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III Convegno della medievistica italiana. Udine, 10-13 giugno 2024
La SISMED, Società italiana per la storia medievale, ha organizzato nei giorni 10-13 giugno 2024 il terzo convegno della medievistica italiana nelle sedi dell’Università di Udine. L’iniziativa è stata articolata in 59 panel tematici cui hanno preso parte più di 200 studiosi e studiose – a diversi stadi della loro carriera universitaria – tra coordinatori, relatori e discussant.
La SISMED ha deciso di mettere a disposizione della comunità scientifica i primi esiti di quasi tutti i panel, che testimoniano larga parte dei temi vivi nella medievistica italiana del secondo decennio del secolo: si leggono qui gli abstract o le relazioni presentate nel corso del convegno, in una versione preliminare a una rielaborazione in forma più distesa e completa – arricchita dal contributo di dibattito seguito alle esposizioni nei panel – e in vista di una eventuale e più tradizionale pubblicazione.
Autori e autrici hanno consegnato i propri lavori nella modalità di loro maggior gradimento, spesso senza note e bibliografia e talora nella semplice forma di abstract. Il deposito, sotto la data del 14 maggio 2025, di tale assemblaggio non selettivo (mancano solo i testi di chi ha lecitamente preferito non consegnare) nell’Open Archive di Reti Medievali (www.rmoa.unina.it) ha la funzione di tutelare questo patrimonio intellettuale e il diritto di ciascun autore. I panel sono presentati nella successione che si legge nella locandina del convegno (fatti salvi i panel doppi), qui riprodotta in calce al pdf cumulativo
Entretien avec Andrea Ghidoni
FRANÇAIS: Cet article présente un entretien entre Benoît Grévin et Andrea Ghidoni à propos de "Piangere la memoria. Lamento funebre e culture medievali" (2024). L’ouvrage explore la lamentation funèbre dans les cultures médiévales sous une approche interdisciplinaire alliant philologie et anthropologie. Il examine les multiples formes du planctus à travers la lyrique, la narration épique et la lamentation mariale, tout en interrogeant ses interactions avec la consolation et l’épitaphe. / ENGLISH: This article features an interview between Benoît Grévin and Andrea Ghidoni on "Piangere la memoria. Lamento funebre e culture medievali" (2024). The book investigates medieval mourning traditions through an interdisciplinary lens, combining philology and anthropology. It analyzes the various forms of planctus in lyric poetry, epic narratives, and Marian lamentations
while exploring their connections to consolation and epitaph traditions
Rimini città ducale della Pentapoli. Processi di trasformazione del paesaggio rurale in Romània dal Tardoantico al basso Medioevo, nuovi dati sull’incastellamento e sul Breviarium Ecclesiae Ravennatis. Dinamiche dell’incastellamento in Adriatico: secoli X-XIII
Nuovi studi condotti sul Breviarium Ecclesiae Ravennatis (e sulla documentazione posteriore) attuati attraverso un metodo sperimentale che ha previsto l’osmosi tra topografia, archeologia, geomorfologia, toponomastica e informatica, permettono di proporre un inedito modello evolutivo per le campagne della Pentapoli romana-orientale. Lo sviluppo di una vasta banca dati toponomastica e informatizzata, che copre il territorio pentapolitano, affiancata da informazioni di ordine archeologico, ha rischiarato i processi di trasformazione dell’habitat e del popolamento, tra Tardoantico e alto Medioevo, nella Romagna meridionale (e nelle Marche settentrionali). Il territorio della città di Rimini è osservato nella lunga diacronia sotto ogni aspetto: riassegnazioni fondiarie tardoantiche, cristianizzazione, sviluppo del sistema per casali, emersione di masse fondiarie, fondazione di edifici plebani, trasformazione di villaggi in castelli, diffusione di tombe e ville bassomedievali. Dall’opera scaturisce un rinnovato quadro interpretativo, frutto dell’attività di ricerca ormai trentennale svolta dall’Insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Urbino tra la Romagna e le Marche
L’editoria accademica, i dati della ricerca e l’intelligenza artificiale
ENGLISH: The article examines the transformative impact of artificial intelligence (AI) and research data management on academic publishing, emphasizing global trends and the conservative stance of Italian publishers. It highlights initiatives such as Open Science, FAIR principles (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable), and Text and Data Mining (TDM), discussing their challenges and potential for
innovation. The role of Large Language Models (LLMs) and Retrieval-Augmented Generation (RAG) in automating academic workflows, addressing ethical concerns, and promoting inclusivity is explored. The article concludes by advocating for equitable access to AI tools and data, aligning technology with the principles of cultural heritage preservation and knowledge democratization
Sul tema della trasmissione dei protocolli a Genova nel XV secolo: il testamento del notaio Lazzaro Raggi
ITALIANO: Il contributo si centra sull’analisi del testamento di un influente notaio della Genova del XV
secolo, che offre alcune riflessioni sul notariato cittadino dell’epoca, ancora poco esplorato sotto l’aspetto della storia delle prassi redazionali, della politica conservativa e dei rapporti istituzionali. / ENGLISH: The paper focuses on the analysis of the will of an influential notary from the 15th Century Genoa, which offers some reflections on the city notary profession of the time, still little explored from the point of view of the history of updated editorial practices, conservative politics and institutional relationships
An interview with Daniel L. Smail
The interview with Daniel L. Smail traces his academic background and scholarly work as a medievalist, from "Imaginary Cartographies" (now translated into Italian as "Cartografie immaginarie") to his recent projects on late medieval household inventories and documentary archaeology
Da Montpellier a Rodi. I capitoli generali e gli statuti giovanniti di Hélion de Villeneuve (1330-1344)
ITALIANO: Gli atti dei capitoli generali e gli statuti dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme emanati al tempo del maestro Hélion de Villeneuve mostrano tutta la vitalità degli Ospitalieri nello scacchiere geopolitico mediterraneo del Trecento. Le norme, che trattano questioni gestionali, finanziarie, etiche e liturgiche, furono trasmesse in diverse lingue, specchio della dimensione internazionale dell’Ordine, i cui possedimenti spaziavano in un orizzonte vastissimo, da Cipro alle isole britanniche.
In seguito alla caduta di Acri e alla fine dell’esperienza crociata in Terra Santa, i cavalieri di Rodi furono capaci di rispondere alle sfide del momento, conquistando il Dodecaneso, acquisendo buona parte dei beni templari e orientando la loro missione di difesa della Cristianità in funzione antiturca. Per farlo, Hélion de Villeneuve, scelto dal papa per superare una crisi intestina, dovette consolidare l’assetto costituzionale dell’Ordine, ridefinendo i rapporti tra il maestro, la curia pontificia, l’oligarchia del convento di Rodi e tutti i fratres che vivevano nelle parti cismarine e ultramarine. / ENGLISH: The acts of the general chapters and the statutes of the Order of the Knights of Saint John of Jerusalem issued during the magisterium of Hélion de Villeneuve vividly attest to the vitality of the Hospitallers within the geopolitical framework of the fourteenth-century Mediterranean. These normative texts – addressing administrative, financial, ethical, and liturgical matters – were disseminated in various languages, reflecting the international character of the Order, whose possessions extended across an exceptionally wide territory, from Cyprus to the British Isles.
Following the fall of Acre and the conclusion of the Crusader presence in the Holy Land, the Knights of Rhodes demonstrated remarkable adaptability to the new circumstances: they secured control of the Dodecanese, acquired a significant portion of the Templar assets, and reoriented their mission of defending Christendom toward an anti-Ottoman purpose. To achieve this, Hélion de Villeneuve – appointed by the Pope to resolve an internal crisis – had to reinforce the constitutional structure of the Order, redefining the relationships between the Grand Master, the papal curia, the oligarchy of the convent of Rhodes, and the fratres living in both the cis-Mediterranean and overseas territories