AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Rappresentazione, organizzazione e trasmissione della conoscenza: Library and information science e digital humanities
The article takes its cue from two recent monographs that fall within the spectrum of digital humanities, both published by Editrice bibliografica (Milan): Oltre il libro: forme di testualità e digital humanities by Federico Meschini (2020) and Organizzare la conoscenza: digital humanities e web semantico: un percorso tra archivi, biblioteche e musei by Francesca Tomasi (2022).The article dwells on the links between memory institutions, book and document disciplines and the ‘potential’ that can arise from projects conceived and developed in the digital environment.L’articolo prende spunto da due recenti lavori monografici che ricadono nello spettro delle digital humanities, entrambi pubblicati da Editrice bibliografica: il volume di Federico Meschini Oltre il libro: forme di testualità e digital humanities (2020) e quello di Francesca Tomasi Organizzare la conoscenza: digital humanities e web semantico: un percorso tra archivi, biblioteche e musei (2022).L’articolo si sofferma in particolare sui legami esistenti tra le istituzioni della memoria, le discipline del libro e del documento e il ‘potenziale’ che può derivare da progetti ideati e sviluppati in ambiente digitale
Emilia Franceschini: la prima bibliotecaria all’Università di Firenze
Emilia Franceschini’s first job was in her father's bookshop, where intellectuals used to meet. In 1918 she started working at the Library of the Branch of Medicine and Surgery of the Institute of Higher Practical and Advanced Studies, in Florence. She was the first woman to be mentioned among the staff of the Institution, which would become the University of Florence in 1924.Franceschini also devoted herself a great deal to translating, and published numerous cultural articles. In the library she mainly dealt with cataloguing of both modern and rare books and, in addition, she reorganised some archival fonds.Despite the fact that she earned recognition and respect for her work, she never succeeded in covering the role of ‘librarian’ at the University; even though a position was opened in 1923, because women were prevented from participating. In 1929 she contributed to set up the first National Exhibition of the History of Science, curating the exhibition of rare printed books and manuscripts of the Library.She died in 1933 at the age of 68.Emilia Franceschini svolse il suo primo lavoro nella libreria del padre, frequentata da intellettuali. Nel 1918 cominciò a lavorare per la Biblioteca della Sezione di medicina e chirurgia dell’Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento di Firenze. Fu la prima donna ad essere citata tra il personale dell’istituzione che diventerà nel 1924 Università di Firenze.Franceschini si dedicò molto anche all’attività di traduzione e pubblicò numerosi articoli di argomento culturale. In biblioteca si occupò principalmente di catalogazione di libri moderni e antichi e riordinò alcuni fondi archivistici.Nonostante i numerosi riconoscimenti e gli attestati di stima ottenuti per il suo lavoro, non riuscì mai a ricoprire il ruolo di ‘bibliotecaria’ dell'Università: quando, nel 1923, fu messo un posto a concorso, alle donne fu impedito di partecipare.Nel 1929 contribuì all’allestimento della prima Mostra nazionale di storia della scienza, curando l’esposizione di libri a stampa e manoscritti antichi della Biblioteca.Morì nel 1933 all’età di 68 anni
La persistente attualità di La biblioteca: scenari, culture, pratiche di servizio di Giovanni Solimine
The article aims to reflect on topics faced by Giovanni Solimine in his book La biblioteca: scenari, culture, pratiche di servizio (Laterza, 2004) and on the author’s purpose of «proposing an interpretation of the transformations that are affecting the system of production and circulation of knowledge and [...] reflecting on the position that the library assumes in this context».Solimine’s volume is about libraries as center of the social system of knowledge creation, transfer and transformation, and it does not aim to ‘dissect’ their structure and functions.L’articolo riflette sui temi affrontati da Giovanni Solimine nel suo volume La biblioteca: scenari, culture, pratiche di servizio (Laterza, 2004) e sull’obiettivo dell’autore di «proporre una lettura delle trasformazioni che stanno investendo il sistema di produzione e circolazione delle conoscenze e [...] riflettere sulla collocazione che in tale contesto assume la biblioteca».Quello di Solimine, infatti, è un libro che parla di biblioteche non tanto con l’intento di ‘sezionarne’ la struttura e le funzioni, quanto con l’obiettivo di collocarle al centro del sistema sociale di creazione, trasferimento, trasformazione della conoscenza
Un’ epica bibliografia visiva della storia della distruzione dei libri
The Singapore Pavilion, set up as part of the 59th edition of the Art Exhibition La Biennale di Venezia, hosts the work of artist Shubigi Rao, a threefold multidisciplinary installation comprising a book, a video and a paper maze built around the theme of books destruction. They are part of a decade-long project under the title Pulp: A Short Biography of the Banished Book. Starting in 2014, it has brought the artist to visit archives and libraries all around the world and to meet women and men who daily dedicate themselves to defending books and cultures on the margins. Here we present the works exhibited in Venice (2022) and the three books that have already been published (2016, 2018, 2022) out of the five scheduled.Il Padiglione di Singapore, allestito nell’ambito della 59. edizione della Biennale d’Arte di Venezia, ospita l’opera dell’artista Shubigi Rao, una triplice installazione multidisciplinare che comprende un libro, un film e un labirinto di carta costruiti intorno al tema della distruzione dei libri. Fanno parte di un progetto decennale dal titolo Pulp: A Short Biography of the Banished Book. Iniziato nel 2014, ha portato l’artista a visitare archivi e biblioteche in tutto il mondo e a incontrare donne e uomini che quotidianamente si spendono per difendere i libri e le culture ai margini. In questo contesto presentiamo le opere esposte a Venezia (2022) e i tre dei cinque libri previsti che sono già stati pubblicati (2016, 2018, 2022)
Alphabetica e il reference digitale: suggerimenti e mappe concettuali per gli utenti del portale
Digital disintermediation is a process that involves many areas of social life: information, business, banking and also access to bibliographic information and knowledge. To the user who does not use the reference service in presence, it is necessary to offer new opportunities to expand the field of investigation through suggestions about authors or topics similar to made request.Alphabetica aims to provide a ‘hidden reference’, not with the logic of commercial algorithms, but by making full use of the tools of librarianship and enhancing the cooperative work of libraries belonging to the SBN network.La disintermediazione digitale è un processo che riguarda molteplici ambiti della vita sociale: quello dell’informazione, quello commerciale, quello bancario e anche quello di accesso alle informazioni bibliografiche e alla conoscenza. All’utente che non usufruisce del servizio di reference in presenza oppure online tramite i servizi del ‘chiedi al bibliotecario’ tradizionali o le instant chat, bisogna offrire delle opportunità per espandere il proprio campo di indagine attraverso dei suggerimenti che riguardano autori o argomenti affini a quelli oggetto della propria ricerca.Alphabetica si propone di fornire un ‘reference occultato’, non con le logiche degli algoritmi di tipo commerciale che suggeriscono risorse e argomenti con la medesima idea di fondo, ma sfruttando a pieno gli strumenti della biblioteconomia e valorizzando il lavoro cooperativo delle biblioteche aderenti al Servizio bibliotecario nazionale
L' utopia della biblioteca e la missione del bibliotecario
«Libraries are physically determined places and firmly planted in a precise context» but at the same time they are «pervaded by a very strong symbolic charge, which transcends reality». Starting from Giovanni Solimine’s words attesting an oscillation between reality and utopia, this article reflects on what libraries and librarians are and should do today. First of all, libraries should devote themselves to their functions that other institutions do not know and cannot perform: to ensure the collection and conservation as complete as possible of what has been produced and to document human knowledge development, and, therefore, organize information in complete and technically adequate catalogs and prepare digitization plans. But libraries are also asked to reflect again on books, reading and education which are the most immediate and pertinent horizon. Without their values, without utopia, without the mission of progress, of personal and cultural growth but also of support for social change, libraries are destined to die of uselessness and misunderstanding.«Le biblioteche sono luoghi fisicamente determinati e saldamente piantati in un preciso contesto» ma nello stesso tempo sono «pervase da una fortissima carica simbolica, che trascende la realtà». A partire da queste parole di Giovanni Solimine che testimoniano un’oscillazione tra realtà e utopia, l’autore dell’articolo riflette su cosa siano e cosa debbano fare le biblioteche e i bibliotecari oggi. Innanzitutto, le biblioteche dovrebbero dedicarsi a quelle funzioni che sono loro proprie e che altre istituzioni non sanno e non possono svolgere: assicurare la raccolta e la conservazione il più possibile completa di quanto è stato prodotto e documentare lo sviluppo del sapere umano, e quindi organizzare l’informazione in cataloghi completi e tecnicamente adeguati e predisporre piani di digitalizzazione. Ma alle biblioteche si chiede anche di tornare a riflettere sul libro, la lettura e l’educazione che sono l’orizzonte più immediato e pertinente. Senza i propri valori, senza l’utopia, senza la missione di progresso, di crescita personale e culturale ma anche di sostegno al cambiamento sociale, le biblioteche sono altrimenti destinate a morire di inutilità e di incomprensione
La manifesta attualità di un «canone biblioteconomico» per le collezioni
The contribution proposes a reflection on the topicality of Giovanni Solimine’s Le raccolte delle biblioteche: progetto e gestione, published in 1999. In the book, the author proposed a librarianship canon for collection management based on a holistic vision of the library.Il contributo propone una riflessione sull’attualità del libro di Giovanni Solimine Le raccolte delle biblioteche: progetto e gestione, pubblicato nel 1999, in cui l’autore proponeva un canone biblioteconomico per la gestione delle collezioni, basato su una visione olistica della biblioteca
La scelta di lettura nella biblioteca pubblica: fisionomia, spazi e contesti del progetto Reading(&)Machine
The central theme of the article is the ‘choice of reading’ in the public library and aims to outline the characteristics and the contexts of the Reading(&)Machine project, promoted and developed by the SmartData @PoliTO and VR@PoliTO centers of the Polytechnic of Turin and the Department of Historical Studies of the University of Turin. Reading(&)Machine consists of: a) a recommendation system based on Artificial Intelligence tools; b) an immersive interface, augmented and enhanced, to access system suggestions; c) a hybrid, physical and digital environment, with which Reading(&)Machine becomes part of the library’s information ecosystem. The ‘choice of reading’, mapped within the typologies of reading realized in the semiotic space of the library, is treated in the framework of the relationships between public libraries, librarianship, reading practices, analyzed using the conceptual lexicon of Paul Ricoeur, and the terms and concepts of ‘prefiguration’, ‘configuration’, ‘refiguration’. The reference literature is mainly that produced in LIS studies, national and international, starting from the sixties of the twentieth century, and includes the description of some of the most relevant characteristics of the recommendation systems, in which the ‘choice of reading’ is suggested not by humans but by machines. In conclusion, some of the main implications aroused are briefly recalled.Il tema centrale del contributo è costituito dalla ‘scelta di lettura’ nella biblioteca pubblica e si pone l’obiettivo di delineare le caratteristiche e i contesti del progetto Reading(&)Machine, promosso ed elaborato dai centri SmartData@PoliTO e VR@PoliTO del Politecnico di Torino e dal Dipartimento di Studi storici dell’Università degli studi di Torino. Reading(&)Machine consiste in: a) un sistema di raccomandazione basato su strumenti di intelligenza artificiale; b) un’interfaccia immersiva, aumentata e potenziata, per accedere ai suggerimenti del sistema; c) un ambiente ibrido, fisico e digitale, con cui R(&)M diventa parte integrante dell’ecosistema informativo della biblioteca. La ‘scelta di lettura’, mappata all’interno delle tipologie di lettura attuate nello spazio semiotico della biblioteca, viene trattata nel quadro delle relazioni tra biblioteche pubbliche, biblioteconomia, pratiche di lettura, analizzate utilizzando il lessico concettuale di Paul Ricoeur e i termini e i concetti di ‘prefigurazione’, ‘configurazione’, ‘rifigurazione’. La letteratura di riferimento è prevalentemente quella prodotta in area biblioteconomica, nazionale e internazionale, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, e include la descrizione di alcune delle più rilevanti caratteristiche dei sistemi di raccomandazione, in cui la scelta di lettura è suggerita non dagli umani ma dalle macchine. In conclusione vengono sinteticamente richiamate alcune delle principali implicazioni suscitate
Che cos'è la cultura?
In the first part, the article analyses relationships and differences between ‘culture’ and ‘information’ from a neurological and cognitive point of view. In the second part, the author reflects on the role of libraries as archives of human intellectual and spiritual creation and as a bridge between past and present culture, which for centuries has been represented by libraries’ collections. Today, however, expanded by the concept of ‘science’, culture has lost its traditional connotations, to the point that both its configuration and its future have entered into an identity crisis.Nella prima parte, l’articolo analizza il rapporto e le differenze tra ‘cultura’ e ‘informazione’ da un punto di vista neurologico e cognitivo.Nella seconda parte si riflette sul ruolo delle biblioteche quali archivi della creazione intellettuale e spirituale degli uomini, nonché ponte fra la cultura del passato e quella del presente: cultura che, per secoli, è stata rappresentata dal patrimonio documentario delle biblioteche stesse. Oggi, tuttavia, dilatata dal concetto di ‘scienza’, la cultura ha smarrito i suoi connotati tradizionali, al punto che sono entrate in crisi di identità sia la sua configurazione che il suo futuro