Nel raccontare a scopo divulgativo l'evoluzionismo neo-darwiniano e le
più recenti acquisizioni della genetica e della neurologia, Boncinelli
colleziona una lunga serie di concetti-chiave che servono a descrivere
tale processo e dunque la vita (che per lui si identifica con l'evoluzione).
Ne emerge un discorso, suo malgrado, schiettamente filosofico - per
quanto sempre collegato ai risultati della scienza e della tecnologia -
che parte dall'origine del cosmo per poi avvicinarsi sempre più al centro
del suo interesse, che è l'uomo e la sua mente. Nel leggerlo, impariamo
moltissime cose, che sembrano avvicinarci all'essenza della vita.
Ripercorrendo l'evoluzione culturale, che per lui deriva da quella
biologica, egli arriva ad affrontare la mente e la coscienza, che
rappresentano l'apice dell'intera storia. Proprio il fenomeno della
coscienza apre però dei problemi all'interno della sua visione fin qui
monista e riduzionista, che egli – con la sua consueta onestà intellettuale
– non fa certo finta di non vedere, ma a cui forse non trova risposta