research

Paloma Pedrero e la nuova drammaturgia spagnola: Noches de amor efimero

Abstract

Nella Spagna degli anni ‘80 tornano in Patria i vecchi autori esiliati e si rappresentano con orgoglio i grandi nomi del passato. La fine della dittatura segna la riapertura nei confronti di una cultura da tempo abbandonata: la democrazia attraversa, infatti, un lento e progressivo percorso per mettersi al passo coi tempi. In realtà le donne drammaturghe trovano le difficoltà di sempre nell’affermarsi in un campo fino a quel momento a loro precluso: nessuno viene loro incontro o dà loro ascolto. Nasce così l’esigenza di riunirsi in un’associazione nel 1986 che, da luogo di scambi e di crescite individuali, diventerà un punto di riferimento importante per l’emergente drammaturgia spagnola: sono in piena ascesa le riviste ed i premi istituiti solo per le scrittrici. La mia indagine si è sviluppata in seguito alla riflessione circa le difficoltà che ognuna di loro dichiara di aver incontrato; in particolare si è focalizzata sulla figura di Paloma Pedrero, autrice dal nome musicale e dai testi incentrati sull’animo delle donne. Storie quotidiane raccontate con vivacità, dialoghi intensi e colpi di scena, ma soprattutto semplicità e immedesimazione. Le protagoniste spesso non riescono a rendersi indipendenti, a mutare il proprio stile di vita, ma la forza della loro personalità le fa emergere. È così che nascono le cinque "Notti di amore effimero", la raccolta che la drammaturga ama in particolar modo, poiché guidata da una spinta interiore, dall’emozione di un’esperienza personale o forse da uno speciale legame con gli attori che l’hanno accompagnata nelle varie rappresentazioni in giro per il mondo. Oggi il teatro spagnolo si è arricchito anche grazie a chi, come Paloma Pedrero, ha guardato con attenzione alle problematiche del vivere quotidiano, di quelle minoranze e non, che hanno avuto il coraggio di mostrare le proprie ferite

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