AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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    Tecnologie avanzate per l'inclusione uditiva: progettare mostre virtuali accessibili

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    GLAM institutions (galleries, libraries, archives, and museums) are converting their collections into digital data to create engaging and inclusive activities that appeal to a diverse audience. In this context, the Metaverse provides an immersive and dynamic virtual environment, underpinned by technologies such as virtual and augmented reality, which is transforming the traditional way of interacting with heritage. This environment promotes not only entertainment but also learning, collaboration, and exploration—particularly for people with hearing impairments. From an inclusive perspective, the Metaverse aims to eliminate social and environmental barriers, enabling users to access and benefit from cultural heritage through these digital spaces. As part of the R&D&I project Cultural and Bibliographic Heritage in the GLAM Context (Libraries, Archives, and Museums) (reference PID2020-113405RB-I00), funded by the State Research Agency of the Spanish Ministry of Science and Innovation in collaboration with the IDEALab Research Group, accessible virtual exhibitions are being developed. These exhibitions integrate collections from various institutions through collaboration and storytelling. They aim to provide a comprehensible, safe, and enriching experience by using tools such as easy reading and fostering an emotional connection with the past. The virtual environment thus becomes an inclusive space where enjoyment, self-expression, and interaction, free from social limitations, are facilitated.Las instituciones GLAM (galerías, bibliotecas, archivos y museos) están convirtiendo sus colecciones en datos digitales con el objetivo de crear actividades atractivas e inclusivas que lleguen a un público diverso. En este contexto, el Metaverso ofrece un entorno virtual inmersivo y dinámico, sustentado en tecnologías como la Realidad Virtual y Aumentada, que transforma el modo tradicional de interacción con el patrimonio. Este entorno no solo favorece el entretenimiento, sino también el aprendizaje, la colaboración y la exploración, especialmente para personas con discapacidad auditiva. Desde una perspectiva de inclusión, se propone eliminar barreras sociales y ambientales para que los usuarios puedan acceder y beneficiarse del patrimonio cultural a través de estos espacios digitales. En el marco del proyecto I+D+i titulado El patrimonio cultural y bibliográfico en el contexto GLAM (Libraries, Archives and Museums (referencia: PID2020-113405RB-I00), financiado por el Ministerio de Ciencia e Innovación, Agencia Estatal de Investigación de España, en colaboración del Grupo de Investigación IDEALab, se desarrollan exposiciones virtuales accesibles, que integran colecciones de diversas instituciones mediante la colaboración y el uso del storytelling. Estas exposiciones buscan ofrecer una experiencia comprensible, segura y enriquecedora, utilizando herramientas como la Lectura Fácil, y promoviendo la conexión emocional con el pasado. Así, el entorno virtual se convierte en un espacio inclusivo donde se facilita el disfrute, la autoexpresión y la interacción libre de limitaciones sociales.Le istituzioni GLAM (gallerie, biblioteche, archivi e musei) stanno convertendo le loro collezioni in dati digitali con l'obiettivo di creare attività coinvolgenti e inclusive che raggiungano un pubblico eterogeneo. In questo contesto, il Metaverso offre un ambiente virtuale immersivo e dinamico, sostenuto da tecnologie come la realtà virtuale e aumentata, che trasforma il modo tradizionale di interagire con il patrimonio. Questo ambiente non promuove solo l'intrattenimento, ma anche l'apprendimento, la collaborazione e l'esplorazione, soprattutto per le persone con problemi di udito. Da una prospettiva inclusiva, l'obiettivo è eliminare le barriere sociali e ambientali in modo che gli utenti possano accedere al patrimonio culturale e trarne beneficio attraverso questi spazi digitali. Nell'ambito del progetto di R&S&I intitolato Cultural and bibliographic heritage in the GLAM context (Libraries, Archives and Museums) (riferimento: PID2020-113405RB-I00), finanziato dall'Agenzia di Ricerca Statale del Ministero spagnolo della Scienza e dell'Innovazione, in collaborazione con il gruppo di ricerca IDEALab, vengono sviluppate mostre virtuali accessibili, che integrano collezioni di varie istituzioni attraverso la collaborazione e l'uso della narrazione. Queste mostre cercano di offrire un'esperienza comprensibile, sicura e arricchente, utilizzando strumenti come l'Easy Reading e promuovendo una connessione emotiva con il passato. L'ambiente virtuale diventa così uno spazio inclusivo dove il divertimento, l'espressione di sé e l'interazione libera da limitazioni sociali sono facilitati

    Letteratura professionale italiana, a cura di Federica Olivotto e Vittorio Ponzani

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    L' uso delle keyword nella comunicazione scientifica, con un’analisi sul SSD M-STO/08 (HIST-04/C)

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    This article examines the role of keywords in scientific communication, with a specific focus on the disciplinary field HIST-04/C (formerly M-STO/08). Introduced in academic publishing in the 1970s, keywords have become essential tools for enhancing the discoverability, indexing, and dissemination of scholarly publications. The analysis highlights both the advantages and challenges involved in keyword selection, also comparing them to subject indexing systems in terms of recall and precision, while pointing out the lack of shared guidelines for their formulation. The article advocates for closer collaboration among authors, publishers, librarians, and the academic community to develop best practices and controlled vocabularies. It also explores the growing role of artificial intelligence and institutional repositories, emphasizing the need for targeted policies and recognizing the librarians’ contribution to keyword management. Finally, the article underscores the importance of keywords not only for research dissemination but also for engaging non-academic audiences and supporting the university’s third mission.L’articolo esamina il ruolo delle keyword nella comunicazione scientifica, con un focus specifico sul settore disciplinare HIST-04/C (ex M-STO/08). Introdotte nell’editoria scientifica a partire dagli anni Settanta del Novecento, le keyword si sono affermate come strumenti essenziali per la ricercabilità, l’indicizzazione e la disseminazione delle pubblicazioni accademiche. L’analisi mette in luce vantaggi e criticità nella loro selezione, confrontandole anche con i sistemi di soggettazione in termini di capacità di richiamo e precisione, evidenziando al contempo l’assenza di linee guida condivise per la loro definizione. Si propone una più stretta collaborazione tra autori, editori, bibliotecari e comunità scientifica per l’elaborazione di buone pratiche e vocabolari controllati. L’articolo esplora inoltre il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e dei repository istituzionali, sottolineando la necessità di politiche adeguate e valorizzando il contributo dei bibliotecari nella gestione delle keyword. In conclusione, si evidenzia l’importanza delle parole chiave non solo per la diffusione della ricerca, ma anche per il coinvolgimento del pubblico non accademico e il sostegno alla terza missione dell’università

    La gestione dei contratti trasformativi nelle biblioteche delle università: spunti di riflessione a partire dall'esperienza di un ateneo italiano

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    After an introduction on the actions undertaken in favour of open science in Italy and Europe, the article analyses the transformative agreements which the libraries of Italian universities have signed since 2020 via CARE Group (Coordination Group for Access to Electronic Resources, These agreements represent a move towards new commercial models. away from the traditional subscription model, based on paid subscriptions to access content. These agreements include read and publish – with a price composed of a read component (I pay to read) and a publish component (I pay to publish on open access) - which allows for licences for open publication in hybrid journals and, for some agreements, in fully OA journals as well. The management of CARE transformative agreements within the University Library Service of the University of Milan is subsequently described, with an attempt, at last, at a pragmatical analysis of the experience of transformative agreements to date, to be run with a critical eye and a data based approach.Dopo un’introduzione sulle azioni intraprese a favore della scienza aperta in Italia e in Europa, nel contributo vengono analizzati i contratti trasformativi, sottoscritti dalle biblioteche delle università italiane dal 2020 attraverso il Gruppo CARE (Gruppo di coordinamento per l’accesso alle risorse elettroniche), con i quali si passa dal modello tradizionale di sottoscrizione, basato sul pagamento degli abbonamenti per accedere ai contenuti, a nuovi modelli commerciali. Tra questi, il read and publish in cui il prezzo è composto da una componente read (pago per leggere) e una componente publish (pago per pubblicare ad accesso aperto) che consente di avere a disposizione licenze per la pubblicazione open su riviste ibride e, per alcuni contratti, anche su riviste interamente OA. Si descrive, quindi, la gestione dei contratti trasformativi CARE all’interno del Servizio bibliotecario d’Ateneo dell’Università degli studi di Milano cercando, infine, di analizzare in modo pragmatico l’esperienza ad oggi dei transformative agreements, con un’ottica critica e il più possibile aderente ai dati

    Ridefinire l'esperienza della biblioteca: dare forma al futuro coinvolgimento della comunità

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    Whether on a university campus, at a local school, or in a metropolitan neighborhood, libraries are continually evolving how they engage with their users to make the most impact within their communities. This evolution recently has included a renewed emphasis on proactively shaping experiences around library spaces, programming, collections, and staff development. Conducted in partnership between OCLC Global Council and OCLC Research and Market Analysis teams in 2023, focus group interviews were conducted and a survey was disseminated internationally in six languages. The focus group interviews and survey questions explored themes such as community engagement, collaboration, and innovative programs that meet library users’ continually evolving needs and expectations. The results of the focus group interviews, and survey provide insight into ways that library leaders and staff expect changing library experiences to create more meaningful engagement and positive impacts in the next five to ten years.Che si tratti di un campus universitario, di una scuola locale o di un quartiere metropolitano, le biblioteche stanno evolvendo continuamente il modo in cui interagiscono con i propri utenti per ottenere il massimo impatto all'interno delle loro comunità. Questa evoluzione ha recentemente incluso una rinnovata enfasi sulla definizione proattiva delle esperienze relative agli spazi della biblioteca, alla programmazione, alle collezioni e allo sviluppo del personale. Condotte in collaborazione tra OCLC Global Council e i team di ricerca e analisi di mercato di OCLC nel 2023, sono state condotte interviste di focus group e un questionario è stato diffuso a livello internazionale in sei lingue. Le interviste di focus group e le domande del questionari hanno esplorato temi quali il coinvolgimento della comunità, la collaborazione e programmi innovativi che soddisfano le esigenze e le aspettative in continua evoluzione degli utenti della biblioteca. I risultati delle interviste di focus group e del sondaggio forniscono informazioni sui modi in cui i responsabili e il personale della biblioteca si aspettano che le esperienze di biblioteca in evoluzione creino un coinvolgimento più significativo e impatti positivi nei prossimi cinque-dieci anni

    Essere esigenti è un dovere: cultura come responsabilità civile

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    In che modo la soffocante scientometria sta sterilizzando la creatività dei giovani scienziati

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    L’articolo analizza il ruolo della scientometria nel mondo accademico e il suo impatto sulla creatività dei giovani scienziati.&nbsp

    Gli archivi dei dati della ricerca nel ciclo RDM: sfide e punti di forza per curatori/data steward

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    This paper is concerned with academic research data repositories, and their curators, in different locations across five global regions. Using an ad-hoc sample, we explore the roles of curators in research data repositories and their perceptions of skills and training, research data management (RDM) practices, and the limitations, strengths, and opportunities they encounter in relation to their work. In addition, the study examines the functions of academic research repositories and the extent to which FAIR principles are integrated into repository strategies. Our results show that while some repositories are operated by consortia of higher education institutions and research centers, in some countries research data repositories are still in their infancy, often with only a limited representation led by one institution. Moreover, curators encounter problems with how researchers submit datasets with unclear information for the reuse of the data. We argue that although data repositories are built to comply with FAIR principles, there is still a lot of work to be done in relation to training researchers on how to use data repositories.Questo articolo si occupa degli archivi accademici di dati della ricerca, e dei loro curatori, in diverse località sparse su cinque regioni globali. Con l’ausilio di un campione costruito su misura, esploriamo i ruoli dei curatori negli archivi di dati della ricerca e le loro impressioni su competenze e formazione, su pratiche e limiti nella gestione dei dati della ricerca (RDM), sui punti di forza e le opportunità con le quali si confrontano nel loro lavoro. Contestualmente lo studio esamina le funzioni svolte dagli archivi accademici della ricerca e indaga fino a che punto i principi FAIR vengano effettivamente integrati nelle strategie di archiviazione. I nostri risultati mostrano che, mentre certi archivi vengono gestiti da consorzi di istituzioni per l’educazione superiore e centri di ricerca, in alcuni paesi essi sono ancora agli inizi, spesso hanno una rappresentatività solo parziale, con una singola istituzione alla guida. Per di più, i curatori si scontrano con il fatto che i ricercatori corredano i set di dati depositati con informazioni poco chiare sul loro riuso. Nonostante gli archivi di dati siano costruiti per aderire ai principi FAIR, siamo convinti che ci sia ancora molto lavoro da fare per insegnare ai ricercatori come usarli

    Adelante con juicio: dalla BEIC un messaggio di fiducia per il futuro delle biblioteche italiane

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    Per Paolo Traniello

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    For Paolo TranielloPer Paolo Traniell

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