La concezione universale del potere non fu una creazione degli imperatori romani, ma ha radici molto più antiche, che attraversano gli ultimi secoli della repubblica; eppure Augusto ed i suoi successori diedero dell'universalismo
come fatto politico ed anche religioso un'interpretazione totalmente nuova ed originale, ponendo geograficamente al centro dello spazio cosmico la città di Roma e sottolineando il felice collegamento con l’aeternitas, l'eterna durata nel tempo del potere imperiale.
In questa sede verrà esaminato un aspetto, particolare ma relativamente poco studiato, di questa concezione, partendo dalla titolatura degli imperatori romani fino a Teodosio: verrà affrontata l'evoluzione nel tempo delle parole orbis, κόσμοσ, οίκουμένη ed anche mundus, "terra marique" e γή καί θάλασσα, intese nel senso di “ambito spaziale dell'impero universale", allorché fanno parte della denominazione, più o meno ufficiale, con la quale ciascun principe compare nella documentazione epigrafica; verrà utilizzata anche la testimonianza dei papiri e delle monete