[Italiano]: Nella Genova bassomedievale, gli “alberghi” rappresentano una forma peculiare di organizzazione familiare che resta ancora oggi parzialmente inesplorata. Attraverso il caso della famiglia de Nigro, questo volume propone un’indagine prosopografica che consente di osservare da vicino i meccanismi di costruzione e di riproduzione dell’élite cittadina tra il secolo XII e il XV.L’analisi, basata su un’ampia e variegata documentazione (fonti notarili e fiscali, atti di qualità pubblica, ma anche epigrafi), restituisce la complessità di un gruppo familiare capace di mantenere nel tempo una posizione di rilievo politico, economico e sociale, grazie a strategie patrimoniali e insediative, reti di alleanze e pratiche di autorappresentazione. Particolare attenzione è riservata alla dimensione territoriale dell’albergo, al ruolo delle donne e alle relazioni tra famiglia e istituzioni civili e religiose. Nel superare un’immagine dell’albergo come istituzione statica, lo studio restituisce a quel termine usato nel contesto genovese la sua originaria fluidità semantica e mostra come esso sia stato un laboratorio di pratiche familiari, politiche e sociali. La vicenda dei de Nigro diventa così una chiave per comprendere la complessità dell’élite urbana, aprendo nuove prospettive di comparazione tra le variegate consociazioni familiari che prendono forma nelle città italiane bassomedievali./[English]: In late medieval Genoa, the alberghi represented a distinctive form of family organization that remains only partially explored today. Through the case of the de Nigro family, this volume offers a prosopographical investigation that allows us to closely observe the mechanisms behind the formation and reproduction of the city’s elite between the twelfth and fifteenth centuries.The analysis – based on a wide and varied range of sources (notarial and fiscal records, public documents, and even epigraphic evidence) – captures the complexity of a family group capable of maintaining a prominent political, economic, and social position over time, thanks to strategies of property management and settlement, networks of alliances, and practices of self-representation. Particular attention is devoted to the territorial dimension of the albergo, to the role of women, and to the relationships between the family and civic and religious institutions. By moving beyond the notion of the albergo as a static institution, the study restores to the term –used in the Genoese context – its original semantic fluidity and shows how it served as a laboratory of family, political, and social practices. The history of the de Nigro family thus becomes a key to understanding the complexity of the urban elite, opening up new perspectives for comparison among the diverse family associations that took shape in late medieval Italian cities