Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi una delle principali cause di morte nel mondo occidentale e gran parte della mortalità è legata alla morte cardiaca improvvisa (MCI). L’unica terapia efficace della morte improvvisa tachiaritmica è la defibrillazione cardiaca precoce.
Da circa 30 anni la ricerca scientifica ha messo a punto dei sistemi di defibrillazione impiantabili (Implantable Cardioverter Defibrillator o ICD). I primi sistemi di impianto richiedevano una toracotomia, poi i progressi tecnologici hanno consentito di realizzare defibrillatori impiantabili per via transvenosa (Transvenous Implantable Cardioverter Defibrillator o TV-ICD), fino ad arrivare agli innovativi defibrillatori impiantabili sottocutanei (Subcutaneous Implantable Cardioverter Defibrillator o S-ICD).
Già diversi studi hanno evidenziato come questi nuovi dispositivi sottocutanei abbiano un’efficacia, nel riconoscimento e trattamento delle aritmie potenzialmente mortali, certamente non inferiore rispetto a quella dei defibrillatori tradizionali transvenosi.
In questo lavoro, oltre ad analizzare i principali benefici e limiti della terapia con S-ICD, vengono descritte le caratteristiche principali dei pazienti impiantati nel nostro centro di riferimento tra Aprile 2011 e Giugno 2014, specificando le indicazioni che hanno portato a scegliere un S-ICD piuttosto che un TV-ICD, gli eventi e le complicanze verificatesi durante il follow-up