research

Luciella Catena di Ferdinando Russo: il dialetto napoletano come scenario teatrale

Abstract

Ferdinando Russo è autore significativo in un quadro più ampio di cultura letteraria otto-novecentesca perché propone con urgenza anche emozionale il problema della rappresentazione del reale utilizzando una lingua locale come il napoletano: Russo opta per una dimensione descrittiva di un’umanità urbana ‘bassa’ e marginale, spesso con toni rievocazione nostalgica del passato, e tale rappresentazione del reale veicolata da un napoletano popolare, a tratti gergale, si riflette anche nella sua scrittura teatrale, in particolare nei suoi due drammi Luciella Catena (1920) e ’A paranza scicca (1921). Con una contestualizzazione all’interno della produzione russiana, si è sottolineato come tutti i temi di Luciella Catena – dal luciano del re alla vita delle popolane, dai mestieri di strada ai marinai ai bassi, dai guappetielli alla Piedigrotta sino ai gesti di passione cruenta – siano ripresi dalla poesia russiana, che per altro frequentemente è strutturata con andamento dialogico. A partire da Luciella Catena si mette in luce il procedimento creativo di Russo, in cui nuovi testi si formano non unicamente lavorando dal vero ma a partire da porzioni di altri suoi testi, con una maniera di scrivere la realtà attraverso tessere già definite della sua stessa scrittura

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