The triggering factor of the origin of language. Stories come first, replies to Arbib, Benítez-Burraco, Delfitto, Romano, and Sibierska & Wacewicz

Abstract

Abstract: This article responds to the comments and criticisms raised in relation to my previous work “Stories come first. The origins of human communication from a naturalized perspective of language”. The feedback can be broadly divided into “internal” criticisms, offered by scholars who share many of the underlying assumptions of my model, and “external” criticisms, advanced by those who reject its premises. Internal critiques largely emphasize that while narrative plays a crucial role in language, it should not overshadow other constitutive aspects of linguistic competence. I acknowledge the view of language as a mosaic of properties but argue that such a perspective risks conflating the study of language evolution with that of its origins. My focus remains on identifying the triggering factor of language, which I contend is the narrative function, rooted in persuasion rather than information. External critiques instead reject narrative as the origin of language, privileging sentence-level syntax as the defining feature of linguistic capacity. Against this view, I maintain that discourse structures logically and temporally precede sentence syntax, with grammar emerging secondarily to strengthen narrative efficacy. By distinguishing between internal and external criticisms, this article clarifies the theoretical implications of my model and situates narration as the most plausible starting point for understanding the origins of human communication.Keywords: Narrative; Persuasion; Origins of Language; Pantomime; Narrative Brain Il fattore di innesco dell’origine del linguaggio. Le storie vengono prima, risposta a Arbib, Benítez-Burraco, Delfitto, Romano e Sibierska Wacewicz Riassunto: Questo articolo risponde ai commenti e alle critiche rivolte al mio precedente lavoro “Stories come first. The origins of human communication from a naturalized perspective of language”. I contributi possono essere distinti in critiche “interne”, formulate da studiosi che condividono molte delle ipotesi di fondo del mio modello, e critiche “esterne”, avanzate da coloro che ne rifiutano i presupposti. Le critiche interne sottolineano in particolare che, sebbene la narrazione svolga un ruolo cruciale nel linguaggio, essa non dovrebbe oscurare altri aspetti costitutivi della competenza linguistica. Riconosco la validità della concezione del linguaggio come mosaico di proprietà, ma sostengo che tale prospettiva rischi di confondere lo studio dell’evoluzione del linguaggio con quello delle sue origini. Il mio obiettivo resta l’individuazione del fattore scatenante del linguaggio, che identifico nella funzione narrativa, radicata nella persuasione più che nell’informazione. Le critiche esterne, invece, rifiutano la narrazione come origine del linguaggio e privilegiano la sintassi della frase come carattere distintivo della capacità linguistica. A questa posizione oppongo l’idea che le strutture discorsive precedano logicamente e temporalmente la sintassi della frase, con la grammatica che emerge solo in seguito per rafforzare l’efficacia persuasiva della narrazione. Distinguendo tra critiche interne ed esterne, questo articolo chiarisce le implicazioni teoriche del mio modello e colloca la narrazione come punto di partenza più plausibile per comprendere le origini della comunicazione umana.Parole chiave: Narrazione; Persuasione; Origini del linguaggio; Pantomima; Cervello narrativ

Similar works

Full text

thumbnail-image

Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (Università degli Studi di Bari)

redirect
Last time updated on 30/12/2025

Having an issue?

Is data on this page outdated, violates copyrights or anything else? Report the problem now and we will take corresponding actions after reviewing your request.

Licence: http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/