AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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    Oltre Roma: cenni al pensiero biblioteconomico di Filippo Mariotti

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    The article presents the figure of Filippo Mariotti (1833-1911) and examines his promotion of Italian libraries during his long parliamentary activity, both as a deputy and as a senator.Although Mariotti thought about libraries mainly in relation to the protection of cultural heritage, he was able to grasp and formulate themes of interest even in a modern perspective. For example, he was concerned about the territorial dimension of libraries and the need for coordination between institutions, which had to be achieved within the framework of an organic national legislation.L’articolo illustra la figura di Filippo Mariotti (1833-1911) e l’azione da lui svolta a favore delle biblioteche italiane nel corso della sua lunga attività parlamentare, sia in veste di deputato, sia in quella di senatore. Il pensiero ‘biblioteconomico’ di Mariotti, sebbene si sia mosso prevalentemente entro i confini della tutela del patrimonio culturale, ha saputo cogliere ed esprimere temi di interesse rilevante anche in prospettiva moderna, quali la dimensione territoriale delle biblioteche e la necessità di un coordinamento tra i singoli istituti, da realizzare nel quadro di una legislazione nazionale organica

    Biblioteche e diritti aletici: una, nessuna o centomila verità?

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    Two articles recently published in the international journal Libri summarized and rekindled the debate on fake news, post-truth and intellectual neutrality of librarians hosted a few years ago by AIB studi, focusing on the issues of the relevance of the concept of truth for libraries and of the possible introduction among librarians’ ethical principles of the 'alethic rights' theorized by the Italian philosopher Franca D'Agostini. These rights can be understood in a 'strong' or a 'weak' sense: in the first case, adopting them would be problematic for libraries both from a technical and from a deontological point of view, while in the second case the adoption would be dangerous and redundant. Dangerous due to the risk that aletic rights, even if ‘weak’, are still interpreted as ‘strong’. And redundant because, on the one hand, they would not modify the practices currently in force in libraries and, on the other, any temporary (and risky) limitations of the intellectual freedom of users motivated by emergencies such as the current pandemic could in some way be justified by the principle of social responsibility, already present in many ethical codes. As regards the relevance of truth for libraries, the theory of 'alethic pluralism' is - among those that try to define this elusive, but indispensable, concept - the most suitable to be applied in the library field, because it allows to 'translate' it with other characteristics more easily requirable from documents collected by libraries and from information provided by their reference services, such as reliability and accuracy.Due articoli recentemente pubblicati sulla rivista internazionale Libri hanno riassunto e riacceso il dibattito sulle fake news, la post-verità e la neutralità intellettuale dei bibliotecari ospitato pochi anni fa da AIB studi, concentrandosi soprattutto sui temi della maggiore o minore rilevanza del concetto di verità per le biblioteche e dell’opportunità o meno di introdurre fra i principi deontologici dei bibliotecari il rispetto dei ‘diritti aletici’ teorizzati dalla filosofa italiana Franca D’Agostini. Tali diritti possono essere intesi in senso ‘forte’ o ‘debole’: nel primo caso adottarli sarebbe per le biblioteche problematico sia dal punto di vista tecnico che da quello deontologico, mentre nel secondo caso l’adozione risulterebbe pericolosa e ridondante.  Pericolosa per il rischio che i diritti aletici, anche se ‘deboli’, vengano comunque interpretati in modo ‘forte’. E ridondante perché, da una parte, essi non modificherebbero le prassi già vigenti nelle biblioteche e, dall’altra, eventuali temporanee (e rischiose) limitazioni della libertà intellettuale degli utenti motivate da emergenze come l’attuale pandemia potrebbero comunque venire giustificate dal principio della responsabilità sociale, già presente in molti codici deontologici. Per quanto riguarda, invece, la rilevanza della verità per le biblioteche, la teoria del ‘pluralismo aletico’ è - fra quelle che cercano di definire tale sfuggente, ma ineludibile, concetto - quella più adatta per essere applicata in ambito bibliotecario, perché permette di ‘tradurlo’ con altre proprietà più facilmente esigibili dai documenti conservati dalle biblioteche e dalle informazioni fornite dai loro servizi di reference, come ad esempio l’attendibilità e l’accuratezza

    Il progetto Post-I_IT (Post Incunaboli_ITaliani)

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    The Post-I_IT (Post-Incunaboli ITaliani) project is the result of the collaboration between Fondazione Scuola per i beni e le Attività culturali and ICCU (the Central Institute for the Union Catalogue of Italian Libraries and Bibliographic Information). It led to an update of the data stored in two fundamental databases dedicated to early printed books: the National census of sixteenth-century Italian editions (EDIT16) and the Incunabula Short-Title Catalogue (ISTC). The project focused on the identification of the Italian post-incunabula 'erroneously' recorded in one of the most important Fourteenth-Century book depositories, in order to integrate information relating to specific editions and items preserved in libraries all over the world.In addition to emphasizing the terminological issues, this paper intends to analyse some substantial differences relating to the descriptive methodology of the two databases, especially in the light of the recent update which enhanced EDIT16.The information which the project contributed to integrate includes: works of uncertain authorship, controversial attributions of typoghrapher or publisher, uncertain dates and places of publication, the location of previously non-registered specimens and the retrieval and linking of digitized specimens via hyperlink.Like other projects, it was possible to demonstrate that the interaction between databases can stimulate further reflections and considerations regarding the nodal information service of bibliographic repositories, and foster identification surveys beyond national borders.Il progetto Post-I_IT (Post Incunaboli ITaliani) – frutto di una collaborazione tra la Fondazione Scuola per i Beni e le Attività Culturali e l’ICCU – ha portato a un aggiornamento di dati presenti in due fondamentali banche dati dedicate al libro antico: il Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo (EDIT16) e l’Incunabula Short-Title Catalogue (ISTC). In particolare, il progetto si è concentrato sull’individuazione di post-incunaboli italiani ‘erroneamente’ censiti in uno dei più importanti repertori bibliografici dedicati al libro del Quattrocento al fine di integrare informazioni relative a specifiche edizioni ed esemplari conservati nelle biblioteche di tutto il mondo.Oltre a porre l’accento su questioni terminologiche, il contributo intende analizzare alcune sostanziali differenze relative alla metodologia descrittiva delle due banche dati soprattutto alla luce del recente restyling che ha riguardato e potenziato EDIT16.Tra le informazioni che è stato possibile integrare grazie al progetto vi sono: le opere di dubbia paternità, le controverse attribuzioni tipografico-editoriali, le date e i luoghi di pubblicazione incerti, la localizzazione di esemplari non ancora censiti e il reperimento di esemplari digitalizzati a cui si rimanda tramite collegamento hyperlink.Come per altri progetti, è stato possibile dimostrare come l’interazione tra banche dati possa stimolare ulteriori riflessioni e considerazioni in merito al nodale servizio informativo dei repertori bibliografici favorendo indagini ricognitive che vanno oltre i confini nazionali

    La Carta di Milano delle biblioteche per disegnare il cambiamento

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    Una città che ci fa vivere molteplici vite: il percorso etnografico, maieutico e strategico del Settore Biblioteche del Comune di Bologna

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    The article describes the path of strategic redefinition of the Libraries and Cultural Welfare Sector of the Department of Culture and city promotion of the Municipality of Bologna, curated by Kilowatt. A path that started in 2020 from a phase of listening to the staff of the municipal libraries – which made it possible to generate research questions on training needs, reading behaviour and the impact of libraries in the contemporary city – and that today becomes listening to citizenship on a metropolitan scale. Here we present the results of the analyses carried out in the first two stages of the project (Librarian ethnography and Library maieutics) and explore the assumptions and initial results of the two ongoing projects (the ethnographic survey on reading and the process of planning and evaluating the impact of the policies of the Libraries and Cultural Welfare Sector), both promoted by the Pact for reading network in Bologna, a branch of the same sector.L’articolo descrive il percorso di ridefinizione strategica del Settore Biblioteche e welfare culturale del Dipartimento Cultura e promozione della città del Comune di Bologna, curato da Kilowatt. Un percorso che parte, nel 2020, da una fase di ascolto del personale delle biblioteche comunali – che ha permesso di generare domande di ricerca su bisogni formativi, comportamenti legati alla lettura e impatto delle biblioteche nella città contemporanea – e che oggi diventa ascolto della cittadinanza a scala metropolitana. Di seguito si presentano i risultati delle analisi condotte nelle prime due tappe del percorso (Etnografia bibliotecaria e Maieutica bibliotecaria) e si approfondiscono i presupposti e i primi risultati – a partire da una visione di città a cui ispirarsi per orientare politiche e azioni – delle due progettualità ancora in corso (l’indagine etnografica sulla lettura e il processo di pianificazione e valutazione d’impatto delle politiche del Settore Biblioteche e welfare culturale), entrambe promosse dalla rete del Patto per la lettura di Bologna, un ramo dello stesso settore

    L' insegnamento della LIS durante la pandemia: l’esperienza del LIS Department della St. Petersburg State University of Culture, Russia

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    The paper reviews challenges and opportunities that the Department of Library and Information Science of St. Petersburg State University of Culture (Russian Federation) faced during the Covid-19 pandemic. Didactic problems were caused by a lack of experience among teachers in organizing undergraduate and graduate digital learning (DL). There were two types of technological problems: a lack of a proper LMS system and a lack of proper computers and software in teachers’ and student homes. There wasn’t any clear and strict policy of DL but in some way, this has provided flexibility in the organization of the DL process. Besides,  the lockdown and the isolation situation were psychologically quite hard to deal with: it caused constant anxiety and the feeling that one is late with everything while working 24/7. To deal with these issues, we developed some new DL strategies, used technologies that were ‘in hand’: Zoom videoconferencing and Russian social network VKontakte, compensated for the lack of the equipment at home by increasing flexibility of teaching and learning developed the DL environment that included learning and teaching materials and the digital library.We organized the DL process using didactic strategies such as delivering short interactive lectures via Zoom and then keeping their records. We focused on problem-based and project-based learning online motivating students to work together exploring professional problems through projects and research that needed a deeper knowledge in the field. We also found new ways of assessment and evaluation of students’ learning progress with online quizzes and solving cases. To manage anxiety, we strengthened the supervising and mentoring work. With the new challenges and trends of the pandemic, the Department has been preserving its educational traditions that allowed for the improvement of the quality of education.L’articolo esamina le sfide e le opportunità che il Library and Information Science Department della St. Petersburg State University of Culture ha affrontato durante la pandemia di Covid-19.I problemi didattici erano dovuti alla mancanza di esperienza tra i docenti nell’organizzazione dell’apprendimento digitale (digital learning, DL). I problemi tecnologici sono stati di due tipi: la mancanza di un adeguato learning management system(LMS) e quella di computer e software adeguati sia tra i docenti sia tra gli studenti. Non esisteva in precedenza una politica chiara e rigorosa di DL ma, in qualche modo, questo ha fornito flessibilità nell’organizzazione dei processi di apprendimento.Inoltre, la situazione di chiusura e l’isolamento sono stati psicologicamente molto difficili da affrontare, generando un’ansia costante e una sensazione di perenne ritardo, pur lavorando tutti i giorni.Per affrontare questi problemi sono state elaborate nuove strategie di DL, facendo ricorso a tecnologie ‘a portata di mano’: la videoconferenza su Zoom e il social network russo VKontakte; la mancanza di attrezzature a casa è stata compensata dall’aumento della flessibilità dell’insegnamento e dell’apprendimento, si è sviluppato un ambiente DL che includesse materiali di apprendimento e di insegnamento, nonché una biblioteca digitale. Si è ricorso alla didattica a distanza con brevi lezioni via Zoom, sia sincrone sia asincrone. L’apprendimento online ha avuto un approccio problem-based e project-based, motivando gli studenti a lavorare in gruppo e su casi di studio concreti. Sono stati inoltre elaborati nuovi sistemi di valutazione dei progressi dell’apprendimento degli studenti con quiz online e risoluzione di casi. Per gestire l’ansia, si è rafforzato il lavoro di supervisione e di mentoring.Nonostante le nuove sfide e le tendenze portate dalla pandemia, il dipartimento ha conservato le sue tradizioni educative che hanno permesso il miglioramento della qualità generale dell’istruzione

    Per una visione sistemica del prestito digitale bibliotecario

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    The article will discuss the library digital lending of e-books according to three points of view: as a part of the library seen as platform of knowledge, as a way of reading, as a way to circulate books and promote reading. It will examine the technological and distributive aspects of digital lending and those connected to it, together with the relational aspects related to digital reading and digital lending.We are going to focus on the concepts of disintermediation (and new mediation) and digital platform; then on the concept of library as a platform and on the paradigm of social librarianship, that is essential for interpreting the phenomena in depth. After that, the focus will be on some aspects concerning the new book system, increasingly marked by the integration between the physical and digital dimensions.The core part of the article is entirely dedicated to digital lending. In particular, it highlights the connection between the features of the service and the various aspects concerning the digital lending platform, the digital publishing and the libraries. Thanks to the social librarianship approach, it is also possible to enhance the digital lending relational aspects linked to the perceptions of librarians and the needs of library patrons. Therefore, we must analyze the digital lending service from different points of view, paying particular attention to the way the library patrons use the service and the vision of librarians. All these aspects are fundamental for the development of a new library service in constant evolution such as the digital lending service.Il contributo si propone come un percorso per riflettere sul prestito digitale bibliotecario di e-book secondo una triplice prospettiva: come servizio che fa parte della biblioteca piattaforma della conoscenza, come forma di lettura per le persone, come modalità di diffusione del libro e della lettura. Ciò è possibile considerando gli aspetti tecnologici e distributivi propri del servizio e a esso connessi, nonché quelli relazionali legati alla lettura e al servizio stesso.Inizialmente si prendono in esame i concetti di disintermediazione (e nuove forme di mediazione) e di piattaforma digitale; quindi, quello di biblioteca come piattaforma e il paradigma della biblioteconomica sociale, fondamentale per interpretare i fenomeni in profondità. In seguito ci si concentra su alcuni aspetti riguardanti il nuovo sistema del libro, sempre più caratterizzato dall’integrazione tra la dimensione fisica e quella digitale.La restante parte del contributo è interamente dedicata al prestito digitale. Si evidenzia come le caratteristiche del servizio siano connesse ai vari aspetti che riguardano la piattaforma di prestito digitale, l’editoria digitale e le singole realtà bibliotecarie. Grazie all’approccio proposto dalla biblioteconomia sociale è possibile valorizzare anche gli aspetti relazionali del servizio legati alle percezioni di chi lavora in biblioteca e ai bisogni dell’utenza. Per questo è importante analizzare il servizio da diverse prospettive, con particolare attenzione alle dinamiche di utilizzo da parte delle persone e alla vision di bibliotecari e bibliotecarie.Tutti questi sono aspetti fondamentali per lo sviluppo di un servizio ancora giovane e in continua innovazione

    Le lingue del Vicino Oriente fra carte, tipi e torchi: note su una esposizione libraria online

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    The book collection of the Franciscans in Jerusalem – object of numerous enhancement ventures in recent years – preserves a precious proof of the relationship between Europe and Semitic civilizations. These are ancient editions (16th-18th century) of grammars and lexicons for learning Arabic, Hebrew, Ge’ez and Syriac. These books document both the biblical interests of the friars and their desire for inculturation in the reality of the Holy Land. Indeed, it is not difficult to imagine a relationship between these volumes and the birth in the mid-19th century of the Franciscan Printing Press. It was the first printing workshop in Jerusalem to print in Arabic: catechisms and grammars for students of Franciscan schools throughout Palestine, then part of the Ottoman Empire. A beautiful virtual exhibition (due to the Covid-19 pandemic), but available in print and on the web, tells all this.La collezione libraria dei Francescani di Gerusalemme – oggetto in questi anni di numerosi interventi di valorizzazione – conserva una preziosa testimonianza del rapporto tra Europa e civiltà semitiche. Si tratta di antiche edizioni (secoli XVI-XVIII) di grammatiche e lessici per l’apprendimento di arabo, ebraico, ge’ez e siriaco. Questi libri documentano sia gli interessi biblici dei frati, sia il loro desiderio di inculturazione nella realtà della Terra Santa. Anzi, non è difficile immaginare un rapporto tra questi volumi e la nascita a metà XIX secolo della Franciscan Printing Press. Fu la prima officina tipografica di Gerusalemme a stampare in arabo: catechismi e grammatiche per gli studenti delle scuole francescane di tutta la Palestina, allora parte dell’Impero Ottomano. Una bella mostra virtuale (a causa della pandemia da Covid-19), ma disponibile a stampa e sul web, racconta tutto questo

    Bilanci e nuove prospettive della ricerca applicata per le biblioteche: resoconto del convegno “Misurazione e valutazione delle biblioteche: ne è valsa la pena? Cambiamenti, impatti e racconti di 30 anni di lavoro comune”

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    The conference “Measuring and evaluating libraries: was it worth it? Changes, impacts and narratives from 30 years’ common work” looked back at over three decades of applied library research, aiming at reporting about different assessment experiences, and outlining new potential perspectives for the future of library evaluation. This paper provides a summary of the conference, reporting the most significant passages of all the speakers’ contributions, and concludes by individuating in the collaborative and co-planning dimension a key to future developments in library evaluation.Il convegno “Misurazione e valutazione delle biblioteche: ne è valsa la pena? Cambiamenti, impatti e racconti di 30 anni di lavoro comune” ha ripercorso tre decenni di ricerca applicata per le biblioteche, col fine di trarne un bilancio, raccontare esperienze di valutazione e delineare nuove prospettive per il futuro. L’articolo presenta un resoconto di questo convegno, riportando i passaggi significativi di tutti gli interventi, col fine di restituire una traccia – inevitabilmente parziale, ma essenziale – del percorso che i relatori del convegno hanno intrapreso lungo tre decenni di valutazione e misurazione delle biblioteche. In conclusione, l’autrice individua nella dimensione collaborativa e di co-progettazione una chiave per le future evoluzioni della valutazione delle biblioteche

    Letteratura professionale italiana, a cura di Vittorio Ponzani

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