University of Naples Federico II

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    7010 research outputs found

    Bibliografia degli scritti (1972-2025)

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    Verità storica e logica del "nonostante". L'incontro tra Federico II e Leonardo Pisano nella riflessione storiografica

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    ITALIANO: L’articolo analizza il celebre incontro tra Federico II di Svevia e il matematico Leonardo Pisano (Fibonacci), tradizionalmente collocato a Pisa nei primi decenni del XIII secolo, come caso esemplare per riflettere sulle forme della conoscenza storica. A partire da fonti documentarie incerte e da interpretazioni divergenti, l’episodio viene esaminato secondo due principali prospettive epistemologiche. Da un lato, l’approccio abduttivo proposto da Andrea Bonaccorsi, che interpreta la ricostruzione dell’evento come un processo inferenziale fondato sulla plausibilità delle ipotesi e sul confronto critico con le fonti. Dall’altro, la lettura simbolica di Ernst Kantorowicz, per il quale l’incontro assume un valore figurale e diventa espressione della logica del “nonostante” (trotzdem), capace di cogliere la tensione tra necessità politica e libertà intellettuale nell’agire storico. Attraverso il dialogo con autori come Charles S. Peirce, Carlo Ginzburg, Heinrich Rickert, Max Weber e Reinhart Koselleck, il contributo mette in luce la pluralità delle razionalità che operano nella storiografia: quella ipotetico-critica, orientata alla verifica e alla plausibilità, e quella simbolico-ermeneutica, attenta alla configurazione narrativa e al significato dell’azione storica. L’episodio dell’incontro tra l’imperatore e il matematico diventa così una porta d’accesso privilegiata per indagare il rapporto tra evento, interpretazione e verità storica, mostrando come la scrittura della storia si sviluppi nella tensione tra spiegazione, immaginazione e costruzione di senso. / ENGLISH: This article examines the famous encounter between Emperor Frederick II and the mathematician Leonardo of Pisa (Fibonacci), traditionally dated to Pisa in the early thirteenth century, as a case study for reflecting on the forms of historical knowledge. Starting from uncertain documentary evidence and divergent interpretations, the episode is analysed through two main epistemological perspectives. On the one hand, the abductive approach proposed by Andrea Bonaccorsi interprets the reconstruction of the event as an inferential process based on the plausibility of hypotheses and their critical testing against historical sources. On the other hand, the symbolic interpretation developed by Ernst Kantorowicz reads the encounter as a figurative expression of the logic of trotzdem (“nonetheless”), capable of capturing the tension between political necessity and intellectual freedom in historical action. Engaging with thinkers such as Charles S. Peirce, Carlo Ginzburg, Heinrich Rickert, Max Weber, and Reinhart Koselleck, the article highlights the plurality of rationalities at work in historiography: an abductive-critical rationality oriented toward verification and plausibility, and a symbolic-hermeneutic rationality attentive to narrative configuration and historical meaning. The episode of the meeting between the emperor and the mathematician thus becomes a privileged entry point for exploring the relationship between event, interpretation, and historical truth, showing how historical writing develops within the tension between explanation, imagination, and the construction of meaning

    Bibliografia degli scritti (1993-2026)

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    Leggere il geopatrimonio culturale incluso in edifici pubblici - Un approccio metodologico sussiddiario alla ricerca storica = Ler o geopatrimônio cultural incluído nos edifícios públicos - Uma abordagem metodológica subsidiária à pesquisa histórica

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    ITALIANO: Testimonianze di vita di lontane Ere geologiche, i fossili hanno sempre costituito per l’uomo una sorta di attrazione magico-simbolica che si estende dalla preistoria ai nostri giorni. Per nulla indagato è il carattere simbolico della loro presenza in edifici pubblici, come nel caso del pettine marino presente nell’anfiteatro romano di Arles: probabile testimonianza della persecuzione cristiana durante la prima evangelizzazione della Provenza. L’aspetto magico evocativo dei fossili si riscontra maggiormente nel caso delle ammoniti, che hanno rivestito in diverse culture un carattere apotropaico o talismanico-esorcistico di un certo interesse. È importante ricordare che in epoca cristiana le ammoniti sono spesso associate a serpenti e rappresentano una testimonianza della realtà del diluvio universale. Le troviamo incluse in pavimentazioni e conci disposti in punti strategici di edifici di culto a suggerire un significato simbolico la cui sintassi va rintracciata nella contestualizzazione di luogo, epoca e significato antropologico-culturale che in tale contesto assumono. Ne sono esempi alcuni edifici religiosi del territorio della Franciacorta, in Italia, ristrutturati tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, ma anche l’opera artistica di un lapicida lombardo come il Pilacorte, che opera a Udine verso la fine del Cinquecento e focalizza la sua attenzione sui fossili di caprine, identificati coi draghi teriomorfi presenti nelle decorazioni delle cattedrali del medioevo. Questi esempi ci consentono di affermare che i fossili collocati in edifici pubblici ci parlano in un linguaggio simbolico che può essere letto metodologicamente come strumento sussidiario per la ricerca storica. Parole chiave: Architettura, Ammoniti, Fossili, Geopatrimonio, Patrimonio edile medievale. / PORTUGUÊS: Testemunhos de vida de épocas geológicas distantes, os fósseis sempre constituíram para o homem uma espécie de atração mágico-simbólica, que se estende desde a préhistória até os dias atuais. Pouco investigado é o caráter simbólico de sua presença em edifícios públicos, como no caso do pente marinho presente no anfiteatro romano de Arles: provável testemunho da perseguição cristã durante a primeira evangelização da Provença. O aspecto mágico evocativo dos fósseis é mais evidente no caso das ammonites, que assumiram em diversas culturas um caráter apotropaico ou talismânico-exorcístico de certo interesse. É importante lembrar que, na época cristã, as ammonites são frequentemente associadas a serpentes e representam um testemunho da realidade do dilúvio universal. Encontramo-las incluídas em pavimentações e pedras dispostas em pontos estratégicos de edifícios de culto, sugerindo um significado simbólico cuja sintaxe deve ser rastreada na contextualização do lugar, época e significado antropológico-cultural que assumem nesse contexto. Exemplos disso são alguns edifícios religiosos na região da Franciacorta, na Itália, restaurados entre o final do século XVI e meados do século XVII, mas também a obra artística de um lapidador lombardo como o Pilacorte, que trabalhou em Udine no final do século XVI e focou sua atenção nos fósseis de caprinos, identificados com dragões teriomorfos presentes nas decorações das catedrais medievais. Esses exemplos nos permitem afirmar que os fósseis colocados em edifícios públicos falam conosco em uma linguagem simbólica, que pode ser lida metodologicamente como uma ferramenta subsidiária para a pesquisa histórica

    "Babariol babariol babarian". Studi in ricordo di Costanzo Di Girolamo

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    ITALIANO: Il volume, nato dall’iniziativa dei suoi allievi, è dedicato al magistero di Costanzo Di Girolamo (1948-2022). Si tratta di una raccolta di saggi di amici, colleghi e giovani studiosi che testimonia il debito contratto dalla comunità scientifica nei confronti del metodo e dei temi delle ricerche di Di Girolamo. È diviso in quattro sezioni, che spaziano dalla lirica occitana, alle sue irradiazioni in Catalogna e nel Regno di Sicilia di Federico II, alla metrica fino alla teoria letteraria. La struttura del volume ricalca la poliedricità degli interessi e degli ambiti di studio che hanno caratterizzato l’attività di Di Girolamo, che si è dipanata lungo un arco di oltre cinquant’anni. / ENGLISH: This volume, conceived by his alumni, is dedicated to the legacy of Costanzo Di Girolamo (1948-2022). It is a collection of essays by friends, colleagues and young scholars that testifies to the debt incurred by the scientific community to the method and themes of Di Girolamo's research. It is divided into four sections, ranging from lyric Occitan poetry, its irradiations in Catalonia and the Kingdom of Sicily, to metrics and literary theory. The structure of the volume traces the multifaceted nature of the interests and fields of study that characterised Di Girolamo's scientific activity, which spanned more than fifty years

    Il vescovo e le torri. La distruzione degli edifici e la pratica politica alla fine del secolo XI

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    ITALIANO: Nella ‘competizione per la distruzione’ le cittadinanze italiche si ricavarono un ruolo all’epoca della riforma e della lotta per le investiture (1080-1122). Il caso pisano (lodo delle torri, lodo di Val di Serchio) indica che la tradizione del giuramento collettivo per la pace potrebbe avere contribuito all’attribuzione dell’autorità a un gruppo di potere cittadino. Parallelamente, però, anche il vescovo poteva appoggiarsi alla stessa tradizione per esercitare un ruolo nella legittimazione di quel gruppo. La Pisa degli anni a cavallo del 1090 sembra quindi un luogo nel quale si tentò una mediazione in questa competizione. / ENGLISH: In what we might call a competition for the ‘right to destroy’, Italian citizenries managed to carve a significant role for themselves, during the key decades of the investiture contest and the broader reform movement (1080-1122). The Pisan context (as illustrated by Bishop Daibert’s lodo and the lodo of Val di Serchio) can be used to investigate the links between collective peace agreements and the ability of certain urban groups to secure power. Simultaneously, Italian bishops were drawing on the same traditions to position themselves as the legitimising force for these group. The case of Pisa in the 1090s provides an example of mediation within this form of political competition

    Frammenti di realtà: i notai dell’Italia centro-settentrionale attraverso i loro testamenti (secoli XII-XV)

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    ITALIANO: Il contributo si prefigge l’obiettivo di individuare e analizzare sotto l’aspetto formale e funzionale un corpus di documenti strettamente connessi tra loro – oltre ai testamenti e ai codicilli, fanno parte del dossier anche gli atti di esecuzione tra cui, in primis, gli inventari post mortem e le aste di beni dei defunti – riguardante la formulazione e l’esecuzione delle ultimae voluntates di notai attivi prevalentemente nell’Italia centro settentrionale nel periodo compreso tra il secolo XII e il XV. / ENGLISH: The aim of the text is to identify and analyse, from a formal and functional point of view, a corpus of closely related documents – in addition to wills and codicils, the dossier also includes execution deeds, including above all post-mortem inventories and auctions of the deceased’s property – concerning the formulation and execution of ultimae voluntates by notaries working mainly in central-northern Italy in the period between the 12th and 15th centuries

    “This is the best income of the commune: for God’s sake, let it be maintained!” The tendering systems of the Dogana dei Paschi of Siena in the 14th and 15th centuries: operation, profits and profile of the contractors

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    ITALIANO: Il saggio analizza i diversi sistemi di appalto sviluppati prima e dopo l’istituzione della Dogana dei Paschi di Siena per la gestione dei proventi dei pascoli in Maremma tra il XIV e il XV secolo. L’analisi si concentra sul sistema di appalto della prima metà del XIV secolo, su quello istituito temporaneamente negli anni Settanta del Trecento e su quello sviluppato a partire dal 1412. Il saggio si sofferma in particolare su quest’ultimo sistema di appalto ‘misto’ pubblico-privato, ovvero con appaltatori privati eletti come e secondo le procedure tipiche dei pubblici ufficiali, per il quale sono disponibili più fonti, per studiarne l’impatto finanziario e i successivi aggiustamenti istituzionali, insieme ad uno studio degli appaltatori. Per alcuni di essi, si ricostruisce il profilo socio-economico, i profitti e i vantaggi politici ed economici della partecipazione alle entrate della Dogana, suggerendo il ruolo del sistema di appalto ‘misto’ nel mantenere l’equilibrio politico ed economico tra le diverse fazioni (Monti) in cui era divisa l’élite urbana senese nel XV secolo. / ENGLISH: The paper examines the different tendering systems developed before and after the establishment of the Dogana dei Paschi of Siena for the management of pasture revenues in Southern Tuscany between the fourteenth and fifteenth centuries. It focuses on the tendering system of the first half of the fourteenth century, the one temporarily established in the 1370s, and the one developed in 1412. In particular, the paper focuses on the latter, which developed as a public-private ‘mixed’ tendering system with private contractors elected as and with the same procedures of public officials, and for which more sources are available, in order to study its financial impact and the subsequent institutional adjustments, together with a study of its contractors. For some of them, the paper reconstructs the socio-economic profile, together with the profits and the political and economic advantages of participating in the revenues of the Dogana, suggesting the role of the ‘mixed’ tender system in maintaining the political and economic balance between the different factions (Monti) in which the Sienese urban elite was organized in the fifteenth century

    Storia e memoria nell’opera di Mario Del Treppo

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    ITALIANO: Il saggio analizza criticamente il pensiero storiografico di Mario Del Treppo, con particolare attenzione al concetto di "libertà della memoria" e al ruolo della memoria nella costruzione del sapere storico. Partendo dalla sua riflessione del 1976, ripresa e ampliata nella prefazione del 2005, l’articolo ricostruisce l’evoluzione del pensiero dell’autore, mettendone in luce la complessa relazione con la “scuola” delle Annales, la critica al marxismo storiografico e allo storicismo crociano, e la tensione tra memoria collettiva e ricerca storica. Del Treppo propone una visione della storiografia come disciplina autonoma e critica, capace di coniugare rigore metodologico, attenzione alle strutture di lunga durata e sensibilità per le discontinuità storiche. Il contributo si inserisce nel dibattito contemporaneo sulla memoria culturale, dialogando con le teorie di Koselleck, Ricœur e Jan Assmann, e riaffermando il valore della storia come spazio di libertà intellettuale, contro ogni forma di manipolazione ideologica o conformismo accademico. / ENGLISH: This essay offers a critical analysis of the historiographical thought of Mario Del Treppo, with particular focus on the concept of the “freedom of memory” and the role of memory in the construction of historical knowledge. Starting from his 1976 reflection—later revised and expanded in the 2005 preface—the article traces the evolution of Del Treppo’s ideas, highlighting his complex engagement with the Annales school, his critique of Marxist historiography and Crocean historicism, and the tension between collective memory and historical research. Del Treppo envisions historiography as an autonomous and critical discipline, capable of combining methodological rigor, attention to long-term structures, and sensitivity to historical discontinuities. The essay contributes to contemporary debates on cultural memory, engaging with the theories of Reinhart Koselleck, Paul Ricœur, and Jan Assmann, and reasserts the value of history as a space of intellectual freedom, resistant to ideological manipulation and academic conformism

    Das Mittelalter. Perspektiven mediävistischer Forschung Zeitschrift des Mediävistenverbandes. Bd. 30 Nr. 1 (2025): Schnittstelle Mediävistik Kollaborationen der Mittelalterforschung im digitalen Zeitalter

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    DEUTSCH: Das Themenheft widmet sich der computationell arbeitenden Mittelalterforschung in ihrer verbindungsstiftenden Funktion. Als Schnittstelle vermittelt sie zwischen den Disziplinen, Digitalem und Analogem, heterogenen Forschungsgegenständen und vielfältigen Methoden. Dabei integriert sie nicht nur Ansätze und Wissen aus anderen Fachbereichen, sondern trägt auch zum Erkenntnisgewinn über ihre eigene Disziplin hinaus bei. Das Ziel des Bandes ist, kollaborative Verfahren der Digital Humanities forschungsorientiert und praxisnah vorzustellen und die hierfür angewandten Methoden und Praktiken zu evaluieren und zu diskutieren. / ENGLISH: This volume is dedicated to computational medieval research in its connecting function. As an interface, it mediates between disciplines, the digital and the analog, heterogeneous research objects and diverse methods. In doing so, it not only integrates approaches and knowledge from other disciplines, but also contributes to gaining knowledge beyond its own discipline. The aim of this volume is to present collaborative approaches of digital humanities in a research-oriented and practical way and to evaluate and discuss the methods and practices used for this purpose

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