University of Naples Federico II

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    Roberto Mirisola: uno studioso eclettico

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    Guests, Strangers, Aliens, Enemies. Ambiguities of Hospitality in the Middle Ages, c. 1000–1350

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    Many of our oldest and best-loved stories are about killing guests and betraying hosts. Hospitality is celebrated, in medieval texts and in medieval studies, as a way of binding individuals together and strengthening social cohesion, but both the practice and narration of hospitality was shot through with ambiguity and ambivalence. This volume shifts the scholarly gaze from the high table — where kings, queens, and honoured guests are graciously served by skilled servants — to the shadowy corners of the hall, the places where gossip and complaint are exchanged, where outlaws hide under the guise of hospitality, where hostages and troublesome strangers are benched, where the light from the hall-fire reflects on drawn blades: prompting difficult reflections on the processes of extraction and predation that provided the material foundations for the feast. The chapters in Guests, Strangers, Aliens, Enemies range from Silk Road caravanserais in Armenia and crusader relations in the Latin East, through ambassadorial and papal receptions in the Mediterranean, treatment of merchants and the poor in Scandinavia, elite feasts in Latin Europe, to hosting of outlaws and hostages in Eurasia. The authors explore ambiguities of hospitality in the Middle Ages through a wide range of sources and methodological approaches

    Ordine, calcolo e “ragione” nell’Italia tardo medievale. 1. Economia, giustizia e formazione

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    Il volume si propone di superare l’idea della “crisi” tardo medievale, adottando una prospettiva che valorizza la costruzione di realtà ordinate, calcolate e razionali come forma di risposta alle difficoltà proposte dalle congiunture. Il termine chiave è “ragione”, inteso come contabilità, buon senso, giustizia, ordine sociale e morale. Tre sono gli argomenti affrontati: la contabilità come forma di controllo e razionalizzazione della realtà; il quadro normativo e il funzionamento della giustizia per le imprese e il mondo del lavoro; il contesto ordinamentale costituito da manuali, regole e strumenti approntati per le professioni e i mestieri

    Gli oggetti come merci nel tardo medioevo: fonti scritte e fonti materiali

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    Questo volume nasce come prodotto del PRIN 2017 LOC-GLOB. "The local connectivity in an age of global intensification: infrastructural networks, production and trading areas in late-medieval Italy (1280-1500)". Il suo obiettivo è quello di esplorare il valore materiale e simbolico degli oggetti nel tardo Medioevo attraverso un dialogo sistematico tra storia e archeologia. Analizzando inventari, liste di beni sequestrati e oggetti materiali come reperti archeologici, il volume mostra come le merci non fossero solo strumenti economici, ma anche specchi delle dinamiche sociali e culturali dell’epoca. Con un approccio interdisciplinare, il libro intreccia fonti documentarie e dati archeologici per ricostruire il significato degli oggetti nella vita quotidiana e nei commerci medievali. Un’indagine che svela il rapporto tra beni, potere e identità sociale nel passato

    Conversano e il territorio a Sud-Est della Terra di Bari tra Medioevo ed Età moderna (secoli XI-XV)

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    ITALIANO: La città di Conversano fu nel Medioevo uno dei centri più importanti del territorio a Sud-Est della Terra di Bari, tra i distretti più noti e di maggior interesse per le questioni politiche, economiche e storico artistiche pugliesi e, in generale, del Meridione d’Italia. I saggi presenti in questo volume pongono l’attenzione proprio sulla storia di Conversano, sulle peculiarità paesaggistiche del suo territorio, sulle caratteristiche del patrimonio archeologico, sulle evidenze artistiche e architettoniche della città e del suo entroterra, con l’intento di rafforzarne la conoscenza e promuovere e valorizzare il patrimonio artistico cittadino, i contesti archeologici, gli aspetti politici e istituzionali, la storia economica, la documentazione e le fonti narrative. In questo modo si riflette a più voci sulla costruzione dell’identità culturale tout court di Conversano e del suo hinterland, offrendo una rassegna ragionata sulle principali questioni sinora dibattute dalla critica. / ENGLISH: The town of Conversano was in the Middle Ages one of the most important centers of the territory to the South-East of the Earth of Bari, among the districts more known and of greater interest for the political, economic and historical artistic issues of Apulia and, in general, of the South of Italy. The essays in this volume focus on the history of Conversano, the landscape peculiarities of its territory, the characteristics of the archaeological heritage, the artistic and architectural evidence of the city and its hinterland, With the intention of strengthening knowledge and promoting and enhancing the city’s artistic heritage, archaeological contexts, political and institutional aspects, economic history, documentation and narrative sources. In this way, it reflects on the construction of the cultural identity tout court of Conversano and its hinterland, offering a reasoned review on the main issues so far debated by critics

    Anatomia di un inquisitore. Frate Pietro da Verona – san Pietro martire

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    Il volume indaga il cold case medievale dell’uccisione dell’inquisitore Pietro da Verona (1252) velocemente divenuto san Pietro martire (1253) e primo inquisitore-santo della Chiesa cattolico-romana. Oltre i miti storiografici, i contributi mostrano gli sviluppi – talvolta paradossali – di una morte funzionale al consolidamento dell’officium fidei medievale. La multidisciplinarietà dell’approccio mostra la ricchezza delle analisi possibili per affrontare il passato attraverso ciò che è sopravvissuto: lettere papali, frammenti di processi inquisitoriali, immagini dipinte e scolpite, libri contabili, documentazione notarile, testi liturgici, sermoni, oggetti – armi del delitto e monete – e resti ossei, ovvero il cranio, collegati a colui che subito è considerato un “martire della fede” il cui culto però fatica a consolidarsi

    Liutpiriga Ducissa. The eighth-century Tassilo Chalice and Liutpirc’s Bavarian reign reconsidered

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    ENGLISH: The eighth-century Tassilo Chalice is a well-known art object. Around its base is an inscription, TASSILO DUX FORTIS + LIUTPIRC VIRGA REGALIS identifying the chalice’s donors. Tassilo’s consort, Liutpirc, is well documented due to her status as a daughter of the last Langobard king, Desiderius, and the wife of the last Agilolfing duke of Bavaria, Tassilo, both of whom were eliminated by Charlemagne. Deeds in the Freising cartulary from Bavaria and Frankish documents indicate that Liutpirc bore the title “ducissa” and exercised considerable political influence which was manifested in support for her exiled brother, Adelgis. Liutpirc’s status thus paralleled that of her sister, Adelperga, who was married to Arichis II, duke of Benevento. The date of Liutpirc’s marriage to Tassilo are reevaluated, and it is suggested that their young son, Theodo, was elevated to ducal status in 777. / ITALIANO: Il calice di Tassilone, risalente all'VIII secolo, è un oggetto d'arte ben noto. Alla base reca un'iscrizione che ne identifica i donatori: TASSILO DUX FORTIS + LIUTPIRC VIRGA REGALIS. La consorte di Tassilone, Liutpirc, è ben documentata grazie al suo status di figlia dell’ultimo re longobardo, Desiderio, e moglie dell’ultimo duca agilolfingo di Baviera, Tassilone, entrambi eliminati da Carlo Magno. Documenti conservati nel cartulario di Frisinga e fonti franche attestano che Liutpirc portava il titolo di “ducissa” ed esercitò una notevole influenza politica, manifestata soprattutto nel sostegno al fratello esiliato, Adelchi. Lo status di Liutpirc rispecchiava dunque quello della sorella Adelperga, moglie del duca di Benevento, Arechi II. L’articolo propone una riconsiderazione della data del matrimonio tra Liutpirc e Tassilone e avanza l’ipotesi che il loro giovane figlio, Teodo, sia stato elevato al rango ducale nel 777

    Documenti di ultima volontà di notai nell’Italia dei secoli XII-XV. Un’introduzione

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    ITALIANO: Le curatrici presentano i contributi dedicati ai documenti di ultime volontà di notai nell’Italia dei secoli XII-XV, collocandoli nel dibattito storiografico sui documenti di ultime volontà e soffermandosi sull’apporto conoscitivo dei diversi saggi. / ENGLISH: The editors present the contributions devoted to Italian notarial last wills from the 12th to the 15th centuries, framing them within the historiographical debate on wills and focusing on the growth of knowledge that has been generated by the articles

    Le pergamene notarili di Arce 1449-1802

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    Il volume offre uno studio dettagliato e approfondito delle Pergamene notarili di Arce (1449-1802), un importante fondo archivistico conservato presso l’Archivio di Stato di Frosinone. L’analisi minuziosa di queste pergamene non solo rivela informazioni giuridiche ed economiche, ma permette di cogliere anche gli aspetti sociali, culturali e territoriali di un’area storicamente rilevante, quella della Terra di Lavoro, che nei secoli ha giocato un ruolo centrale nel panorama del Regno di Napoli

    La fiscalità come risorsa e impulso alla mobilità: l’esempio della famiglia Pietraviva, mercanti piemontesi tra Chieri e Lione (inizi del XIV secolo - metà del XVI)

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    ITALIANO: Il saggio mira a ricostruire il percorso della famiglia Pietraviva dal 1300 al 1550. Originari di Chieri, i membri di questa famiglia di mercanti conobbero un’ascesa sociale significativa, già prima che alcuni di loro si trasferissero a Lione nella seconda metà del Quattrocento. Attraverso l’analisi di documenti fiscali, patrimoniali e notarili, provenienti dai due versanti delle Alpi, si evince che il coinvolgimento nell’amministrazione di risorse fiscali ebbe un ruolo cruciale nello sviluppo della loro posizione sociale a Chieri, nell’accumulazione di capitali economici a Savona, e nelle strategie di radicamento Oltralpe. Nel caso dei Pietraviva, poi Pierrevive in Francia, gli investimenti nel settore della fiscalità, soprattutto indiretta, furono strettamente legati alla mobilità sociale e geografica. / ENGLISH: This contribution aims at reconstructing the story of the Pietraviva family from 1300 to 1550. Starting from Chieri, the members of this merchant family enjoyed a significant upward social mobility, well before some of them moved to Lyon in the second half of the 15th century. Through the analysis of fiscal, patrimonial and notarial documents from both sides of the Alps it becomes clear that their involvement in the management of fiscal resources had a crucial role in the construction of their social stance in Chieri, in the accumulation of economic capital in Savona and in their stabilisation strategies north of the Alps. In the case of the Pietraviva, later Pierrevive in France, investment in fiscal systems, especially indirect taxation, was tied to social and geographic mobility

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