1,889 research outputs found

    L’importanza del “parametro energetico” temperatura per la caratterizzazione dinamica dei materiali

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    Le esperienze maturate nel campo dell’analisi termica di materiali utilizzati nelle costruzioni meccaniche [1,2,3] hanno permesso di evidenziare come il rilievo della temperatura (terzo parametro) in prove statiche e dinamiche costituisca un indicatore molto importante ai fini della caratterizzazione dinamica del materiale. Essendo il rilascio termico funzione dell’energia applicata per portare a rottura il materiale, il rilievo di parametri ad esso legati, induce a nuovi ipotesi e definizioni di limiti di fatica e resistenza a tempo. Mediante l’analisi termica è possibile valutare anche parametri correlabili con il valore limite di energia a rottura El del materiale. In [4] era stato già messo in evidenza da A. Risitano e Altri che, in prove statiche di trazione, l’inizio della zona di prima plasticizzazione del materiale, in termine di tensione, era osservabile dalla curva di variazione di temperatura deltaT con il procedere della prova. Nello stesso lavoro si evidenziava come la velocità di prova avesse poca influenza sui valori della variazione di temperatura specialmente durante la fase elastica. Operando con sensori sempre più precisi e per obbiettivi rivolti alla ricerca dell’energia limite a rottura è stato osservato dagli autori che il seguire la variazione della temperatura sulla superficie del provino, in prove statiche di trazione, permette di legare i classici valori di resistenza all’oscillazione ?0 con una “temperatura limite” T0 corrispondente all’inizio di andamenti non lineari della stessa. In questa sede si evidenzia un modello di comportamento fisico del materiale durante le prova di trazione che giustifica, in modo semplice, la capacità di risalire, attraverso la conoscenza sperimentale del limite di comportamento termo-elastico, ai classici parametri di resistenza a fatica. Viene riportato, a titolo di esempio, il risultato relativo a provini piatti forati in acciaio facenti parte di una serie utilizzati per altri scopi (formeranno oggetto di altra pubblicazione) con i quali anche mediante prova statica si è determinata la loro resistenza all’oscillazione

    Paroxysmal Nocturnal Hemoglobinuria

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    Immune insights into AA

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    Proposta di utilizzo di metodologie termografiche per il controllo di qualità di componenti meccanici

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    In base all’esperienza maturata in anni di sperimentazione sull’analisi delle caratteristichemeccaniche dei materiali mediante indagine termografica, nel presente lavoro è proposta una procedura per ilcontrollo di qualità di componenti meccanici in linea di produzione, che è già stata argomento di brevetto.Lo sviluppo di questo lavoro si colloca nell’ambito del progetto FIRB “Sistemi di produzione intelligenti,flessibili e riconfigurabili”. L’attività svolta dal DIIM riguarda il controllo avanzato dell’affidabilità dicomponenti meccanici per l’industria automobilistica. Viene proposta, quindi, la realizzazione di una cella dicontrollo in linea di produzione capace di valutare la presenza di eventuali componenti difettosi attraversol’analisi termica degli stessi, sollecitati secondo un modello predefinito.L’attività, svolta in questa prima fase in laboratorio, è facilmente trasferibile in linea di produzione,considerando la possibilità di realizzare celle di prova in ambiente controllato, con condizioni praticamenteidentiche a quelle di laboratorio, eliminando gli effetti di disturbo che possono influenzare la rispostadell’indagine termografica in ambiente non strutturato

    Complement C3dg-mediated erythrophagocytosis: Implications for paroxysmal nocturnal hemoglobinuria

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    The clinical management of paroxysmal nocturnal hemoglobinuria (PNH), a rare but life-threatening hematologic disease, has fundamentally improved with the introduction of a therapeutic that prevents complement-mediated intravascular hemolysis. However, a considerable fraction of PNH patients show insufficient treatment response and remain transfusion dependent. Because the current treatment only prevents C5-induced lysis but not upstream C3 activation, it has been speculated that ongoing opsonization with C3 fragments leads to recognition and phagocytosis of PNH erythrocytes by immune cells. Here, for the first time, we provide experimental evidence for such extravascular hemolysis and demonstrate that PNH erythrocytes from anti–C5-treated patients are phagocytosed by activated monocytes in vitro. Importantly, we show that this uptake can be mediated by the end-stage opsonin C3dg, which is not traditionally considered a phagocytic marker, via interaction with complement receptor 3 (CR3). Interaction studies confirmed that C3dg itself can act as a ligand for the binding domain of CR3. The degree of C3dg-mediated erythrophagocytosis in samples from different PNH patients correlated well with the individual level of C3dg opsonization. This finding may guide future treatment options for PNH but also has potential implications for the description and management of other complement-mediated diseases

    Analisi termica per la valutazione del comportamento a fatica di provini soggetti a successive serie di carichi

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    Partendo dalla osservazione che provini precedentemente danneggiati hanno un limite di fatica differente (vedi Miner) viene esaminato il comportamento di un acciaio soggetto a serie di carichi affaticanti al fine di verificare la conseguente risposta termica. L'esame, mediante analisi termica, delle prove di fatica su provini di acciaio C40 danneggiati a diverso grado, da interessanti indicazioni sul ruolo dei carichi applicati in relazione alla possibilita di produrre danno nel materiale. Viene messo in evidenza come la temperatura, conseguenza dell'energia consumata dal provino, possa essere elemento indicativo dello stato del materiale. Vengono riportate le curve di fatica e le curve di temperatura di provini lisci sottoposti a storie di carico diverse. Da esse si puo evincere che mentre e valida la legge di linearita del danno (?ini/Ni= cost), la curva definita secondo la regola del Miner-Manson (?ini/Ni=1), che tiene solo conto del numero di volte in cui la tensione supera il limite di fatica del materiale (provini lisci), invece, non sempre rispecchia il reale stato di danno. Questo specialmente quando si e in presenza di carichi prossimi al limite di fatica che, per la sequenza dell'applicazione, possono diventare carichi affaticanti

    Narrative Based Medicine as a tool for needs assessment of patients undergoing hematopoietic stem cell transplantation

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    Background and aim: In the last years we have seen an ever increasing number of patients with haematologic disorders who need hematopoietic stem cell transplantation (HSCT). The whole sector of HSCT results, infact to be in a continous scientific and technological clinical progress, offering a very advanced care. Despite this, some aspects are underconsidered, some of which could be fundamental to determine the success of the care pathway, such as the experience of the illness by the patient. Using a Narrative Based Medicine approach we wanted to investigate clinical, psychosocial and organizational aspects of the patient\u2019s journey whilst undergoing HSCT. Method: Various narrative interviews were conducted using non-structured approach. Results were analysed by thematic contents. Results: Psycological dimension is the most compromised: above all emerged sentiments of oppression linked to the isolation period in the Low Bacterial Load (LBL) room. To note are also the different dynamics with which the patients perceive the organisation and hospital structures, and how much these factors can influence their care experience. Conclusions: Results suggest the need in clinical practice of an integration between qualitative and clinical approach, so as to permit the psychosocial and relational necessities to emerge, often unexpressed by patients undergoing HSCT
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