The paper revolves around the key issues of ‘multiplicity’ and ‘exchange’. Multiple are the training courses to become a librarian, and multiple are the disciplines involved, but the traditional skills of cataloguing, classifying and organizing resources are improved by historical and philological approaches: cataloging can thus become an opportunity for study and discovery. Multiple are the library resources, as well as the international library and cultural institutions networks connecting people who deal with cultural heritage. Several huge metadata sharing projects (HPB, CERL Thesaurus, Europeana) meet different librarians’ information needs, and some of them are dedicated to specific resources, such as incunabula (ISTC, GW, Text-Inc). Finally, the recent interest of libraries in Wikipedia (GLAM projects, #1Lib1Ref) proves that libraries are more and more interested in collaborating in non-traditional frameworks too.Thanks to the case study of the BEIC digital library, the authors show how participation in networks fosters perspective thinking: when the daily routine involves discussion and cooperation, it’s easier to get acknowledgment and visibility.Molteplicità e confronto sono i concetti da cui muove questo contributo. Molteplici sono i percorsi di formazione per diventare bibliotecario e diverse le discipline coinvolte, ma le competenze tradizionali per il trattamento delle risorse bibliografiche si integrano con gli approcci derivanti dalla ricerca storica e filologica, e la catalogazione può diventare un’opportunità di studio e di scoperta. Molteplici sono anche le risorse da gestire e valorizzare nel catalogo, così come lo sono le reti fra biblioteche e istituti culturali che collegano a livello internazionale chi si occupa del patrimonio culturale: le diverse esigenze informative dei bibliotecari trovano risposta in grandi progetti di condivisione dei metadati (HPB, CERL Thesaurus, Europeana), alcuni dei quali dedicati a risorse peculiari, come gli incunaboli (ISTC, GW, Text-Inc). Infine, la recente apertura delle biblioteche a Wikipedia esprime la volontà crescente di collaborare anche in contesti non tradizionali (progetti GLAM, #1Lib1Ref).Grazie al case study della biblioteca digitale BEIC, si dimostra quanto contribuire a una rete insegni a pensare in prospettiva: la routine quotidiana si svolge in un’ottica di confronto e cooperazione, al fine di ottenere risultati più autorevoli e visibili