AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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    La tesi di laurea, la tutela del diritto d’autore, il plagio e la funzione pedagogica della biblioteca universitaria

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    The dissertation can – metaphorically and anthropologically – constitute a ‘rite of passage’, since it marks the transition from student to graduate status. It is a written work: a sort of essay, planned together with a supervisor, that the undergraduate student produces and discusses at the end of a cycle of University studies. The drafting of the paper is usually fraught with impediments, due – in principle – to the fact that students never before have to face such a task and, therefore, the utmost care is needed so as not to, more or less intentionally, run into the infringement of a third party’s intellectual property. By virtue of this, the present contribution has a substantially pragmatic goal, since it intends to offer methodological guidance for the writing process, hoping to help students avoid incurring in plagiarism. The university library, from this point of view, plays a crucial pedagogical function, since it does not merely provide documents, but it contributes to expanding the boundaries of the civic and social, legal and cultural education of undergraduates.La tesi di laurea può costituire, metaforicamente, e antropologicamente parlando, un ‘rito di passaggio’, giacché segna il passaggio dalla condizione di studente alla condizione di laureato. Si tratta di un lavoro scritto: una sorta di tema, concordato con il proprio relatore, che il laureando realizza e discute al termine di un ciclo di studi universitari. La stesura del documento è, di solito, colma di ostacoli, dovuti – in linea di massima – al fatto che mai prima si è affrontato un tale compito e, pertanto, richiede la massima attenzione per non incappare, peraltro, più o meno intenzionalmente, in situazioni che possono configurare la violazione della proprietà intellettuale di un soggetto terzo. In virtù di ciò, il presente contributo si propone un obiettivo sostanzialmente pragmatico, giacché intende offrire indicazioni metodologiche per la compilazione della tesi di laurea, evitando di incorrere in circostanze riguardanti il plagio. La biblioteca universitaria, da questo punto di vista, svolge una funzione pedagogica dirimente poiché non si limita a fornire solo i documenti, ma contribuisce ad ampliare i confini della formazione civica e sociale, legale e culturale dei laureandi

    La lettura nell’era digitale: impatto sulla percezione del lettore

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    The relationship between the reader and the text plays a fundamental role during the act of reading. The book transition from the print to the digital format entails significant changes in how the reader interacts with the text and ascribes meaning to the reading process. These changes, driven by new technological advancements, can profoundly impact the reading experience, eliciting a range of responses from reader acceptance to dissatisfaction with the chosen medium. Despite new electronic devices attempting to emulate the reading experience provided by paper books, the digital realm continues to shape our perception of reading, highlighting the differences in manipulating a physical text compared to one displayed on an e-reader screen. The paper puts forward several themes that have emerged from a case study on the perception of digital reading at the University of Salamanca (ES). The aim is to gain a deeper understanding of and insight into the preferences, expectations, and behaviors of contemporary readers, highlighting the gap that has emerged between analog and digital reading, primarily driven by the structural and aesthetic differences between the two reading formats and, consequently, their interaction with the reader.L’interazione tra il lettore e il testo assume un ruolo fondamentale durante l’atto del leggere. La transizione del libro dal formato cartaceo a quello digitale comporta notevoli cambiamenti nella relazione tra il testo e il lettore e nella sua attribuzione di significato al processo di lettura. Questi mutamenti, dovuti all’evoluzione delle nuove tecnologie, possono influenzare profondamente l’esperienza di lettura, generando reazioni diverse che spaziano dall’accettazione all’insoddisfazione del lettore rispetto al supporto adottato. Nonostante i nuovi dispositivi elettronici cerchino di emulare l’esperienza di lettura procurata dal libro cartaceo, il digitale continua a plasmare la nostra percezione della lettura, evidenziando le differenze nel manipolare un testo fisico rispetto a un testo visualizzato attraverso lo schermo di un e-reader. Il presente contributo propone alcune tematiche emerse da uno studio di caso sulla percezione della lettura digitale nel contesto accademico dell’Università di Salamanca. L’obiettivo è quello di conoscere e approfondire preferenze, aspettative e comportamenti dei lettori moderni, mettendo in evidenza il divario venutosi a creare tra la lettura analogica e quella digitale, motivato principalmente dalle differenze strutturali ed estetiche tra i due formati di testo e, di conseguenza, dalla loro interazione con il lettore

    L' eredità delle discografie: la data di registrazione come punto di accesso per le risorse sonore

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    With the diffusion of sound reproduction media, the way of enjoying music changes and a new type of listener with specific needs arises. This type of listener, who could be labelled today as ‘discophile’, is interested in sound production and concerned with finding and exactly identifying the individual recordings contained in the support, in order to reconstruct the very session when the recording took place. The passion of such individuals led to the creation of discographic projects, works that list existing recordings, regardless of whether they have been released or not. Although they have been confined to a largely amateurish sphere, even today these projects are the only publications that can accurately provide data extracted from discographic research. With the circulation of LPs, the key to organizing the content becomes the recording date, considered the element capable of uniquely identifying a specific recording.      This article questions the importance of this element in the Italian cataloguing tradition and offers an overview of the standards currently in use, also examining those published by IASA in 1999 for descriptive cataloguing and by RDA in 2010 for the creation of authority records. Since the recording date is an attribute of the expression, the focus is more on the tradition of the uniform title which has now been replaced by the title proper, thus preventing the possibility to elaborate an access point for the various expressions of the same work, which are instead the entities most frequently studied in the discography projects.       The analysis conducted here, therefore, intends to encourage a reflection on the needs of a specific type of user who could potentially benefit from these data and at the same time it suggests a key to organising the existing sound heritage.Con la diffusione dei supporti di riproduzione, cambia il modo di fruire la musica e nasce un nuovo tipo di ascoltatore con bisogni specifici. Questo tipo di ascoltatore, che oggi potremmo etichettare con il nome di ‘discofilo’, è interessato alla produzione sonora e si preoccupa di reperire e individuare con esattezza le registrazioni contenute nei supporti, ricostruendo l’esatta sessione in cui la registrazione ha avuto luogo. La passione di questi individui ha portato alla creazione dei progetti discografici, opere che elencano le registrazioni esistenti, indipendentemente dal fatto che siano edite. In questo articolo il focus sarà rivolto principalmente ai progetti discografici sulla musica jazz, un genere che nel Novecento si diffonde anche grazie all’espansione del mercato discografico. Seppure siano state circoscritte a un ambito per lo più amatoriale, ancora oggi questi progetti sono le uniche pubblicazioni in grado di fornire con esattezza i dati provenienti dalla ricerca discografica. Con la diffusione degli LP, il loro ordinamento è disciplinato dalla data di registrazione, che è considerata l’elemento in grado di rendere univoca una specifica registrazione. Questo articolo si interroga sull’importanza di questo elemento nella tradizione catalografica italiana e offre una panoramica sulle norme attualmente in uso, prendendo in considerazione anche le norme pubblicate da IASA nel 1999, per la catalogazione descrittiva, e alle RDA nel 2010, per la creazione di registrazioni di autorità. Essendo la data di registrazione un attributo dell’espressione, ci si concentra maggiormente sulla tradizione del titolo uniforme che ha portato oggi alle disposizioni sul titolo dell’opera, le quali precludono la possibilità di redigere un punto di accesso per le espressioni di una stessa opera, che sono invece le entità maggiormente oggetto di studio nei progetti discografici. L’analisi condotta vuole quindi favorire una riflessione in merito ai bisogni di una tipologia specifica di utente che trarrebbe beneficio da questo dato, mirando al contempo a suggerire una chiave di organizzazione del patrimonio sonoro esistente

    Le donne nell’editoria del ‘900: fonti e casi di studio (Università degli studi di Milano, 8 marzo 2023)

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    The paper offers both a synthesis and a reflection on the topics addressed during the conference “Women in 20th century’s publishing: sources and case studies”, promoted by Apice Center and the Department of Historical Studies at the University of Milan. The conference aimed at enhancing a field of study that is still little explored, highlighting the challenges involved in the retrieval and use of sources and in the research methodologies applicable to the reconstruction of biographies and activities of female protagonists in 20th century publishing.The day was divided into two sessions, “Sources of the self” and “A room all for one’s self? Case studies and digitization projects”, both encompassing a rich and intensive program that revisited and delved deeper into the themes of feminization in the publishing industry and the use of publishing as a lens into women’s work, at the same time providing important methodological guidelines to approach sources such as the archives of publishing houses and authors, as well as autobiographies.What characterized the conference was the proposal of a complex and interdisciplinary path across history of gender, history of professions, and history of culture. Such path should present female authors, translators, editors, and publishers who show vibrant and multifaceted profiles, but whose narratives have often been obscured by their male counterparts. At the same time, attention should be given to the historical context, to pivotal moments, in the development of the publishing and cultural system at large, as well as to the treatment of sources, of which, in this circumstance, the complexity and criticality fully emerged.L’articolo propone una sintesi e una riflessione circa le tematiche affrontate durante il convegno “Le donne nell’editoria del ‘900: fonti e casi di studio”, iniziativa promossa dal Centro Apice e dal Dipartimento di Studi storici dell’Università degli studi di Milano che si è posta l’obiettivo di valorizzare un ambito di studi ancora poco esplorato, sottolineando le sfide rappresentate dall’individuazione e dall’utilizzo di fonti e metodologie di ricerca applicabili alla ricostruzione delle biografie e delle attività relative alle protagoniste femminili dell’editoria novecentesca.La giornata è stata divisa in due sessioni, “Fonti del sé” e “Una stanza tutta per sé? Casi di studio e progetti di digitalizzazione”, a racchiudere un programma ricco e intenso che riprende e approfondisce il tema della femminilizzazione del lavoro editoriale e quello dell’utilizzo dell’editoria come sonda del lavoro femminile, fornendo importanti linee metodologiche relative all’approccio a fonti quali archivi editoriali e autoriali e autobiografie.A caratterizzare il convegno è la proposta di un percorso complesso e interdisciplinare che attraversa la storia di genere, la storia delle professioni e la storia della cultura, e che presenta autrici, traduttrici, editrici, redattrici dal profilo vivace e sfaccettato, difficile da restituire poiché soffocato spesso dagli uomini, rivolgendo lo sguardo ai tempi, agli snodi e allo sviluppo del sistema editoriale e culturale in generale, oltre che al trattamento di fonti di cui, in questa circostanza, emerge tutta la complessità e la criticità

    I nostri valori, la nostra professionalità: rileggendo i temi strategici di mandato CEN AIB 2023-2026

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    I grandi assenti: i bibliotecari negli archivi di Stato

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    The paper traces the history, including legislation, of the libraries of the State archives, born, often thanks to the will and tenacity of the directors who, through a capillary correspondence network with the cultural institutions of the national territory, fleshed out the newly erected libraries with volumes as a gift or obtained through exchanges of book doubles. The purchase on the antiquarian market and from private citizens of single volumes but also of entire book collections, important for reconstructing the history – including literary history – of the territory of competence, makes these libraries unique in their kind. Established for the updating of archivist officials and to allow them to study, reorganize and inventory documentary collections, over time they have changed their mission by expanding the audience of consultation to external users but only if they are unable to find publications in other libraries. To date, despite boasting a library heritage of a certain importance and often unique, they are managed in the absence of personnel in the role of librarian with all the problems that this entails in terms of cataloguing, planning of purchases and assistance for bibliographic research.L’articolo ripercorre la storia, anche normativa, delle biblioteche degli archivi di Stato, nate spesso per la volontà e la tenacia dei direttori che, attraverso una rete epistolare capillare con le istituzioni culturali del territorio nazionale, rimpolpavano le erigende librerie di volumi in dono o ottenuti attraverso scambi di doppi librari. L'acquisto sul mercato antiquario e da privati cittadini di singoli testi ma anche di intere collezioni librarie, importanti per ricostruire la storia – anche letteraria – del territorio di competenza, rende queste biblioteche uniche nel loro genere. Istituite per l'aggiornamento dei funzionari archivisti e per permettere loro lo studio, il riordino e l'inventariazione dei fondi documentari hanno nel tempo mutato la loro mission ampliando la platea della consultazione agli utenti esterni ma solo nel caso in cui questi non riescano a reperire le pubblicazioni in altre biblioteche. Ad oggi, nonostante vantino un patrimonio librario di un certo rilievo e spesso unico, vengono gestite in assenza di personale inquadrato nel ruolo di bibliotecario con tutte le problematiche che ciò comporta in termini di catalogazione, pianificazione degli acquisti e assistenza per la ricerca bibliografica

    Un' autobiografia dell’editoria italiana

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    The paper analyzes the various themes addressed in Storia confidenziale dell’editoria italiana by Gian Arturo Ferrari, published by Marsilio in 2022. The author is one of the main protagonists of Italian publishing industry: he worked for almost fifty years in Mondadori and for other publishers, as well as presided over the Centro per il libro e la lettura. From this privileged observatory, he reconstructs atmospheres and anecdotes and provides a wealth of data and information on the events that have characterized the main Italian publishers’ life, extending his reflection to the development of Italian society in general. The work is not (only) an historiographical essay but also a story written by someone who was witness and protagonist of the narrated facts, representing, at the same time, a handbook for those who want to work in this world and learn the publisher’s profession: it is a book that was not there until now and that certainly fills a gap.Il contributo analizza i diversi temi affrontati nella Storia confidenziale dell’editoria italiana di Gian Arturo Ferrari, edito da Marsilio nel 2022. L’autore è uno dei principali protagonisti dell’industria editoriale del nostro paese, avendo lavorato per quasi cinquant’anni in Mondadori e presso altre sigle editoriali, oltre ad aver presieduto il Centro per il libro e la lettura. Da questo osservatorio privilegiato ricostruisce atmosfere e aneddoti e fornisce una grande quantità di dati e informazioni sulle vicende che hanno caratterizzato la vita delle principali case editrici italiane, allargando la riflessione allo sviluppo della società italiana nel suo complesso. L’opera non si offre (soltanto) come un saggio di ricostruzione storiografica ma come un racconto scritto da chi è stato testimone e protagonista dei fatti narrati, offrendo al tempo stesso un vero e proprio vademecum per chi volesse operare in questo mondo e apprendere il mestiere dell’editore: un libro che finora non c’era e che senz’altro colma una lacuna

    Andrea Caronti (1798-1882) e il suo catalogo degli incunaboli

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    The article focuses on the figure of Andrea Caronti, librarian at the Bologna University Library (BUB) from 1830 until the year of his death, 1882, and in particular on his catalogue of incunabula. The aim of the article is to reconstruct the librarian’s life and to highlight the modernity and quality of his work, so as to rescue this fascinating Bolognese character from anonymity. Although Caronti produced a substantial number of catalographic tools of paramount importance for librarianship (one above all, the catalogue by authors), his figure is completely unknown outside the BUB. The article, therefore, illustrates Caronti’s life and career, adding references to all the main sources consulted for the research, in particular an anomalous letter-copier that the librarian used for both note-taking and bookkeeping. The article offers a brief description of the general catalogue by authors, and then it focuses on the manuscript catalogue of incunabula compiled by Caronti and edited, in preparation for printing, by Lodovico Frati and Alberto Bacchi della Lega. Next, the sources Caronti possibly used to compile his catalogue are listed, and eventually the article describes the manuscript cards and the changes implemented by the curators during the revision for printing, with a comparison between Caronti’s original project and the final version of the catalogue.L’articolo si concentra sulla figura di Andrea Caronti, bibliotecario della Biblioteca universitaria di Bologna (BUB) dal 1830 fino all’anno della sua morte, il 1882, e in particolare sul suo catalogo degli incunaboli. Lo scopo è ricostruire la vita del bibliotecario ed evidenziare la modernità e la qualità del suo operato, in modo da tirare fuori dall’anonimato questo affascinante personaggio bolognese. Sebbene Caronti abbia prodotto un numero significativo di strumenti catalografici di grande importanza per la biblioteca (uno su tutti, il catalogo a schede per autori), la sua figura è del tutto sconosciuta al di fuori della BUB. All’interno dell’articolo, perciò, si ripercorre la vita e l’attività lavorativa di Caronti, facendo riferimento alle fonti principali utilizzate durante la ricerca e in particolar modo all’anomalo copialettere che il bibliotecario utilizzava anche per prendere appunti e fare conti. Si propone una breve descrizione del catalogo generale per autori, per poi concentrarsi sul catalogo degli incunaboli manoscritto compilato da Caronti e revisionato, in vista della stampa, dai collaboratori Lodovico Frati e Alberto Bacchi della Lega. Si prosegue presentando le fonti studiate da Caronti per la compilazione del suo catalogo, infine si descrivono le schede manoscritte e le modifiche apportate dai curatori nella fase di revisione del catalogo, confrontando il progetto originario di Caronti con la versione finale a stampa.  

    Biblioteche, infrastrutture culturali e polifunzionalità: una mappatura data driven

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    This paper deals with a topic that results still little discussed and which seems to be central to imagining what trasformations libraries will undergo in the near future. This is the concept of multifunctionality. Starting from the data analysis of the first three Istat Census’s editions, this concept was explored in relation to the characteristics of Italian libraries and thanks to a data driven approach a detailed geography is offered, reflecting variations that occurred between 2020 and 2022. The physiognomy of the libraries’s multifunctionality before and after the Covid-19 pandemic was therefore reconstructed. Thanks to the results of an ongoing survey, it was also possible to combine this study with a mapping of the so-called ‘new multidisciplinary and independent cultural centres’ which are widely spread nationwide and which seem to stand out precisely for their multifunctionality. By comparing different visions and analyses, the intention was to set up a comparative reflection between multifunctional libraries and new cultural centers to discover the characteristics that make them contemporary places.Il contributo affronta un tema ancora poco discusso e che sembra invece centrale per immaginare quali trasformazioni interesseranno le biblioteche nel prossimo futuro. Si tratta del concetto di polifunzionalità. A partire dall’analisi dei dati delle prime tre edizioni del Censimento dell’Istat, questo concetto è stato approfondito in relazione alle caratteristiche delle biblioteche italiane e grazie a un approccio data driven ne viene offerta una dettagliata geografia che rispecchia le variazioni avvenute tra il 2020 e il 2022. È stata quindi ricostruita la fisionomia della polifunzionalità delle biblioteche prima e dopo la pandemia da Covid-19. Presentando i risultati di un’indagine in corso, è stato anche possibile affiancare a questo approfondimento una mappatura dei cosiddetti ‘nuovi centri culturali multidisciplinari e indipendenti’ che sono ampiamente diffusi a livello nazionale e che sembrano contraddistinguersi proprio per la loro polifunzionalità. Mettendo a confronto visioni e analisi diverse, si è voluto dare avvio a una riflessione anche di tipo comparativo tra le biblioteche polifunzionali e i nuovi centri culturali per rintracciare le caratteristiche che li rendono dei luoghi della contemporaneità

    Pratiche di lettura e altre ‘porte’ di accesso ai mondi narrativi: un questionario per gli utenti delle Biblioteche civiche torinesi

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    The paper illustrates the results of a survey conducted in the period January-February 2023 involving the users of the Turin Public Libraries, an urban system currently affected by a significant strategic rethinking process. Through the analysis of the answers to questionnaire provided by 3,926 people, it was possible to bring to light the complexity and the multidimensionality of the act of reading and to gather interesting information on three central issues: the process that leads readers to choose the book; the libraries’ role in fostering and enriching the reading experience; the complementarity between book and other form of access to narrative world, both outside and within libraries. These cognitive elements can help both to improve the collection development policies and to favor the meeting between readers and collections, also through their integrated and transmedial organization within an enriched physical and virtual bibliographic space, which stimulates and enhances the reading experience.Il contributo illustra i risultati di un’indagine condotta nel periodo gennaio-febbraio 2023 attraverso la somministrazione di un questionario online agli utenti delle Biblioteche civiche torinesi, sistema urbano attualmente interessato da un rilevante processo di ripensamento strategico. Attraverso l’analisi delle risposte fornite dalle 3.926 persone che hanno partecipato attivamente alla ricerca, è stato possibile portare alla luce la complessità e la multidimensionalità dell’atto della lettura e raccogliere indicazioni interessanti su tre questioni centrali: il processo che conduce le persone alla scelta del libro; il ruolo delle biblioteche nel favorire e arricchire l’esperienza di lettura; la complementarietà tra la lettura dei libri e le altre forme di accesso ai mondi narrativi, all’esterno e all’interno delle biblioteche. Questi elementi conoscitivi possono aiutare sia a migliorare le politiche di sviluppo delle raccolte, sia a favorire l’incontro tra lettori e collezioni, anche attraverso la loro organizzazione integrata e transmediale all’interno di uno spazio bibliografico fisico e virtuale arricchito, che stimola e potenzia l’esperienza della lettura

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