With the advent of the so-called science of complexity a new thinking reasoning originated, which places the dimensions of logic and time at the centre of philosophical and speculative interests, and particularly, has led to a different interpretation of the concept of time. Ilya Prigogine, in his interesting work From Being to Becoming (1986) deals with this theme, identifyinga form of temporality which he defines “creative time.” Prigogine, in explaining his theory, wanted to demonstrate that life does not simply consist of the execution of a pre-determined programme but is rather defined within a recursive cycle – meant as creation of something new, as an invention.We have before us a creator time which requires its own particular logic: the logic of non-linearity, better defined as logic of complexity. In this view, contemporary scientific rationality is shown as a reasoning in which universalizing principles do not exist, neither a globality of basic concepts exists, nor a universality of methods applicable to all fields of knowledge.The pillar of this conception is found in the shift from intellectual ability to cognitive strategies. In brief, while intellectual abilities are learned in situations of objectivation of the teaching-learning processes and are translated into objectively verifiable applications, the possibility of learning cognitive strategies is linked to a non-linear logic. These are taught through non-lineardidactics (designed to favour autoreferentiality) in a field of subjectivation of educative processes.Con l’avvento della scienza della complessità, si è originato un nuovo modo di ragionare, che pone le dimensioni della logica e del tempo al centro di interessi filosofici e speculativi e, nello specifico, ha condotto a una diversa interpretazione del concetto di tempo. Ilya Prigogine, nel suo interessante lavoro Dall’essere al divenire (1986), affronta questo tema, identificando una forma di temporalità che definisce “tempo creativo”. Prigogine, nell’esporrela sua teoria, volle dimostrare che la vita non consiste semplicemente nell’esecuzione di un programma predeterminato, ma è piuttosto definita entro un ciclo ricorsivo – inteso come creazione del nuovo, come un’invenzione. Dinanzi a noi si pone un tempo creatore che richiede una logica propria: la logica della non linearità, meglio definita come logica della complessità. In questa prospettiva, la razionalità scientifica contemporanea figura come un ragionamento nel quale i principi universalizzanti nonesistono, né esiste una globalità di concetti-base, e nemmeno un’universalità di metodi applicabili a tutti i campi della conoscenza. Il pilastro di questa concezione si trova nel passaggio dalla capacità intellettiva alle strategie cognitive. In breve, mentre le capacità intellettive sono apprese in situazioni di oggettivazione dei processi di insegnamento-apprendimento e sono tradotte in applicazioni oggettivamente verificabili, la possibilità di apprenderestrategie cognitive è pensata come una logica non lineare. Queste sono insegnate tramite la didattica non lineare (ideata per favorire l’autoreferenzialità) in un campo di soggettivizzazione dei processi educativ