«Libraries are physically determined places and firmly planted in a precise context» but at the same time they are «pervaded by a very strong symbolic charge, which transcends reality». Starting from Giovanni Solimine’s words attesting an oscillation between reality and utopia, this article reflects on what libraries and librarians are and should do today. First of all, libraries should devote themselves to their functions that other institutions do not know and cannot perform: to ensure the collection and conservation as complete as possible of what has been produced and to document human knowledge development, and, therefore, organize information in complete and technically adequate catalogs and prepare digitization plans. But libraries are also asked to reflect again on books, reading and education which are the most immediate and pertinent horizon. Without their values, without utopia, without the mission of progress, of personal and cultural growth but also of support for social change, libraries are destined to die of uselessness and misunderstanding.«Le biblioteche sono luoghi fisicamente determinati e saldamente piantati in un preciso contesto» ma nello stesso tempo sono «pervase da una fortissima carica simbolica, che trascende la realtà». A partire da queste parole di Giovanni Solimine che testimoniano un’oscillazione tra realtà e utopia, l’autore dell’articolo riflette su cosa siano e cosa debbano fare le biblioteche e i bibliotecari oggi. Innanzitutto, le biblioteche dovrebbero dedicarsi a quelle funzioni che sono loro proprie e che altre istituzioni non sanno e non possono svolgere: assicurare la raccolta e la conservazione il più possibile completa di quanto è stato prodotto e documentare lo sviluppo del sapere umano, e quindi organizzare l’informazione in cataloghi completi e tecnicamente adeguati e predisporre piani di digitalizzazione. Ma alle biblioteche si chiede anche di tornare a riflettere sul libro, la lettura e l’educazione che sono l’orizzonte più immediato e pertinente. Senza i propri valori, senza l’utopia, senza la missione di progresso, di crescita personale e culturale ma anche di sostegno al cambiamento sociale, le biblioteche sono altrimenti destinate a morire di inutilità e di incomprensione
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