La definizione tradizionale di malattia dell'anima deriva dalla riflessione
medico-filosofica antica sulla psicopatologia. Come ha messo in luce
Jackie Pigeaud nel suo studio sulla "malattia dell'anima", l'espressione è
"un'analogia" originata dalla supposizione che l'anima, come il corpo, possa
essere affetta dalla malattia. La presa di coscienza medica e filosofica,
nonché la constatazione dell'interazione tra corpo e anima hanno fatto sì che
la medicina e l'etica collaborassero a fornire interpretazioni e spiegazioni di
quel complesso fenomeno che rientra propriamente nel territorio della psicopatologia.
Nell'ambito della cultura cristiana l'approccio al problema della malattia
dell'anima non ha interessato soltanto la medicina e l'etica, ma ha investito
anche la sfera della teologia e della catechesi. Perciò, in questo contributo si
cercherà di analizzare l'evoluzione e l'arricchimento di questa tematica nella
letteratura cristiana, limitando l'indagine a Tertulliano e Cipriano, attivi nella
grande metropoli di Cartagine nel II e III secolo