Questa ricerca riguarda l'esperienza di lavoratrici domestiche capoverdiane, eritree, etiopi e filippine immigrate a Roma tra anni Settanta e Novanta. Queste donne sono protagoniste dei primi flussi verso l'Italia, allora pensata come paese di sola emigrazione. Le loro voci rivelano una fitta trama di pratiche coercitive che si diramano tra spazio privato, pubblico e nella reciproca interazione tra i due
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