Sebbene sia passato qualche anno dalla ratifica del Trattato di Lisbona, lo stesso continua a estrinsecare
i propri effetti. Grazie a Lisbona, l’Unione ha acquisito la facoltà di negoziare e concludere nuovi
accordi commerciali a seguito di una modifica che ha interessato la politica commerciale concernente
non solo le modificazioni tariffarie‚ la conclusione di accordi tariffari e commerciali relativi agli scambi
di merci e servizi; ma ha altresì ricompreso ulteriori settori quali gli aspetti commerciali della proprietà
intellettuale‚ gli investimenti esteri diretti, l'uniformazione delle misure di liberalizzazione‚ la politica di
esportazione e le misure di protezione commerciale, secondo quanto previsto dall’art. 207 del TFUE.
Su tali basi, l’Unione europea ha intavolato trattative finalizzate alla conclusione di diversi accordi di
indiscutibile importanza strategica, tra cui il Transatlantic Trade and Investment Partnership (cd. TTIP) con
gli Stati Uniti – attualmente in una fase di stallo susseguente all’improvvisa curvatura protezionista
dell’Amministrazione Trump1
–, e l’Accordo economico e commerciale globale (Comprehensive Economic
and Trade Agreement – CETA) con il Canada, finalizzato a realizzare un nuovo ed equo mercato di libero
scambio, con l’aspirazione di implementare il commercio e l’attività economica e, al tempo stesso, far
incrociare domanda ed offerta nei settori di import&expo