AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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    Saggi in ricordo di Maria A. Abenante: le qualità (e i valori) di una bibliotecaria

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    Reading the essays collected within the miscellaneous volume edited by Vittorio Ponzani L’orgoglio di essere bibliotecari: saggi in ricordo di Maria A. Abenante (AIB, 2020) offers the opportunity to reflect on some of the values that support and move the librarian action: declined in its various services, aimed at a varied audience, immersed in a complex information reality, today perhaps more than ever it needs solid elements on which to rely. Pride, inclusion, bond for one’s land and farsightedness, but also meekness, rigor and conviction are some of the characteristics that guided the professional and life path of Maria A. Abenante (1969-2019), and which can serve as an anchor, but also be inspirational.La lettura dei contributi raccolti nel volume miscellaneo curato da Vittorio Ponzani L’orgoglio di essere bibliotecari: saggi in ricordo di Maria A. Abenante (AIB, 2020) offre l’occasione di riflettere su alcuni dei valori che sostengono e muovono l’azione bibliotecaria: declinata nei suoi diversi servizi, rivolta a un’utenza variegata, immersa in una realtà informativa complessa, oggi forse più che mai necessita di elementi solidi su cui poggiare. Orgoglio, inclusione, legame per la propria terra e lungimiranza, ma anche mitezza, rigore e convinzione sono alcune delle caratteristiche che hanno guidato il percorso professionale e di vita di Maria A. Abenante (1969-2019), e che possono fungere da ancora, ma anche essere di ispirazione

    Letteratura professionale italiana, a cura di Vittorio Ponzani

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    Le declaratorie del settore disciplinare M-STO/08 come «testo breve»: un modello di analisi linguistica

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    The paper proposes some considerations on the configuration of the disciplinary sector M-STO/08, which, in the Italian juridical-academic lexicon, is described in a concise declaration, published with the Ministerial Decree of 4 October 2000, which briefly delineates its boundaries. Mission 4 “Istruzione e ricerca” of the PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) envisages a reform of the degree classes and binds the relevant scientific communities, such as the SISBB (Società italiana di Scienze bibliografiche e biblioteconomiche), to adaptations, which concern both the concrete organizational and procedural dynamics, and, at the same time, the theoretical and methodological implications referred to them, and which therefore affect the profile of the disciplinary field of bibliography and library science. The specific objective proposed is primarily based on the analysis of the contents of the current declaration of the disciplinary sector M-STO/08, on its position in the hierarchy of the academic organization, and on the lines of development of the bibliographic culture, that the «short text» of a declaration may succeed in prefiguring.Il contributo propone alcune considerazioni sulla configurazione del settore disciplinare M-STO/08, che, nel lessico giuridico-accademico italiano, è descritto in una declaratoria sintetica, pubblicata con il d.m. 4 ottobre 2000, che ne delinea sinteticamente i confini. La missione 4 “Istruzione e ricerca” del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) prevede una riforma delle classi di laurea e vincola le comunità scientifiche di riferimento, come la SISBB (Società italiana di Scienze bibliografiche e biblioteconomiche), ad adeguamenti, che riguardano sia le concrete dinamiche organizzative e procedurali, sia, contestualmente, le implicazioni teoriche e metodologiche ad esse riferite, e che toccano dunque il profilo del campo disciplinare della Bibliografia e della Biblioteconomia. L’obiettivo specifico che in questa sede viene proposto si basa in primo luogo sulla analisi dei contenuti della attuale declaratoria del settore disciplinare M-STO/08, sulla sua collocazione nella gerarchia della organizzazione accademica, e sulle linee di sviluppo della cultura bibliografica e biblioteconomica che il «testo breve» di una declaratoria può riuscire a prefigurare

    Letture aumentate, fra rete e intermedialità

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    The article focuses on ‘augmented reading’, that is the process of deepening and widening the reading of a text – regardless of the nature of its format and the reading medium used, be it print or digital – through the consultation, on the reader’s side, of materials, contents and information resources available online, no matter their nature.In the first part of the article, the author briefly analyzes the relationship between augmented reading and text analysis, focusing on the concepts of intertextuality and intermediality. The second part of the article illustrates two examples of augmented reading, both taken from the novel The black cloud, published in 1957 by the English astrophysicist and cosmologist Fred Hoyle (1915-2001).L’articolo affronta il tema della ‘lettura aumentata’, intesa come operazione di approfondimento e allargamento della lettura di un testo – indipendentemente dalla natura del testo e dal supporto di lettura utilizzato, cartaceo o digitale – attraverso la consultazione, da parte di chi legge, di materiali, contenuti e risorse informative, di qualunque natura, disponibili online.Nella prima parte dell’articolo, l’autore analizza brevemente il rapporto fra lettura aumentata e analisi del testo, con particolare riferimento ai concetti di intertestualità e intermedialità. La seconda parte dell’articolo illustra invece due esempi di lettura aumentata, entrambi tratti dal romanzo The black cloud, pubblicato nel 1957 dall’astrofisico e cosmologo inglese Fred Hoyle (1915-2001)

    Chi controlla il controllo bibliografico universale? Il sogno dei bibliotecari nell’ecosistema digitale

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    This short paper examines Giovanni Solimine’s book on Universal Bibliographic Control (UBC), published in the mid-1990s. Here, I will analyse both the structure of Solimine’s volume, and the changes that have taken place in the bibliographical landscape since its publication, with particular regard to changes in standards and projects. Starting from Solimine’s analysis, the aim of this paper is to redefine UBC as a process determined by cultural, social and technological factors.Questo breve articolo prende in esame il libro di Giovanni Solimine sul controllo bibliografico universale (universal bibliographic control, UBC), pubblicato nella metà degli anni Novanta. Vengono analizzati la struttura del volume e i cambiamenti avvenuti nel panorama bibliografico, in particolare per ciò che riguarda gli standard e le iniziative realizzate. Partendo dall’analisi effettuata da Solimine, lo scopo è definire l’UBC come un processo determinato di volta in volta da fattori culturali, sociali e tecnologici

    L’ accesso alla conoscenza: tra libro e biblioteca

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    The paper reproduces Giovanni Solimine’s last academic lecture, held in streaming on May 28, 2021. The lecture develops around main themes on which the author focused in his long academic career: the library, the function of books and reading, the skills in the knowledge society, the way in which culture develops and circulates on the web. Solimine has dedicated many publications to these issues, including his last four books published by Laterza between 2004 and 2020 (La biblioteca: scenari, culture, pratiche di servizio; L’Italia che legge; Senza sapere: il costo dell’ignoranza in Italia; La cultura orizzontale). In his lecture, the author takes up and updates the main reflections contained in his volumes which, according to him, seem to belong to a unique design that has taken shape over time, just like a journey where each new stage finds its origin in the conclusions of the previous stage.Il contributo riproduce il testo dell’ultima lezione accademica di Giovanni Solimine, tenuta in streaming il 28 maggio 2021. La lezione si sviluppa intorno ai principali nodi tematici su cui Solimine si è concentrato nella sua lunga carriera universitaria: la biblioteca, la funzione del libro e della lettura, il tema delle competenze nella società della conoscenza, il modo in cui la cultura si forma e circola in rete. A questi temi lo studioso ha dedicato numerose pubblicazioni e in particolare i suoi ultimi quattro libri, pubblicati da Laterza tra il 2004 e il 2020 (si tratta de La biblioteca: scenari, culture, pratiche di servizio; L’Italia che legge; Senza sapere: il costo dell’ignoranza in Italia; La cultura orizzontale). Qui Solimine riprende e attualizza le principali riflessioni contenute nei volumi che, come osserva lui stesso, sembrano appartenere a un disegno unico che ha preso forma nel tempo, come un itinerario in cui ogni tappa ha tratto origine dall’approdo della tappa precedente

    Per una cultura del cambiamento, oggi: brevi considerazioni sull’eredità della biblioteconomia gestionale

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    In the last decade of the 20th century, the transformation in the Italian public administration stimulated a reflection focused on library management, which fostered the rooting of a result-oriented professional culture. The penetration of management into librarianship aimed at pointing library institutions towards effectiveness and represented the attempt to provide librarians with tools adequate to face the deep changes of the social and cultural context. Moving from Giovanni Solimine’s most representative studies of the time, the article tries to reflect about the legacy of library management nowadays, when change has become an immanent condition.Nell’ultimo decennio del secolo scorso le istanze di rinnovamento che hanno attraversato la pubblica amministrazione hanno stimolato anche in Italia la nascita di una riflessione incentrata sulla gestione consapevole della biblioteca e favorito il radicamento di una cultura professionale orientata al risultato. L’irruzione delle discipline gestionali negli studi biblioteconomici mirava a orientare la prassi degli istituti bibliotecari all’efficacia e rappresentava il tentativo di dotare i bibliotecari di una strumentazione adeguata ad affrontare i profondi cambiamenti del contesto sociale e culturale. L’articolo, a partire dai testi di Giovanni Solimine più rappresentativi di quella stagione, prova a riflettere sull’eredità della biblioteconomia gestionale nel contesto odierno, in cui il cambiamento è diventato una condizione immanente

    Il testamento di Paul Otlet

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    Paul Otlet’s will, made up of 67 versions written across nearly a thirty-year time span, with numerous annotations, additions and revisions, represents an essential document in order to be able to retrace, from an intimate and personal point of view, both the life and thought of the Belgian bibliographer and his personal archive, which he identifies as his true spiritual legacy. Considered right from the outset as an inseparable whole and clearly distinguishable from the rest of his library, the order and preservation criteria and the destination and use of the individual parts are described. The backlash of the two wars he witnessed, the devastation of the Mundaneum as well as the removal of the collections, the loss of collaborators and personal doubts are intersected with philosophical and technical notations in an unquestionably fascinating text.Il testamento di Paul Otlet, composto da ben 67 versioni redatte nel corso di quasi un trentennio, con numerose postille, aggiunte e revisioni, rappresenta un documento privilegiato per ripercorrere, da una angolatura intima e personale, la vita e il pensiero del bibliografo belga e del suo archivio personale che identifica come il suo vero lascito spirituale. Considerato fin dall’inizio come un tutt’uno inscindibile e nettamente distinto dalla sua biblioteca, ne vengono descritti i criteri di ordinamento e conservazione e la destinazione e l’utilizzo delle singole parti. Gli echi delle due guerre delle quali fu testimone, la devastazione del Mundaneum e l’asportazione delle collezioni, l’abbandono dei collaboratori e i dubbi personali si intersecano con notazioni filosofiche e tecniche in un testo indubbiamente affascinante

    Lettura su schermo e processi cognitivi: superare le dicotomie per continuare a leggere

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    The Covid-19 pandemic has made the matter of how to train 21st century readers even more urgent, preparing them to deal with a media scenario of attention economy, disinformation, infodemic and post-truth. This paper analyzes the new challenges that readers have to face, through the lens of some fundamental dichotomous questions for the present and the future of reading: information versus knowledge; slowness versus acceleration; attention versus distraction; boredom versus hyperactivity. What are the cognitive differences between digital reading and reading on paper? What do we risk losing in these conflicts? And what can we do to continue to comprehend what we read?La pandemia di Covid-19 ha reso ancora più urgente la questione di come formare i lettori del 21° secolo, per prepararli ad affrontare uno scenario mediale di economia dell’attenzione, disinformazione, infodemia e post-verità. Il presente contributo analizza le nuove sfide che i lettori devono fronteggiare, attraverso la lente di alcune questioni dicotomiche fondamentali per il presente e il futuro della lettura: informazione contro conoscenza; lentezza contro accelerazione; attenzione contro distrazione; noia contro iperattività. Quali sono le differenze cognitive tra la lettura digitale e la lettura su carta? Cosa rischiamo di perdere in questi conflitti? E cosa possiamo fare per continuare a comprendere quello che leggiamo?

    La sfida della crescita esponenziale delle raccolte nelle biblioteche di ricerca: i primi sistemi di optical electric information retrieval

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    Since the end of the nineteenth century in U.S. libraries and research centers there has been a growth in book collections that, in 1944, is calculated as exponential. Growth that undergoes a sharp increase after World War II, noting, at the same time, a high rate of overlap between collections, which reduces the total holdings to about two-thirds of the world's published holdings. Using the technology of the time, based essentially on procedures for microfilming documents, proposals for deduplicating collections and reducing the amount of space occupied on the shelf are being developed from a lot of quarters, while electrical, or electronic, devices are being designed and, at times, realized combining the optical element, microfilms, with information retrieval techniques to achieve information discovery integrated with document retrieval. It was actually a series of devices based on the same operating principles, such as electrical photocells, microfilm and high-speed photography, invented, reinvented and reengineered, from which some prototypes were created, until, completely rethought by another inventor, one went into production and was successfully and commercially used. Some of the figures who gravitated around these devices have either remained in the shadows or have been forgotten: this paper, beyond documenting a pioneering period that was very significant for librarianship and for the developments of future information retrieval systems, aims at representing the importance and the role that these people played.Dalla fine dell’Ottocento nelle biblioteche e nei centri di ricerca statunitensi si registra una crescita delle raccolte librarie che, nel 1944, viene calcolata come esponenziale. Crescita che subisce un forte incremento nel secondo dopoguerra, rilevando, nel contempo, un elevato tasso di sovrapposizione tra le raccolte, che riduce il posseduto complessivo a circa due terzi di quanto pubblicato al mondo. Utilizzando la tecnologia dell’epoca, basata essenzialmente sulle procedure di microfilmatura dei documenti, vengono da più parti elaborate proposte per la deduplicazione delle raccolte e la riduzione dello spazio occupato a scaffale, mentre vengono progettati e, in alcuni casi, realizzati dispositivi elettrici, o elettronici, che uniscono l’elemento ottico, i microfilm, con tecniche di information retrieval per ottenere il reperimento delle informazioni, integrato con il recupero dei documenti. In realtà si tratta di una serie di dispositivi basati sugli stessi principi di funzionamento, fotocellule elettriche, microfilm e fotografia ad alta velocità, inventati, reinventati e reingegnerizzati, dei quali vennero realizzati solo alcuni prototipi fino a quando, ripensati completamente da un altro inventore, uno di essi non entrò in produzione e venne utilizzato con successo a livello commerciale. Alcune delle figure che gravitarono attorno a questi dispositivi sono rimaste nell’ombra oppure sono state dimenticate: questo lavoro, oltre a documentare un periodo pionieristico molto significativo per la biblioteconomia e per gli sviluppi dei futuri sistemi di recupero delle informazioni, intende rappresentare il ruolo e l’importanza che queste persone hanno avuto

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