Se una prima generazione di studi su Internet si è lasciata sedurre dal carattere di novità che l’emergente tecnologia digitale sembrava incarnare, mancando completamente un approccio critico e etnografico nella ricerca, la generazione che ne è seguita, pur partendo da presupposti differenti, ha comunque liquefatto la cultura digitale all’interno di dinamiche e prospettive obsolete, rifuggiandosi nell’affermazione di metodologie di indagine consolidate su altri
ambiti e che si rivelano inadeguate per comprendere e attraversare la complessità scaturita dalle pratiche socio-culturali legate alle nuove tecnologie. La tesi si propone di analizzare criticamente il discorso sulle culture digitali prodotto in questi ambiti, riposizionando lo sguardo delle scienze sociali nella ricerca di una metodologia che nasca dalle situazioni e dalle esperienze che nei panormai digitali vengono costruite e configurate. L’intreccio della ricerca passa, così, per un recupero della dimensione dell’evento come zona di produzione di significato socio-culture attraverso e su le nuove tecnologie, evidenziando le costellazioni critiche che questa dimensione comporta. Un’etnografia critica dell’esperienza digitale che trova nelle dinamiche connesse ai risvolti concettuali e pratici di una serie di mondi virtuali, il proprio campo di ricerca “eventuale” e di sperimentazione