Una delle principali sfide che le organizzazioni noprofit (ONP) sono costrette ad affrontare è quella di dare continuità all’azione volontaria (Senses-Ozyurt & Villicana-Reyna, 2016; Vantilborgh & Puyvelde, 2017). Ciò implica riuscire a far leva su quei fattori organizzativi in grado di mantenere i propri volontari altamente coinvolti. Un ampio corpo di ricerche sottolinea la rilevanza del clima e degli aspetti relazionali (Haivas, Hofmans, & Pepermans, 2012; Nencini, Romaioli, & Meneghini, 2016; Oostlander, Güntert, & Wehner, 2014; Schie, Güntert, Oostlander, & Wehner, 2015), tuttavia sono pochissimi gli studi condotti nel peculiare settore delle Organizzazioni Non Governative (ONG). Il presente studio è stato realizzato in collaborazione con Amnesty International Sezione Italiana ONLUS, e propone uno strumento integrato per indagare gli effetti del clima e delle caratteristiche dell’attività svolta sul benessere e sulla performance, sia a livello individuale che organizzativo. L’analisi è stata impostata utilizzando un approccio "agent based”. In questa prospettiva sono indagate le percezioni del singolo volontario rispetto a se stesso, al proprio gruppo/struttura di appartenenza e allo staff. La raccolta dati ha coinvolto circa 400 attivisti, l’analisi degli stessi ha evidenziato le buone qualità psicometriche delle scale utilizzate. In linea con la letteratura si prevede, sulle variabili di esito indagate, una maggiore influenza del clima piuttosto che delle caratteristiche dell’attività svolta
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