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Development and Evaluation of a nnU-Net-Based Convolutional Neural Network for Automated Segmentation of Cardiac Atria from Late Gadolinium-Enhanced MRI
reservedUn’accurata segmentazione degli atri cardiaci da immagini mediche è essenziale per la valutazione quantitativa dell'anatomia e della funzionalità atriale. Sebbene l'atrio sinistro sia stato oggetto di un'ampia attività di ricerca, l'atrio destro ha ricevuto un'attenzione considerevolmente più limitata nella letteratura sulla segmentazione, nonostante le crescenti evidenze cliniche a supporto della sua rilevanza diagnostica e prognostica, in particolare nel contesto della fibrillazione atriale e delle patologie che interessano le sezioni destre del cuore. Ad oggi, nessun metodo dedicato è stato proposto per la delineazione simultanea e ad alta risoluzione di entrambe le cavità atriali da risonanza magnetica tridimensionale con enhancement tardivo del gadolinio (3D LGE-MRI). La presente tesi si propone di colmare tale lacuna sviluppando e valutando una pipeline di deep learning completamente automatizzata per la segmentazione bi-classe dell’atrio sinistro e dell’atrio destro da 3D LGE-MRI. Un dataset bi-atriale combinato di 78 volumi ad alta risoluzione è stato costruito associando le maschere di segmentazione di riferimento dell’atrio sinistro provenienti dalla 2018 LA Segmentation Challenge alle maschere di riferimento dell’atrio destro fornite dal RAS Dataset, recentemente pubblicato, ed ampliato con ulteriori volumi le cui maschere dell’atrio destro sono state corrette manualmente al fine di garantire la coerenza delle annotazioni. Il framework auto-configurante nnU-Net è stato impiegato per addestrare e confrontare due configurazioni di rete, una 3D full-resolution U-Net e una 3D cascade U-Net, entrambe valutate mediante cross-validazione a cinque fold su un training set di 63 casi. I meccanismi automatici di ensembling e post-processing forniti da nnU-Net sono stati sfruttati per determinare la strategia di inferenza ottimale, e tutti i modelli sono stati valutati su un test set di 15 casi riservato esclusivamente alla valutazione finale. L'ensemble con post-processing è stato identificato come la configurazione più performante, ottenendo valori medi di Dice sul test set pari a 0.917 per l’atrio sinistro e 0.912 per l’atrio destro, con tutti i valori di Dice per singolo caso superiori a 0.86 per entrambe le strutture. Tali risultati sono competitivi con metodi di segmentazione dell’atrio sinistro dedicati e architetturalmente specializzati riportati in letteratura, nonostante l'impiego di un framework general-purpose e la segmentazione simultanea di due strutture anziché una. Per l’atrio destro, i risultati rappresentano una delle prime valutazioni riportate di segmentazione da 3D LGE- MRI isotropica mediante una pipeline completamente automatizzata. Il metodo proposto genera predizioni in meno di due minuti per volume, un tempo che si confronta favorevolmente con le diverse ore richieste dalla segmentazione manuale, supportando la sua potenziale adozione in contesti in cui è richiesta un'estrazione rapida e riproducibile dell'anatomia bi-atriale.Accurate segmentation of the cardiac atria from medical images is essential for the quantitative assessment of atrial anatomy and function. Whilst the left atrium (LA) has been the subject of extensive research, the right atrium (RA) has received comparatively little attention in the segmentation literature despite growing clinical evidence supporting its diagnostic and prognostic relevance, particularly in the context of atrial fibrillation and right-sided cardiac pathologies. To date, no dedicated method has been proposed for simultaneous, high-resolution delineation of both atrial cavities from three-dimensional late gadolinium-enhanced magnetic resonance imaging (3D LGE-MRI). This thesis addresses this gap by developing and evaluating a fully automated deep learning pipeline for bi-class segmentation of the LA and RA from 3D LGE-MRI. A combined bi-atrial dataset of 78 high-resolution volumes was assembled by pairing the LA annotations from the 2018 LA Segmentation Challenge with the RA labels provided by the recently released RAS Dataset, and expanded with additional volumes whose RA masks were manually corrected to ensure annotation consistency. The nnU-Net self-configuring framework was employed to train and compare two network configurations, a 3D full-resolution U-Net and a 3D cascade U-Net, both evaluated through five-fold cross-validation on a 63-case training set. The automatic ensembling and postprocessing mechanisms provided by nnU-Net were exploited to determine the optimal inference strategy, and all models were evaluated on a held-out test set of 15 cases. The postprocessed ensemble was identified as the best-performing configuration, achieving
mean test set Dice scores of 0.917 for the LA and 0.912 for the RA, with all per-case Dice scores exceeding 0.86 for both structures. These results are competitive with dedicated, architecturally specialised LA segmentation methods reported in the literature, despite the use of a general-purpose framework and the simultaneous segmentation of two structures rather than one. For the RA, the results represent one of the first reported evaluations from 3D isotropic LGE-MRI using a fully automated pipeline. The proposed method generates predictions in under two minutes per volume, comparing favourably with the several hours required for manual segmentation and supporting its potential adoption in settings where rapid, reproducible bi-atrial anatomy extraction is required
The Role of Cannabis in Chronic Pain: A Paduan Experience
reservedIntroduzione: La cannabis medicinale rappresenta un'opzione emergente nel trattamento del dolore cronico, ma il suo impiego clinico resta limitato da scarsa standardizzazione e da evidenze ancora eterogenee. L’obiettivo di questo lavoro è analizzare l’esperienza “real life” presso l’ambulatorio di terapia antalgica dell’Ospedale Sant’Antonio di Padova, valutando efficacia, tollerabilità e distribuzione dei profili THC:CBD nelle diverse indicazioni dolorose e confrontarne i risultati con quanto affermato dalla letteratura recente.
Metodi: I dati dei 90 pazienti trattati presso il nostro ambulatorio sono stati raccolti attraverso la cartella informatizzata e il portale regionale per la prescrizione della Cannabis terapeutica. Le variabili analizzate includevano età, sesso, diagnosi, tipo di preparato, rapporto THC:CBD, scala VAS pre‐ e post‐trattamento, beneficio percepito e tasso di drop‐out. Veniva considerata positiva una risposta analgesica con una riduzione del dolore di almeno il 30% rispetto al pretrattamento. È stata condotta un’analisi dei suddetti dati e successivamente comparata a quanto dedotto dalla letteratura recente. È stata inoltre effettuata l’analisi statistica dei valori di VAS pre e post trattamento.
Risultati: Nel nostro campione, l’età media era di 55–65 anni con prevalenza femminile (≈ 70%), e le principali diagnosi erano fibromialgia (26%), dolore muscolo-scheletrico (53%) e dolore neuropatico (13%). Tutti i pazienti utilizzavano estratti oleosi. Le formulazioni bilanciate (THC 5–8% / CBD 6–12%) hanno rappresentato il 45–50% dei casi, quelle THC‐dominanti circa il 30% e le CBD‐dominanti circa il 20%. Il beneficio soggettivo è stato riportato in più del 70% dei pazienti. Il drop‐out complessivo è stato del 30%, attribuito per metà alla mancanza di beneficio e per metà ad effetti avversi; non sono emerse differenze rilevanti nel tasso di interruzione fra prodotti ad alto e basso contenuto di THC. 37 pazienti hanno presentato un significativo miglioramento della sintomatologia dolorosa passando da una intensità dolore alla VAS da 8,3 ±1,0 al pre-trattamento a 5,4 ±1,6 post trattamento (p < 0,001, Cohen’s d 1,8).
Conclusioni: I risultati del nostro ambulatorio confermano l’efficacia clinica globale della cannabis medicinale nel dolore cronico, anche con un più esteso impiego di formulazioni bilanciate o CBD‐dominanti rispetto agli studi che utilizzano prodotti ad alte dosi di THC. La comparabilità degli outcome nonostante differenze di composizione suggerisce che la titolazione personalizzata e l’attenzione al profilo del paziente siano elementi chiave per ottenere beneficio terapeutico con buona tollerabilità. Restano tuttavia notevoli limitazioni: la mancanza di standardizzazione tra prodotti, l’elevata variabilità interindividuale della risposta e la scarsità di studi controllati di ampie dimensioni. Saranno necessari ulteriori trial prospettici per consolidare le evidenze, ridurre l’incertezza tra i clinici e promuovere un impiego più diffuso e consapevole della cannabis medicinale nel trattamento del dolore cronico
Algorithms, Control and Governance: The Evolution of Internal Auditing in the Age of AI
reservedL’elaborato analizza l’impatto dell’introduzione dell’intelligenza artificiale (AI) nei processi di revisione contabile, con particolare attenzione alle trasformazioni operative, organizzative e decisionali che ne derivano all’interno delle imprese. L’obiettivo della ricerca è valutare in che misura le tecnologie basate su AI contribuiscano a migliorare l’efficacia, l’efficienza e l’affidabilità delle attività di controllo e auditing, ridefinendo al contempo il ruolo dei revisori e le dinamiche interne alle organizzazioni
Reason, Romance, and Resistance: Negotiating Female Agency in Jane Austen’s Sense and Sensibility and Pride and Prejudice
reservedThe aim of this thesis is to examine how Jane Austen negotiates female agency through the interplay of reason, feeling, and social constraint in Sense and Sensibility (1811) and Pride and Prejudice (1813). In particular, it explores how Austen’s heroines achieve agency through a disciplined balance between rational judgment and emotional intelligence.
Situating Austen within late eighteenth- and early nineteenth-century debates on Enlightenment rationality, the culture of sensibility, and ideals of female virtue, the study engages with Mary Wollstonecraft’s A Vindication of the Rights of Woman alongside other relevant ideological critiques.
The thesis further examines the social constraints women were required to navigate, especially those imposed by marriage, economic vulnerability, and social surveillance, and analyses how Austen, through wit and irony, critiques these limitations while proposing an alternative model of female agency embodied by her heroines.
Through this analysis, Austen emerges as a novelist who challenges prevailing gender norms by articulating a vision of female autonomy grounded in a balance of reason and feeling.The aim of this thesis is to examine how Jane Austen negotiates female agency through the interplay of reason, feeling, and social constraint in Sense and Sensibility (1811) and Pride and Prejudice (1813). In particular, it explores how Austen’s heroines achieve agency through a disciplined balance between rational judgment and emotional intelligence.
Situating Austen within late eighteenth- and early nineteenth-century debates on Enlightenment rationality, the culture of sensibility, and ideals of female virtue, the study engages with Mary Wollstonecraft’s A Vindication of the Rights of Woman alongside other relevant ideological critiques.
The thesis further examines the social constraints women were required to navigate, especially those imposed by marriage, economic vulnerability, and social surveillance, and analyses how Austen, through wit and irony, critiques these limitations while proposing an alternative model of female agency embodied by her heroines.
Through this analysis, Austen emerges as a novelist who challenges prevailing gender norms by articulating a vision of female autonomy grounded in a balance of reason and feeling
Genetic profiling of circulating tumor cells from liquid biopsy in breast cancer: a comparison between Metabolism Based Assay and DEPArray technologies
reservedIl carcinoma mammario metastatico (MBC) rimane una delle principali cause di mortalità oncologica nelle donne. Le metastasi possono presentare profili genomici significativamente differenti rispetto al tumore primitivo, rendendo spesso inadeguata una caratterizzazione basata su una singola biopsia tissutale. La biopsia liquida rappresenta un’alternativa minimamente invasiva per il monitoraggio in tempo reale dell'evoluzione della malattia attraverso l’analisi delle cellule tumorali circolanti (CTC). Lo scopo di questo studio è stato quello di confrontare un approccio basato su marcatori immunofenotipici (DEPArrayTM) e un approccio basato sul metabolismo cellulare (DropH) per l’isolamento di CTC da pazienti con carcinoma mammario metastatico. In particolare, abbiamo valutato l’impatto dei due metodi sulla vitalità cellulare, sull’integrità genomica e sulla qualità dei dati ottenuti dalle analisi genomiche single-cell.
Prima dell’analisi dei campioni clinici, tutti i protocolli sperimentali sono stati ottimizzati utilizzando "spiked-samples", ottenuti aggiungendo linee cellulari di carcinoma mammario a campioni di sangue periferico di donatori sani. Questi esperimenti preliminari sono stati utilizzati per la validazione e l'ottimizzazione delle fasi di arricchimento, dell'isolamento single-cell, dell'amplificazione dell'intero genoma (WGA), del controllo di qualità e della preparazione delle librerie per il sequenziamento. Successivamente, i campioni di sangue periferico delle pazienti sono stati raccolti all'inizio di una nuova linea di terapia sistemica. Dopo la lisi dei globuli rossi e la deplezione immunomagnetica dei leucociti CD45+, i campioni sono stati processati in parallelo con il sistema DEPArrayTM e la piattaforma DropH. Le singole cellule recuperate sono state sottoposte a WGA e al controllo di qualità mediante la valutazione del Genome Integrity Index (GII).
Sulla base dei risultati del controllo di qualità, i campioni idonei sono stati analizzati mediante shallow Whole Genome Sequencing (sWGS) per la valutazione delle variazioni del numero di copie (CNA) e mediante sequenziamento mirato di hot-spot mutazionali per l’identificazione di varianti a singolo nucleotide (SNV) e piccole indel. Le analisi bioinformatiche sono state condotte utilizzando pipeline dedicate e i profili genomici delle CTC sono stati confrontati con quelli del tumore primitivo attraverso l'analisi di clustering gerarchico. L'approccio DropH ha consentito il recupero di un numero inferiore di cellule rispetto al DEPArrayTM, ma ha mostrato una percentuale significativamente più elevata di cellule con un alto grado di integrità genomica. L'analisi delle CNA mediante sWGS ha evidenziato profili relativamente bilanciati con un numero limitato di alterazioni nella maggior parte delle CTC, mentre un sottogruppo di cellule ha mostrato profili aberranti compatibili con un'origine neoplastica. Il sequenziamento mirato ha rivelato numerose varianti non sinonime in geni coinvolti in processi tumorigenici chiave. Il confronto tra le CTC e il tumore primitivo ha mostrato una condivisione limitata di mutazioni, sottolineando una marcata eterogeneità molecolare e suggerendo fenomeni di selezione clonale durante la progressione della malattia e sotto pressione terapeutica. L'analisi di clustering gerarchico ha confermato la presenza di distinte sottopopolazioni di CTC con paesaggi mutazionali parzialmente divergenti. Questo studio dimostra la fattibilità della caratterizzazione genomica single-cell delle CTC nel carcinoma mammario metastatico e mette in evidenza differenze sostanziali tra un approccio basato sui marcatori e uno basato sul metabolismo. In particolare, il metodo DropH si è dimostrato vantaggioso in termini di preservazione dell'integrità genomica e della vitalità cellulare, offrendo una valida alternativa marker-independent per lo studio dell'eterogeneità tumorale.Metastatic Breast Cancer (MBC) remains a leading cause of cancer mortality in women. Metastases can exhibit genomic profiles significantly different from the primary tumor, often making characterization based on a single tissue biopsy inadequate. Liquid biopsy represents a minimally invasive alternative for real-time monitoring of disease evolution through the analysis of circulating tumor cells (CTCs). The aim of this study was to compare an approach based on immunophenotypic markers (DEPArrayTM) and an approach based on cellular metabolism (DropH) for the isolation of CTCs from patients with metastatic breast cancer. In particular, we evaluated the impact of the two methods on cell viability, genomic integrity, and the quality of data obtained from single-cell genomic analyses. Prior to the analysis of clinical samples, all experimental protocols were optimized using “spiked-samples,” obtained by adding breast cancer cell lines to peripheral blood samples from healthy donors. These preliminary experiments were used for the validation and optimization of enrichment phases, single-cell isolation, whole genome amplification (WGA), quality control, and library preparation for sequencing. Subsequently, peripheral blood samples from patients were collected at the start of a new line of systemic therapy. After red blood cell lysis and immunomagnetic depletion of CD45+ leukocytes, samples were processed in parallel with the DEPArrayTM system and the DropH platform. The recovered single cells were subjected to WGA and quality control by evaluating the Genome Integrity Index (GII). Based on the quality control results, eligible samples were analyzed by shallow Whole Genome Sequencing (sWGS) for the assessment of Copy Number Alterations (CNA) and by targeted sequencing of mutational hot-spots for the identification of single nucleotide variants (SNV) and small indels. Bioinformatic analyses were conducted using dedicated pipelines, and the genomic profiles of the CTCs were compared with those of the primary tumor through hierarchical clustering analysis. The DropH approach allowed for the recovery of a smaller number of cells compared to DEPArrayTM, but showed a significantly higher percentage of cells with a high degree of genomic integrity. CNA analysis by sWGS highlighted relatively balanced profiles with a limited number of alterations in most CTCs, while a subset of cells showed aberrant profiles compatible with a neoplastic origin. Targeted sequencing revealed numerous non-synonymous variants in genes involved in key tumorigenic processes. The comparison between CTCs and the primary tumor showed limited sharing of mutations, emphasizing marked molecular heterogeneity and suggesting clonal selection phenomena during disease progression and under therapeutic pressure. Hierarchical clustering analysis confirmed the presence of distinct subpopulations of CTCs with partially divergent mutational landscapes. This study demonstrates the feasibility of single-cell genomic characterization of CTCs in metastatic breast cancer and highlights substantial differences between a marker-based and a metabolism-based approach. In particular, the DropH method proved advantageous in terms of preserving genomic integrity and cell viability, offering a valid marker-independent alternative for the study of tumor heterogeneity
Machine Learning Methods for Time Series
reservedQuesto lavoro analizza il contributo delle metodologie di Machine Learning al forecasting macroeconomico, con particolare riferimento alla previsione dell’inflazione negli Stati Uniti in contesti caratterizzati da un’elevata dimensionalità informativa. L’inflazione rappresenta una variabile particolarmente complessa da prevedere, a causa della presenza di dinamiche persistenti, possibili cambiamenti di regime e relazioni articolate tra le variabili macroeconomiche.
Il lavoro prende come riferimento lo studio di Boesch e Ziegelmann (2025), nel quale gli Autori propongono il metodo WLadaENet, una procedura di regressione penalizzata che introduce una penalizzazione adattiva differenziata sui ritardi temporali. Dopo aver presentato le principali tecniche di Machine Learning utilizzate nella previsione macroeconomica, la tesi discute l’analisi empirica condotta dagli autori, confrontando le performance previsive di numerosi modelli di Machine Learning e di benchmark tradizionali nella previsione dell’inflazione statunitense.
Nella parte finale viene inoltre realizzata un’analisi empirica supplementare, basata sul dataset FRED-MD aggiornato alla versione più recente disponibile, nella quale vengono replicate e confrontate alcune delle metodologie considerate nello studio di riferimento.
I risultati evidenziano come l’efficacia relativa dei modelli dipenda in misura rilevante dal regime macroeconomico, dall’orizzonte previsivo e dalla struttura informativa dei dati
Human Freedom Index: a critical analysis and an alternative approach to aggregation
reservedLa libertà umana è un concetto multidimensionale che può essere misurato solo indirettamente attraverso indici compositi. Tra questi, lo Human Freedom Index (HFI) rappresenta uno degli strumenti più completi per il confronto internazionale dei livelli di libertà.
La presente tesi analizza la struttura metodologica dello Human Freedom Index, con particolare attenzione alle fasi di normalizzazione e aggregazione degli indicatori elementari. Dopo aver descritto la composizione dell'indice, l'analisi si concentra sui limiti dell'approccio aggregativo ufficiale, basato sulla media aritmetica non pesata e caratterizzato da un'elevata compensabilità tra le componenti della libertà.
Per affrontare questa criticità, la tesi propone un metodo alternativo di aggregazione parzialmente non compensativo basato sulla mean–min function, applicato sia in forma non gerarchica, agendo direttamente sulle dodici componenti elementari, sia in forma gerarchica, rispettando la struttura dimensionale dell'indice. La calibrazione dei parametri avviene sulla base della distribuzione empirica dello squilibrio, utilizzando criteri robusti fondati sui quartili. I risultati mostrano come l'introduzione della penalizzazione modifichi in modo sistematico i punteggi e la graduatoria dei Paesi, penalizzando quelli con profili interni disomogenei e premiando quelli con una distribuzione più equilibrata tra le componenti
Use and destination of assets and goods confiscated fron organised crime: legal and administrative profiles
openIl presente lavoro di tesi prende in esame il complesso sistema di gestione e destinazione dei beni confiscati alle criminalità organizzate in Italia.
L'elaborato studia la sottrazione del patrimonio per il riutilizzo sociale dello stesso.
Nel primo capitolo é indicato il quadro normativo di riferimento, con la distinzione delle diverse tipologie di confisca e dei beni confiscati, considerando l'evoluzione legislativa.
Il secondo capitolo analizza le funzioni dell'ANBSC (Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) e le procedure amministrative di destinazione dei beni.
Il terzo capitolo approfondisce il ruolo degli Enti Locali e del terzo settore nei progetti di reinserimento lavorativo e sviluppo territoriale.
È esposto lo studio di casi pratici, evidenziando anche le possibili criticità legate al rischio di abbandono dei beni e l'importanza di trasparenza della gestione.
La ricerca procede con il quarto capitolo, il quale osserva la gestione del personale nelle cooperative e negli enti gestori.
Si esamina quindi l'inquadramento contrattuale, la sicurezza sul lavoro e gli incentivi all'assunzione.
In conclusione la relazione offre riflessioni finali sull'efficacia del sistema attuale e le prospettive future.
Infine si sottolinea il ruolo centrale del diritto amministrativo che funge da strumento per ripristinare la legalità e promuovere la giustizia sociale
The Influence of Fiber Volume Fraction on the Mechanical Performance of Carbon Fiber Composites: Theoretical Analysis and Analytical Modeling Applied to the Automotive Industry
reservedLa tesi analizza l’influenza della frazione volumetrica di fibra sulle prestazioni meccaniche dei compositi in fibra di carbonio, con riferimento alle applicazioni strutturali nel settore automotive. L’esperienza di tirocinio svolta presso Novation Tech ha rappresentato il contesto operativo per approfondire il tema e osservare l’impiego dei materiali compositi in ambito industriale. Il lavoro unisce analisi teorica e valutazioni basate su modelli micromeccanici, con l’obiettivo di comprendere il ruolo della frazione volumetrica di fibra nelle proprietà del materiale e il suo impatto sulla progettazione strutturale
The Ravenna Carbon Capture and Storage (CCS): a technical and economic analysis
reservedAl giorno d’oggi la decarbonizzazione del settore industriale rappresenta una delle principali sfide per il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea, in particolare delle industrie hard-to-abate, caratterizzati da difficoltà tecniche, economiche e strutturali nella riduzione delle proprie emissioni di gas serra.
In Italia sono presenti 700 aziende appartenenti a tali settori che assumono un ruolo fondamentale per l’economia nazionale: esse contribuiscono per circa il 5% del PIL italiano e impiegano circa 1.25 milioni di lavoratori, pari al 5.6% dell’occupazione complessiva.
Una delle soluzioni sviluppate dall’UE, per la riduzione delle emissioni, è il sistema EU, basato sul principio del cap-and-trade che impone un tetto massimo alle emissioni di CO2 e consente alle imprese di acquistare o vendere quote di emissione in funzione delle proprie emissioni effettive.
L’obiettivo è limitare le emissioni prodotte da oltre 10 mila impianti e prevede una progressiva riduzione del tetto massimo, con un conseguente aumento del prezzo della CO2 nel tempo.
Al fine di mantenere competitive le industrie hard-to-abate in Italia ed evitare la delocalizzazione delle loro attività in altri Paesi con politiche climatiche meno stringenti, Eni e Snam stanno sviluppando il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS) di Ravenna, con lo scopo di ridurre le emissioni di tali impianti sfruttando la grande capacità dei giacimenti di gas naturale esauriti dell’Adriatico.
Tale progetto consentirà di sviluppare una nuova filiera industriale nazionale, capace di generare, tra il 2026 e il 2050, un valore pari a 30 miliardi di euro e oltre 17 mila posti di lavoro. Nel lungo periodo, inoltre, i costi della CCS diventeranno economicamente più convenienti rispetto all’acquisto delle quote nel sistema ETS, garantendo la competitività delle industrie hard-to-abate.
L’hub di Ravenna si configura infine come uno dei siti più grandi al mondo per lo stoccaggio della CO2 e come impianto di riferimento per il Mediterraneo.Nowadays, the decarbonization of the industrial sector represents one of the main challenges for achieving the climate targets set by the European Union, particularly with regard to hard-to-abate industries, which are characterized by technical, economic, and structural difficulties in reducing their greenhouse gas emissions.
In Italy, approximately 700 companies operate in these sectors and play a fundamental role in the national economy: they contribute about 5% of Italy’s GDP and employ around 1.25 million workers, accounting for 5.6% of total employment.
One of the solutions developed by the European Union to reduce emissions is the EU Emissions Trading System (EU ETS), based on the cap-and-trade principle, which imposes a maximum limit on CO2 emissions and allows companies to buy or sell emission allowances according to their actual emissions.
The objective is to limit the emissions produced by more than 10,000 installations and to ensure a progressive reduction of the emissions cap, leading to a consequent increase in the CO2 price over time.
In order to maintain the competitiveness of hard-to-abate industries in Italy and prevent the relocation of their activities to countries with less stringent climate policies, Eni and Snam are developing the Ravenna Carbon Capture and Storage (CCS) project, aimed at reducing emissions from these plants by exploiting the large storage capacity of depleted natural gas fields in the Adriatic Sea.
This project will enable the development of a new national industrial value chain, capable of generating a value of approximately €30 billion and more than 17,000 jobs between 2026 and 2050. In the long term, CCS costs are expected to become more economically competitive than the purchase of allowances under the EU ETS, thereby ensuring the competitiveness of hard-to-abate industries.
Finally, the Ravenna hub is positioned as one of the largest CO2 storage sites in the world and as a reference facility for the Mediterranean region