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Studio longitudinale sul benessere e le attitudini degli Studenti di Medicina e Chirurgia. Primi risultati della fase 1: Le caratteristiche degli studenti selezionati
We present the first results of a longitudinal study for the recognition and assessment of non-cognitive aspects of the candidates access to medicine course, and throughout the course. This study considered 8 CLMs equally distributed throughout the country and 980 students enrolled in the first year, in the academic year 2013-2014.
Preliminary results obtained from the analysis of the questionnaire used in the research show that students expect a profession characterized by the aid for patients and socially useful, while they do not expect a low pay as well as a work activity risky for health. Students are motivated to the academic course mainly by the desire to care for others,
while variously opportunistic aspects are much less relevant. Students show high capacity of self-regulation, a high level of empathy in its both aspects of propensity to engagement with others in their difficult moments, as well as of tendency to spontaneously take the perspective of others, while they are able to maintain a goal directed behavior even in the presence of suffering others. These students are basically satisfied, they show a confident and positive attitude towards life and a substantial psychological health. However, it is possible to identify a sub-group of students showing signals of psychological fragility who must be carefully monitored: their profiles will be analyzed in more detail, through in-depth interviews scheduled for the third/fourth year as part of faculties counselling services
EFFETTI DELLA MINDFULNESS BASED STRESS REDUCTION (Riduzione dello Stress basata sulla Mindfulness) SULLA RIDUZIONE DELLO STRESS LAVORO ? CORRELATO NEL PERSONALE SANITARIO
La relazione tra stress e patologia è stata oggetto, nel corso degli anni, di numerosi studi che hanno riconosciuto il ruolo dello stress in molti disturbi sia fisici che psicologici. Sono ben noti quelli che riguardano il sistema cardiovascolare, come l’ipertensione arteriosa e l’infarto cardiaco. Dall’altra parte, alterazioni della sfera emotiva, come ansia e depressione, sostenute da eventi stressanti, a loro volta aumentano la vulnerabilità dell’individuo allo sviluppo di disturbi cardiovascolari.
Dati crescenti in letteratura indicano come la pratica della meditazione, in particolar modo la mindfulness (consapevolezza non concettuale), sia in grado di aumentare le capacità dell’individuo di rispondere in modo omeostatico alle sollecitazioni stressogene. La Mindfulness based Stress Reduction (MBSR; Riduzione dello Stress basata sulla Mindfulness), in particolare, si è distinta tra numerose pratiche meditative per la sua efficacia nel ridurre lo stress in tempi relativamente brevi.
A tale proposito, il Centro Extreme della Scuola Superiore S. Anna di Pisa ha deciso di avviare un trial sperimentale tra gli operatori del Ruolo Sanitario (Operatori socio-sanitari, infermieri, medici) appartenenti all’Azienda USL 6 di Livorno, allo scopo di verificare e misurare le modificazioni cardiorespiratorie, metaboliche e cerebrali indotte dalla MBSR, per approfondire la comprensione dei meccanismi fisiopatologici e valutare la possibile integrazione della MBSR in programmi di prevenzione dello stress lavoro correlato.
Pertanto, è stato organizzato un corso standard di MBSR che prevedeva un primo incontro di 7h, volto all’apprendimento delle diverse pratiche di consapevolezza, quali la meditazione seduta, la meditazione camminata e lo yoga consapevole e 8 incontri di pratica attiva di meditazione, a cadenza settimanale, di 2 ore e 30 min. ciascuno.
I partecipanti volontari allo studio, dopo aver firmato il consenso informato ed aver acconsentito al trattamento dei dati, secondo la vigente normativa sulla privacy, sono stati sottoposti, prima dell’inizio del ciclo di sessioni meditative e dopo la fine dello stesso, ad una serie di valutazioni del rischio cardiovascolare e a test psicometrici. Complessivamente, gli operatori sanitari che si sono iscritti al corso MBSR sono stati 98. Due di questi soggetti non hanno mai iniziato il corso e 10 non lo hanno terminato. La percentuale di “drop out” durante il corso è stata del 12,2%, abbastanza alta se si considera che tutti i soggetti, al momento dell’iscrizione al corso, erano verosimilmente molto motivati in quanto disposti a pagare. Sulla base dei risultati che al momento ci sono pervenuti e che riguardano i test psicometrici e gli esami ematochimici, le analisi statistiche effettuate, (t di student per dati appaiati) hanno fatto emergere una riduzione significativa nei punteggi relativi ad “ansia” e “stress”, una riduzione significativa di colesterolo LDL ed un aumento significativo di colesterolo HDL e di insulina.
Concludendo, i dati disponibili consentono di confermare che la MBSR può ridurre lo stress lavoro-correlato. Inoltre, le modificazioni dei parametri ematochimici, in particolare la riduzione del rapporto tra colesterolo LDL (aterogeno) e HDL (antiaterogeno), suggerisce che tale intervento possa ridurre il rischio cardiovascolare.
Sicuramente, corsi formativi di questo tipo possono avere un impatto positivo sui lavoratori maggiormente esposti al rischio stress come gli operatori sanitari, manca però l’effettiva conoscenza e cultura di cosa comporti l’impegno in tali attività. Tali corsi richiedono infatti pratica quotidiana e disciplina (e questa è la probabile causa della percentuale rilevante di soggetti drop-out). Un’altra criticità è stata la mancata consapevolezza, nei partecipanti, dell’importanza scientifica che i risultati avrebbero potuto fornire: alcuni soggetti infatti, pur completando il percorso, non si sono poi presentati per fornire i dati necessari alla validazione scientifica. Nell’idea, pertanto, di impostare studi analoghi in futuro, visti anche i significativi risultati sopra riportati, pare utile mettere in guardia i ricercatori, raccomandando un follow-up attento e bene organizzato
Violare le norme organizzative e sociali nei luoghi di lavoro: Studio correlazionale nel contesto infermieristico
Obiettivi: L’obiettivo principale di questo studio è stato di valutare le relazioni esistenti tra le variabili del contesto organizzativo (per esempio, carichi di lavoro, conflitti interpersonali, vincoli organizzativi), il burnout, il disimpegno morale e i comportamenti controproduttivi (CWB) degli infermieri, negli specifici ambiti clinici in cui lavorano. Metodo: Uno studio descrittivo correlazionale è stato condotto su un campione di 347 infermieri di diverse realtà operative di una grande struttura ospedaliera universitaria del centro Italia. Per l’indagine è stato utilizzato un questionario composto da scale per la misurazione delle variabili di contesto organizzativo, delle dimensioni del burnout, del sovraccarico relazionale, del disimpegno morale e dei comportamenti contro produttivi. Risultati: Gli ambiti clinici influenzavano il benessere organizzativo vissuto dagli infermieri che, a loro volta, influenzavano l’attuazione di CWB. Le aree ambulatoriali e di day hospital risultavano quelle in cui gli infermieri mettevano meno in pratica i CWB, diversamente da quelle di pronto soccorso e di medicina generale in cui i CWB venivano attuati più frequentemente. Conclusioni: I risultati di questo studio sono importanti per chi si occupa del benessere dei lavoratori e per i dirigenti delle professioni infermieristiche perché mettono in luce quanto gli ambiti clinici e le variabili di contesto organizzativo possano spingere gli infermieri ai CWB. Le variabili di contesto organizzativo devono essere tenute in seria considerazione perché si riflettono sulla qualità delle cure offerte ai malati
La rappresentazione del rapporto tra utenti e sistema sanitario: I modelli culturali dei medici di medicina generale - The representation of the relationship between users and healthcare system: Cultural models of general practitioners
The present research study explores the emotional and symbolic representation of the Italian healthcare system and specifically of general medical services reported by a group of Italian general practitioners.
General medicine is recently affected by a structural change which could be sustained also by a cultural revolution, however this revolution seems to be oriented to expected values without a clear methodology which promotes and accompanies this cultural change. The present study deals with the lack of practices due to these unrealized expected values and assumes that for intervening it is necessary knowing the existing culture before thinking to change it. Interviews to 36 general practitioners were analyzed by Emotional Text Analysis (AET). Results highlight a factorial space characterized by five clusters. According to respondents’ perspective, healthcare problems refer to two large issues characterized by powerlessness of general practitioners to intervene. On the one hand, there is health emergency, dealt with by first aid and emergency medicine. On the other hand, there is chronicity, especially affecting the elderly, which is dealt with by other workers (nurses, private family assistants, social workers) who care patients at home and replace physicians. The general practitioners’ work is difficult because of many different reasons; but the central theme is the lack of absolute power – based on morality and consciousness – which leads to the perception of catastrophic consequences for medical profession and the physician-patient relationship. Often, general practitioners are in their offices and are not able to go to patients’ home, therefore they cannot create care relationships based on trust and dependence which allow useful and trustworthy interventions. In sum, the core theme emerging from data refers to the general practitioners’ perceived lack of personal and trust-based relationships with patients
Qualità della vita in chemioterapia ed implicazioni medico legali e medico sociali
La disabilità rappresenta un gravoso impegno per la macchina giudiziaria del nostro Paese per le difficoltà interpretative ed applicative della normativa da cui inevitabilmente soluzioni giurisprudenziali spesso non uniformi, che non è escluso che possano rappresentare un problema anche in termini di valutazione della condotta professionale del medico legale. E’ questo il caso del diritto al beneficio dell’indennità di accompagnamento nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia.
L’autore procede all’analisi di una casistica per verificare l’impiego della variabile considerata (chemioterapia) come criterio diagnostico per il riconoscimento del beneficio (indennità di accompagnamento). Il campione risulta composto da 63 pazienti (20/63 M e 43/63 F; età 18-87) selezionati sulla base di criteri di inclusione come malattia (tumore maligno), terapia (chemioterapia in atto) e domanda del beneficio inoltrata nel periodo 1 luglio 2013-30 giugno 2014. Il gruppo di controllo è composto da 58 pazienti oncologici (36/58 M e 22/58 F; età 30-85) non in chemioterapia. Dopo aver collezionato i dati dei verbali delle commissioni è stata calcolata l’associazione (Odds Ratio) tra chemioterapia e riconoscimento del beneficio, anche in funzione di variabili quali genere, età ed organo interessato.
Lo studio conferma l’associazione statisticamente significativa (OR 5.28; CI 95%: 2.28-12.26; p 66 anni (OR 1.87; CI 95%: 0.60-5.85; p <0.5)] e non risulta condizionata dalla tipologia di organo interessato dalla neoplasia [es. K mammella (OR 12.38; CI 95%: 1.29-118.34; p <0.05); K colon-retto (OR 13.91; CI 95%: 0,62-312.62; p<0.1)].
La chemioterapia si associa ad effetti indesiderati che incidono sulla qualità della vita, ed un ottuso inquadramento per codici e tabelle che obbedisca ad una presunzione di obiettività e rigore valutativo, tradisce tutti i limiti e le difficoltà di un sistema che abbia al centro il dato biologico e non funzionale
Applicazione della classificazione National Health Service Breast Screening Pathology (NHSBSP) nella comparazione cito-istologica dei tumori mammari della cagna = NHSBSP classification use in the correlation of canine mammary tumour cytology and histopathology
Canine mammary tumours (CMT) are the most common neoplasia in bitches. Fine needle aspiration cytology (FNAC) is
a fast and inexpensive technique well-tolerated by animals. Few reports have shown how difficult cytological diagnosis
of CMT is and how difficult benign or malignant tumours are to classify using FNAC. Cytological diagnosis has often
been inconclusive in veterinary pathology. In the diagnosis of human breast cancer, FNAC efficacy is beyond doubt due
to its high specificity. In this preliminary study, our aim is to evaluate the efficacy of NHSBSP classification, applied to
CMT. Secondly, we wish to test the usefulness of H&H stain in FNAC for CMT diagnosis. 75 FNAC specimens, from
41 dogs with mammary tumours were examined. 72/75 underwent the NHSBSP classification Histological examination
of the tumours was performed in each case for comparison purposes. All the CMTs fell under the five categories: C1 (3
cases), C2 (7 cases), C3 (38 cases), C4 (15 cases), C5 (9 cases). As regards H&H staining in our view it was more
efficacious than M.G.G. staining in distinguishing morphological cell details. Our results showed that the NHSBSP
classification gave a 94.4% correspondence level between cytological and histological findings
Monitoraggio ambientale e biologico dell’esposizione ad idrocarburi mono-aromatici ed a metil tert-butil etere in un gruppo di lavoratori addetti all’erogazione di carburanti
Lo studio è stato condotto per valutare
gli indicatori biologici di esposizione a vapori di benzina
in lavoratori addetti all’erogazione di carburante tramite
un approccio combinato di monitoraggio ambientale
e biologico. L’esposizione personale a benzene, toluene,
etilbenzene e xilene (BTEX) e l’escrezione urinaria di BTEX,
metil tert-butil etere (MTBE-U), degli acidi trans,transmuconico
(t,t-MA) ed S-fenilmercapturico (S-PMA) e della
cotinina sono stati valutati con tecniche cromatografiche
accoppiate alla spettrometria di massa. I livelli di MTBE-U
erano influenzati dalla sola esposizione professionale a vapori
di benzina, mentre quelli di B-U ed S-PMA dipendevano
da abitudine tabagica ed esposizione professionale
Supporto nutrizionale parenterale in medicina veterinaria: stato dell'arte e applicazioni cliniche.
Riassunto
L'importanza della nutrizione in ambito ospedaliero non può essere sottovalutato. La malnutrizione è un problema comune e serio soprattutto nei pazienti in condizioni critiche in cui un bilancio energetico negativo è associata ad un aumento di morbilità e mortalità. L'aumentata incidenza di complicazioni attribuibili a malnutrizione è correlata ad un aumento dei tempi di ospedalizzazione e dei costi sanitari complessivi. Sebbene una nutrizione enterale precoce sia il metodo preferito per alimentare i pazienti in condizioni critiche, la nutrizione enterale da sola spesso non riesce a fornire adeguate calorie e sostanze nutritive nei pazienti critici, che hanno frequentemente un metabolismo aumentato. La nutrizione parenterale, o l'integrazione di una nutrizione enterale insufficiente con una nutrizione parenterale, può ottimizzare il sostegno nutrizionale ed evitare un bilancio energetico negativo nei pazienti critici, in modo da migliorarne il decorso clinico.
La nutrizione parenterale è utilizzata sempre più per sostenere cani e gatti ricoverati in ospedale, ma le pubblicazioni sulla valutazione dei risultati in medicina veterinaria sono limitate.
Scopo di questo lavoro è di rivedere i concetti clinici alla base dell'uso della nutrizione parenterale nella letteratura medica veterinaria in cani e gatti.
Abstract
The significance of nutrition in the hospital setting cannot be underestimated. Malnutrition is a common and serious problem particularly in critically ill patients in which a negative energy balance has been associated with increased morbidity and mortality. The increased incidence of complications attributable to malnutrition correlates with increased length of hospital stay and overall health care costs. Although early enteral nutrition is the preferred method of feeding critically ill patients, enteral nutrition alone often fails to supply adequate calories and nutrients to critically ill patients, who are frequently hypermetabolic. Parenteral nutrition, or supplementation of insufficient enteral nutrition with parenteral nutrition, may optimize nutritional support and avert negative energy balance in critically ill patients, thereby improving outcomes.
Parenteral nutrition is increasingly used to support hospitalized dogs and cats. Published assessments of outcome are limited.
The purpose of this work is to review the clinical concepts behind the use of the parenteral nutrition in veterinary medicine literature in dogs and cats
ACCERTAMENTI SANITARI PER LA VERIFICA DELL\u2019ASSUNZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI E/O PSICOTROPE IN AMBITO LAVORATIVO
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