Dalla nascita ad Alessandria d’Egitto, passando per l’incontro con l’Italia, la Terra Promessa dei suoi genitori, sino alle feconde esperienze parigina e brasiliana, Ungaretti traspone nei suoi versi la percepita condizione di esule deraciné alla continua ricerca di una sistemazione identitaria che continua a non trovare soluzione. Il contributo intende indagare le tappe dell’itinerario poetico ungarettiano rivolto alla ricerca e alla definizione di una simile dimensione, rilevando come le matrici figurali dei grandi miti dell’esilio, del naufragio e dello sradicamento culturale appaiano pienamente attestate sin dagli esordi poetici dell’Autore. L’accanita e capillare ricerca intorno agli stessi, poi aperta e condizionata da atteggiamenti mutevoli e diverse temperie culturali, condurrà il Poeta al raggiungimento di uno stadio superiore di comprensione, oltre ogni confine fisico o archetipico di frontiera, che coincide con il riconoscimento di se stesso nell’Altro.peer-reviewe