Il tema degli “amori delle piante” – già ben attestato nella letteratura classica e poi particolarmente fortunato dal XVII secolo – assume una rilevanza significativa nella poesia italiana di età napoleonica; a determinarne il successo è senz’altro la fortuna, che tracima anche al limitare dell’Ottocento, della poesia didascalica e scientifica, in specie se piegata a motivi occasionali: in questo caso, tipicamente, i versi “per nozze”. Ma il tema offre molte declinazioni, che fanno affiorare – si pensi agli Amori delle piante di Darwin, nella traduzione di Gherardini – impegnativi riferimenti ai nuovi paradigmi scientifici, confronti di teoria letteraria e precisi affondi di polemica sociale
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