research

Un antieroe dai molti volti. Giuliano a Bisanzio come Apostata, scrittore, imperatore e in una particolare interpretazione «ratzingeriana» dello storico Sozomeno

Abstract

Giuliano l’Apostata, l’ultimo imperatore pagano, è oggetto a Bisanzio di un’aspra condanna che diventa quasi topica. Ma Giuliano è anche l’autore di opere della letteratura greca, che furono in buona parte trasmesse dai copisti bizantini, e inoltre voci più o meno favorevoli a Giuliano, per quanto rare, non mancarono del tutto. Anche Sozomeno, storico ortodosso del quinto secolo che lo condanna per la sua politica anticristiana, evita dimostrazioni di astiosa ostilità. Egli anzi sceglie di esaltare il cristianesimo e la sua origine divina dimostrando che anche un nemico abile e di valore come Giuliano è impotente. Il suo atteggiamento di rispetto verso la figura dell’ultimo imperatore pagano è paragonabile a quello di altri autori cristiani di varie epoche, come Chateaubriand e Benedetto XVI.The harsh condemnation in Byzantium of Julian the Apostate, the last pagan emperor, is almost a common place. But Julian was the author of works of Greek literature, most of which were transcribed by Byzantine copyists, and other voices more or less in his favor, even if rare, could still be heard. Sozomenos, too, an orthodox historian of the fifth century, condemns him for his anti-Christian politics, but does not show open hostility. He chooses to glorify Christendom and its divine origin by showing that even an intelligent and worthy enemy like Julian was impotent against it. Sozomenos has respect for Julian, as have other Christian writers of more recent times, for example Chateaubriand and pope Benedict XVI

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