mayor de 2, al igual que el valor de cada índice individual, por lo cual se concluye que los sistemas de producción en estas albarradas, son sustentables.In the Pedro Carbo Canton, Ecuador, there are artificial lentic wetlands designed by native peoples as a response to the region's water deficit. These wetlands of great local and regional importance are called jagüeyes or albarradas, which to this day support many families living in the tropical dry forest. The objective of the research was to characterize and evaluate the sustainability of family farms around these albarradas. According to the morphological characterization, the albarradas oscillate between 500 and 50 000 m2. Likewise, the storage capacity of these reservoirs is between 1 000 and 50 000 m3 of water. Of the population surveyed, 77 percent use the water for agriculture, 21 percent as a watering hole for cattle, sheep and horses, and 2 percent use these systems for human consumption. The results obtained from the calculation of the ICA in the albarradas studied present values of 89.1 (Bellavista), 54.8 (El Agapito), 57.3 (Pampa Grande) 81.9 (La Unión) 57.0 (Cascajal), which, according to the proposed scale, corresponds to water of medium or acceptable quality. The production that takes place around the albarradas is mainly for self-consumption, allocating areas between 0.5 and 3 ha and only 4 percent have areas greater than 3 hectares for production. The main crop is rice. 42 percent of the farms have more than 5 species of animals. The economic, ecological and socio-cultural indices were 3.1, 2.3 and 3.3, respectively, with an arithmetic average of 2.9 which is greater than 2, as well as the value of each individual index, for which it is concluded that the production in these albarradas, are sustainabl

    Metales y genes relacionados con el estrés oxidativo, factores metabólicos y variables relacionadas con la fragilidad ósea: un enfoque epidemiológico integrador

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    Tesis Doctoral inédita leída en la Universidad Autónoma de Madrid, Facultad de Medicina, Departamento de Medicina Preventiva y Salud Pública y Microbiología. Fecha de Lectura: 10-01-202

    Design of a calcium carbonate and mixtures micronization plant by dry way

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    RESUMEN: El carbonato cálcico se ha convertido en una de las materias más importantes en la industria, obteniendo cada vez mayor relevancia en los sectores de pinturas, farmacéutica, construcción, etc. Por este motivo, y por la tendencia alcista que lleva experimentando los últimos años el mercado relacionado con el carbonato cálcico, es interesante plantear abrir una nueva vía de negocio para una cantera ya existente. Para ello se han tomado datos en campo del terreno disponible para la ubicación de la instalación y valorado los puntos a tener en cuenta para su acondicionamiento. Durante la elaboración de este Trabajo de Fin de Grado se realizará la valoración de los elementos que forman parte de una instalación de micronizado y su consiguiente análisis de inversiones y viabilidad económica.ABSTRACT: Calcium carbonate has become one of the most important materials in the industry, gaining increasing relevance in lots of sectors, such as paint, pharmaceutic, construction, etc. For this reason, and due to the upward trend that the market related to calcium carbonate has been experiencing in recent years, it is interesting to consider opening a new line of business for an existing quarry. For this purpose, field data has been taken of the terrain available for the location of the installation and the points to be taken into account for its conditioning have been assessed. During the preparation of this Final Degree Project, the elements that are part of a micronized installation will be evaluated, as well as its consequent analysis of investments and economic viability.Grado en Ingeniería de los Recursos Minero
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