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Per lo statuto del popolo e della repubblica sardi: un ragionamento introduttivo

Abstract

E’ certamente giusto non fermarsi al dibattito “Costituente sì / Costituente no” ed affrontare la questione dei contenuti che lo Statuto sardo deve avere. Non è, però, accettabile la sollecitazione, che da alcune pari si sente, ora, ripetere, a non insistere oltre sulla Costituente per parlare, finalmente, dei contenuti del nuovo Statuto. Affermare che la richiesta della Costituente è stata o (anche soltanto) è diventata –a questo punto–inutile è, in realtà ed oggettivamente, un modo per (tentare di) sostituire la contrapposizione vera tra chi vuole la Costituente e chi non vuole la Costituente (contrapposizione che si sta risolvendo a favore della Costituente) con la contrapposizione falsa –perché inesistente– tra chi parlerebbe soltanto di Costituente e chi parlerebbe soltanto dei contenuti (che lo Statuto deve avere). Questa seconda, inesistente contrapposizione è, inoltre, funzionale ai fautori della conservazione (contro, si dice, le “derive populistiche e plebiscitarie”) di quelle “prerogative” le quali proprio dalla Costituente sono minacciate; ovverosia è funzionale agli avversari veri di ogni riforma vera dello Statuto ed è, quindi, doppiamente falsa. L’impegno per la Costituente e l’impegno per contenuti democraticamente innovativi dello Statuto sono, in realtà, un impegno unico e inscindibile

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