In attesa che il quadro normativo comunitario in materia di responsabilit\ue0 del vettore in caso di incidenti che provocano danni alla persona dei passeggeri si stabilizzi, l\u2019Unione europea, a seguito dei tragici sinistri marittimi avvenuti nel corso degli ultimi anni, ha completamente rivisto l\u2019azione comunitaria in materia di sicurezza marittima nell\u2019accezione di safety a protezione dei passeggeri trasportati via mare. Le iniziative normative comunitarie si sono susseguite in rapida evoluzione ed hanno realizzato un composito quadro normativo comunitario sulla scurezza marittima. Grande attenzione \ue8 rivolta ad elevare lo standard di sicurezza delle navi adibite al trasporto di persone. Da un\u2019analisi della Direzione generale per l\u2019Energia e i Trasporti della Commissione europea emerge come ogni anno circa 450 milioni di passeggeri transitano nei porti europei e per molti di questi passeggeri spesso non c\u2019\ue8 alternativa al trasporto marittimo per raggiungere zone periferiche dei Paesi dell\u2019Unione Europea. Ci\uf2 ha spinto gli organi comunitari ad emanare sempre pi\uf9 rigide e sofisticate misure per migliorare il livello di sicurezza durante tutte le fasi del trasporto marittimo che si presenta come uno dei settori pi\uf9 importanti e diffusi nel contesto della politica comunitaria dei trasporti in grado di garantire un servizio riguardante il diritto fondamentale della libert\ue0 di movimento delle persone. La proliferazione normativa, dettata sull\u2019onda di tragici sinistri in mare, ha comportato, per\uf2, il problema della difficile interpretazione dei numerosi testi normativi che sono stati di volta in volta modificati da successivi atti (nella specie direttive comunitarie), rendendo il quadro normativo sulla sicurezza non ancora applicabile uniformemente sul territorio comunitario