La tesi si concentra sull'applicazione dell'analisi etimologica ai nomi degli dèi egiziani nel De Iside et Osiride di Plutarco. In quest'opera, l'autore opera una comparazione religiosa con gli dèi e i riti della Grecia. La prima parte della tesi ricostruisce lo sviluppo storico del metodo etimologico, con particolare attenzione per il rapporto tra etimologia, allegoresi e tradizione devozionale (invocazioni e preghiere). Si dedica particolare spazio al riconoscimento delle affinità e delle differenze tra l'opera di Plutarco e due filoni fondamentali del pensiero greco in materia: il Cratilo di Platone e l'allegoresi stoica. Il problema del rapporto tra cultura greca e cultura egizia gioca un ruolo centrale nella tesi: viene sviluppata ampiamente la contrapposizione con Erodoto; a proposito dell'atteggiamento del pensatore di Cheronea verso la storiografia ellenistica, che risulta meno drastico, vengono riconosciuti debiti e prese di distanza rispetto ad alcuni autori particolarmente significativi. La seconda parte della tesi è interamente dedicata all'analisi dei nomi delle tre principali divinità nilotiche: Iside, Osiride e Horus. Vengono presi in considerazione i diversi metodi ermeneutici messi in campo da Plutarco e si cerca di stabilire fino a che punto nel suo caso si possa parlare di interpretatio Graeca. Il ricorso all'indagine etimologica apre numerose strade di ricerca e interpretazione; su tutte viene messa in evidenza la lettura platonica del mito egiziano, che riconosce nei nomi di Osiride e Iside chiare allusioni al Bene e alla Sapienza che reggono il cosmo