Artisti di corte? Riflessioni sugli inquadramenti professionali degli "artefici estensi" tra Quattro e Seicento

Abstract

Quanto guadagnavano gli artisti che vivevano in Italia tra Cinque e Settecento? Sopravvivevano a stento o avevano un profitto tale da accumulare denaro? Quali erano le strategie che mettevano in atto per accaparrarsi importanti commissioni? Che spese dovevano sostenere per mantenere le proprie botteghe? Il libro indaga su questi temi, prendendo in considerazione singoli casi, eccezionali come quello di Michelangelo e di Guido Reni, e altri di carattere più sistematico come la situazione a Milano e a Firenze nel corso del Seicento, profondamente diversa per ragioni istituzionali e politiche, ma simile nelle modalità con cui gli artisti si misuravano col mercato. Gli artisti presi in considerazione sono pittori, scultori, architetti, musicisti, persone cioè che producevano un reddito, consumavano e acquistavano; donne e uomini che mettevano in atto strategie diplomatiche per ottenere commissioni importanti, oppure sfruttavano le potenzialità del mercato per piazzare i propri prodotti

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Last time updated on 03/09/2019

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