research

Religione e poteri del popolo in Roma repubblicana

Abstract

Le elaborazioni teologiche e giuridiche dei sacerdoti romani, rilevabili anche nelle versioni annalistiche delle più antiche vicende storiche di Roma, hanno sempre postulato un rapporto di imprescindibile causalità tra la religio e tutte le manifestazioni più significative della vita e della storia del Popolo romano. Teologia e ius divinum spiegavano che la volontà degli dèi aveva concorso alla fondazione dell’Urbs Roma; ne aveva sostenuto la prodigiosa e costante “crescita” del numero dei cittadini (civitas augescens, per usare la felice espressione del giurista Pomponio, conservata dai compilatori dei Digesta Iustiniani); infine, presiedeva all’incomparabile fortuna dell’imperium populi Roman e garantiva la sua estensione sine fine. Una simile percezione del diritto e della storia in parte spiega – ed in parte determina – il ruolo della religione nella dinamica dei rapporti tra cittadini, istituzioni e poteri nel sistema giuridico religioso romano

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