research

Native Americans' Voices: The Survival Response to the Assimilationist and Genocidal White Colonization

Abstract

L’atteggiamento superbo e autoritario dei coloni nell'America settentrionale, europei prima ed euroamericani poi, ha dato origine a secoli di conflitti con le popolazioni autoctone, vittime inermi di un catastrofico e fallimentare processo colonizzatore-civilizzatore. Da ciò, nel corso del XX secolo, è nata la lotta dei Nativi Americani che, inaugurata con l’approccio alla scrittura, ha creato una tradizione-letteratura simbolo della sopravvivenza e della resistenza (survivance) ai danni irreversibili del colonialismo euroamericano. Pertanto la tesi illustra, da una parte, alcuni aspetti delle funeste relazioni tra colonizers e colonized rette dal pervasivo etnocentrismo europeo, che ha defraudato e sfruttato incurantemente i Nativi Americani, poi, emarginati in condizioni di estrema povertà e insalubrità nelle riserve e, infine, assimilati coercitivamente con l’istituzione delle rigide e crudeli Boarding Schools. Tutti questi sono aspetti che hanno condotto alla tematica più scottante e triste della storia dei Nativi: il genocidio fisico e culturale, argomento importante ma spesso censurato o sminuito dall'opinione pubblica, come sovente è stato l’atteggiamento euroamericano nelle questioni che hanno interessato i Nativi. D’altra parte, si mostra come la denuncia narrativa delle Native Voices (Zitkala-sa, Vickie Sears, Laura Tohe, Joy Harjo, Mary Crow Dog, Momaday, Cook-Lynn, Ortiz, Vine Deloria Jr, ecc.), affiorata con più forza e determinazione negli anni '60-'70 (Native American Literary Renaissance) e supportata anche dall'attivismo socio-politico indigeno, è riuscita a scardinare definitivamente la monolitica tradizione eurocentrica, faziosa e mistificatrice riguardo alla storia dell’America e dei suoi popoli autoctoni. In tal modo, la denuncia ha permesso ai Nativi di infrangere il muro del silenzio e dell’indifferenza che li aveva inghiottiti e di riappropriarsi della propria identità-cultura e della dignità calpestate per secoli, trovando, alla fine, un posto nel panorama socio-politico-culturale della società americana dei bianchi. Un lungo viaggio di liberazione-guarigione dagli orrori del passato e di recupero delle origini, in cui fondamentale è stato il supporto dello storytelling

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