Nel seminario Riflessi in uno specchio scuro. Miti, archetipi e stereotipi nel processo per violenza sessuale, si individua fra i motivi qualificanti anche quello dei miti. Da storico delle religioni, allora (come tale intervengo), poiché il mito costituisce uno dei pilastri portanti di ogni edificio religioso, il mio contributo consisterà nell’individuazione di alcuni fattori pertinenti all’ambito mitico (in diversi contesti religiosi, ma privilegiando quello occidentale e cristiano) che appaiono significativi nell’individuazione delle dinamiche di formazione di modelli culturali e di strutture mentali che stabiliscono nessi tra condizione di donna e spazio di subordinazione.
La formazione degli archetipi e degli stereotipi che entrano in gioco nei casi di violenza sessuale (tema centrale di questo incontro) è sicuramente di varia matrice e di varia natura, e sarebbe davvero riduttivo e imperdonabilmente superficiale ricondurre quei motivi a determinanti monocausali d’ordine ideologico-religioso.
Ciò premesso, ritengo tuttavia che uno dei fattori (e non certo di secondo piano, bensì fra quelli decisivi) che intervengono nei processi costruttivi dell’immagine sociale della donna (con tutto ciò che ne consegue per la condizione femminile sul piano di obblighi, divieti, modalità relazionali: quindi, sul piano politico in senso lato) vada individuato, in profondità, in quella sfera produttrice di valori che è la funzione mitopoietica delle religioni