In seguito alla legge Gentile del 1923 per Sassari si apre la pagina nuova della cosiddetta autonomia statutaria, volta a definire e regolamentare ogni aspetto della realtà universitaria: la composizione dell’ateneo (facoltà e scuole), le sue finalità, i compiti dei vari organi, l’organizzazione della didattica, l’indicazione degli esami e delle propedeuticità, ecc. Di fatto l’autonomia non viene raggiunta pienamente, a causa della dominante vocazione burocratica e centralista propria del regime fascista: la Direzione generale dell’Istruzione universitaria e soprattutto il Consiglio superiore finiscono per influenzare le scelte statutarie arrivando a proporre continui emendamenti dei testi proposti dalle università. Alla fine del regime fascista, la piccola università isolana si ritrova sostanzialmente nella stessa posizione degli anni Venti, ancora una volta assillata da problemi strutturali non diversi da quelli che ne avevano caratterizzato la storia precedente