38,382 research outputs found
The interface of lexical semantics and conceptual structure deverbal and denominal nominalizations
Nominalizations can refer to events, instances of events or participants in an event. The particular reference is determined by the lexical semantics of the base and the suffix, and by the conceptual structure of the base. The comparison between deverbal and denominal nominalization in -ata in Italian reveals that the conceptual structure plays a crucial role in determining the reference of a nominalization. Italian nominalizations of -ata are productively derived from verbal and nominal bases. Derivations from verbal bases refer to a single event denoted by the base. Derivations from a nominal base N denote events or results corresponding to a limited number of pattems, such as a hit by N, a characteristic action of N, a period of N, a quantity that is contained in N, etc. The paper argues that the function of the suffix operates on the lexical meaning of the base, but the con~positiono f the lexical meaning of the base with the lexical meaning of the suffix is restricted by the conceptual properties of the base
Lexicon of Latin loanwords in the Greek documentary texts of Egypt with consideration of Coptic sources ('Lex.Lat.Lehn.', Fascicle-1 (Alpha)).
Review of I.-M. Cervenka-Ehrenstrasser, J. Diethart (edd.): Lexikon der lateinischen Lehnwörter in den griechischsprachigen dokumentarischen Texten Ägyptens mit Berücksichtigung koptischer Quellen (Lex. Lat. Lehn.: Faszikel I (Alpha)). (Mitteilungen aus der Papyrussammlung der Österreichischen Nationalbibliothek (Papyrus Erzherzog Rainer), NS 27.) Pp. 132. Vienna: Hollinek/Österreichische Nationalbibliothek, 1996. Paper. ISBN: 3-85119-264-8
Raccontare il mondo in lingue diverse: sarà lo stesso mondo?
Partendo da considerazioni generali sulle connessioni fondamentali tra lingua e
cultura, la studiosa affronta il problema sottile del rapporto tra lingua nazionale e
pensiero e il dilemma sulla natura ‘locale’ o ‘universale’ della coscienza linguistica.
Presenta i risultati di un’indagine imperniata sulle attuali direzioni della linguistica
russa, in particolare quelle sviluppate nell’ambito della Teoria della comunicazione
interculturale. Questa branca si colloca tra la linguistica cognitiva, la psicolinguistica
e l’etnolinguistica e si basa su teorie che riguardano la nozione di personalità
linguistica e ciò che viene qui descritto come ‘quadro linguistico del mondo’.
Secondo l’autrice, questi sono entrambi sempre ‘nazionali’, in quanto esprimono la
visione di un certo popolo. Il ‘quadro linguistico’ è infatti costituito in primo luogo
da un lessico che è, in prevalenza, determinato nazionalmente. Tuttavia, l’autrice va
oltre il comune limite di studi analoghi per chiedersi se morfologia e sintassi (e non
solo lessico) possono anch’essi testimoniare le particolarità della ‘mentalità
nazionale’, fornendo a questo proposito una ricca esemplificazione di mezzi
espressivi e valutativi.
I concetti chiave della ricerca sono: coscienza linguistica, personalità linguistica,
quadro linguistico del mondo e lessico determinato nazionalmente
Cambiare il lessico: nuove competenze e responsabilità degli urbanisti
L’interesse si concentra sui cambiamenti della disciplina e su come il lessico possa operare positivamente in tale contesto evolutivo, piuttosto che sul repertorio dei cambiamenti del lessico stesso.
Impostazione, questa, che tende a enfatizzare il ruolo proattivo della ricerca linguistica, e più in generale della ricerca comunicativa, come componente importante della dialettica propositiva di intervento.
Lemmi vecchi e nuovi vengono così a comporsi e a contrapporsi con diversi e/o permanenti significati, e soprattutto in ambiti epistemologici sempre più complessi rispetto al passato e più ifficilmente racchiudibili in forme discorsive semplici, stabili e univocamente definite.
In tal senso anche il discreto interesse sul tema segnala l’esigenza di soffermarsi specificamente sul lessico «concettuale-critico» piuttosto che sul lessico «tecnico-pratico» variamente frequentato in passato, quando si pensava forse a modi di consolidamento operativo della disciplina che sembravano a portata di mano. L’esigenza nasce evidentemente proprio dal voler fissare, seppur temporaneamente e parzialmente, la situazione fluida della contemporaneità, della complessità incrementale dei processi trasformativi, delle rapide irruzioni di potenti valenze sociali, economiche e
ambientali nel territorio globalizzato che prefigurano stadi di mutevolezza continua. Il lessico può contribuire all’avanzamento del fronte conoscitivo e di quello operativo della disciplina
Le religioni sono molte. L'impronta autoriale nella scelta del lessico nei manuali di swahili come lingua straniera
Obiettivo del presente lavoro è dimostrare che l'autore del manuale "Grammatica della Lingua Swahili", il missionario Vittorio Merlo Pick era “figlio del proprio mondo e del proprio tempo”, un mondo e un tempo in cui la mentalità e l’agire coloniale erano parte integrante dell’ordine naturale delle cose. Attraverso l’analisi del glossario contenuto nella "Grammatica della Lingua Swahili" del 1953 si mostrerà in primo luogo come il lessico da esso fornito permetta di formulare soprattutto “messaggi di andata”, e come quindi il messaggio sia unidirezionale. Ciò sarà particolarmente evidente per il lessico riguardante la sfera religiosa. Inoltre si evidenzierà come parte del lessico riferito alle persone testimoni una visione dell’Africa influenzata dalla mentalità coloniale e dai pregiudizi. Infine, attraverso un confronto diacronico dell’edizione rivista del 1988 e delle nuove edizioni realizzate da Gian Luigi Martini nel 2002 e nel 2010, si cercherà di chiarire se il vocabolario relativo alla religione e alle persone si adatti alle nuove concezioni relative al colonialismo e al rapporto con l’altro
L'ARTE DI FARE IL VINO NELLA COSTRUZIONE DEL LESSICO TECNICO-SCIENTIFICO FRANCESE NEI SECOLI XVIII E XIX
Il presente lavoro si inserisce nel filone degli studi di terminologia diacronica. La tesi ha per oggetto il lessico francese della vinificazione nei secoli XVIII e XIX, periodo cruciale per la costituzione e l’evolvere della disciplina.
La tesi è articolata in due parti. La prima parte prende avvio dall’analisi lessico-semantica dei termini vinification ed œnologie che delimitano l’oggetto di ricerca, per poi fornire un inquadramento storico e testuale ai temi della vite e del vino. La pratica della vinificazione registrata dalle fonti sette-ottocentesche di riferimento è descritta con l’obiettivo di ricostruire e documentare l’evoluzione delle tecniche e l’emergere della scienza.
La seconda parte è dedicata alla dimensione linguistica della ricerca. Dopo aver presentato il corpus costituito per l’estrazione delle unità lessicali e aver enunciato la metodologia adottata, le voci censite sono oggetto di sistematizzazione in schede lessicali, la cui struttura offre informazioni di natura lessicale e semantica all’interno di un’ampia rete concettuale rappresentata dall’albero di dominio. La suddivisione del periodo considerato in tre fasi ha permesso una maggiore chiarezza nell’offrire i risultati dell’analisi linguistica, condotta al fine di osservare le dinamiche evolutive del lessico. La conclusione ripercorre, infine, i risultati salienti della ricerca e delinea eventuali sviluppi futuri.The present work contributes to studies of diachronic terminology in French. The dissertation focuses on the analysis of French vocabulary of winemaking between the 18th and 19th centuries, when the concept of enology as a science emerged.
The study is divided into two parts. The former starts analysing the terms vinification and œnologie from a lexico-semantic point of view in order to define the subject of the research. The analysis is followed by a reconstruction of the historical and textual framework in which the themes of vine and wine are developed. The process of winemaking based on the eighteenth and nineteenth-century reference sources is then described; this description allows tracing the passage from tradition to modernity, showing the main scientific discoveries and technological achievements occurred in the field.
The latter is the linguistic one. After a methodological introduction about the creation of the corpus and the description of our selection criteria, the selected terms are collected in lexical records exploring lexical and semantic information. The study of terms also allowed to build from an historical point of view the conceptual framework of the field. The classification of the period in three phases offered a closer analysis of lexical and semantic issues in the evolution of the vocabulary.
Finally, the conclusion section discusses the results of the research and outlines further perspectives of study
NEVIERE E "NEVAIOLI" IN SICILIA. OSSERVAZIONI (A POSTERIORI) SU UN INTERESSANTE SETTORE DELLA CULTURA DIALETTALE
Il caso dei nevaioli mostra come anche l’archeologia linguistica possa avere una
significativa rilevanza nello studio lessicale, specialmente quando
problemi di lessicografia settoriale si sposano con problemi di storia della lingua e di contatto in diacronia.
Il caso dei "nevaioli", con la circolazione di lessico settoriale tra diversi ambiti, richiama
la possibilità di rivolgere l’attenzione alle lingue speciali non necessariamente
in termini di singoli settori: la lingua dei contadini, quella dei carbonai,
quella dei pastori ecc. L’attenzione può essere rivolta alla possibilità dell’esistenza
di un ampio nucleo di lessico della montagna o delle attività di
montagna, all’interno del quale l’incrocio di vari orizzonti ergologici, lavorativi, etnografici,
si fonderebbe in primo luogo sul fatto che all’interno di quegli orizzonti
si muovono gli stessi soggetti. Ma un’attenzione particolare va anche
rivolta all’ambiente (o allo spazio geografico e linguistico) che tali orizzonti racchiude:
la sua configurazione, anche fisica o, se si vuole, ecologica, determina
in qualche misura le direttrici e le dinamiche di circolazione e scambio di saperi culturali
perfino nei casi di sapere altamente specializzato
Introduzione. La Rivoluzione francese: evidenze lessicologiche, evidenze lessicometriche e interpretazioni storiografiche
The second tome of "La felicit\ue0 \ue8 un\u2019idea nuova in Europa" deals with a major theme: it allows the reader and the scientific community to test the latest and most important interpretations of the French Revolution through lexicologic and lexicometric data. The authors\u2019 work is based on a 'corpus' of 7,000,000 'tokens', that is currently the widest digitized 'corpus' on the French Revolution examinable by the linguistic software. In order to have digital copies, authors first scanned the original sources and then extracted text from images with a OCR application. The txt and doc files were finally compared with sources. The lexicologic and lexicometric works were assembled through the following computer software: 'Bruco', 'Concordance', 'Lexico 3', 'Treetagger'. An articulate and wide introduction leads the reader into the bibliographic references involved in the choice of any single lexia. Except for the revolutionary catechisms, at the moment the corpus cannot be published on-line, due to the bans of copyright. It contains the following bibliography: Marat's '\u152uvres politiques' (10 volumes, Bruxelles, 1989-1993) and works from his pre-revolutionary period; Robespierre's '\u152uvres' (11 volumes, Paris, 2000-2007); Saint-Just's '\u152uvres compl\ue8tes' (Paris, 1984); H\ue9bert\u2019s newspaper, 'Le P\ue8re Duchesne' (10 volumes, Paris, 1969); Lequinio's speech, 'Du Bonheur' (20 brumaire an second); 112 revolutionary catechisms (105 printed editions and 7 manuscripts). The volume suggests indexes of frequency, concordances, concurrences, diagrams, temporal flows, collocations and tag clouds of some lexias at the heart of the historiographic debate of the French Revolution. The concordance of the string dict* refers to the debates about the influence of the French Revolution on the shift from the idea of \u201ccommissarial dictatorship\u201d of the Ancients to the modern idea of revolutionary \u201csovereign dictatorship\u201d. The concordances of the lexias 'bonheur' and 'f\ue9licit\ue9' integrate the results of research authors already explained in the first tome and they refers to a keyword in the lexicon of the Revolution. The concordances of 'libert\ue9 publique', 'droit(s) naturel(s)', 'droit(s) de la nature', 'nature humaine', 'ennemi(s) de l\u2019humanit\ue9', 'ennemi(s) du peuple', 'hors (de)(-)la(-)loi' refer to the Terror and to the Republicanism issues. The concordance of 'terreur' is at the core of the historiographic debates about the French Revolution, which authors already addressed in the first volume through the specific reference to Robespierre. The concordance of the string veng* refers to the Terror issues, too. In this case, the reader can test the interpretations that identify the 'vengeance' as the explanatory element of the Terror, through the speeches of the main characters of the Revolution and in the dialectics Revolution\u2013Counter-Revolution. The last group of lexicographic and lexicometric data of this volume concerns a central feature in the studies on the Revolution: the 'sans-culotte'. The suggested linguistic material confirms the polysemy of the noun 'sans-culotte' in the lexicon of the Revolution. It proves the gap between the political and the social use of this noun, that caused many contrasts among scholars, who meditated on the suggestions and symbolism of this republican emblem
Il lessico di frequenza dell'italiano parlato e la didattica dell'italiano
The linguistic-historical evolution of the Italian community has been well described in its general lines and fundamental mechanisms. In the last decades the process of linguistic unification in Italy has been strengthened; which is confirmed by data on the diffusion of italophony and the regression of exclusive dialectophony. In relation to this De Mauro has sustained that, nowadays, in the Italian community about 34% of the population only speaks Italian, 23% usually speaks only one of the dialects, while the majority uses Italian for speaking and most especially for writing, while at the same time adopting one dialect for speaking. Sociolinguistic studies the tendency towards the consolidation of a standard Italian in which new features become established while others disappear. In particular, characteristics originally inherent in speech seem to have been strengthening in writing. The publishing of LIP (Lessico di Frequenza dell'Italiano Parlato) appears to be an interesting document and a valid tool of research to better follow the processes mentioned above and investigate thoroughly the status of the spoken language. This work represents a first attempts to draw the attention of linguistic pedagogy on some mechanisms in contemporary Italian, as they can be defined or redefined in view of the information provided by the LIP corpus and of the problems related to it
- …
