In questo scritto mi propongo di mostrare come l’ekphrasis sia usata da Platone con lo scopo di portare il lettore nel cuore del testo. Quando scrive i suoi dialoghi, infatti, Platone disegna una scena ed in questa scena il lettore è invitato per così dire a trasferirsi. Trasferirsi per sedere al simposio, o alla conversazione nella palestra, o nella prigione di Socrate, e, tutti insieme, filosofare: l’autore invisibile del dialogo, i suoi personaggi, i suoi lettori. La scena in cui ospitare le figure parlanti e il loro dialogo è allestita dal filosofo scegliendo con gran cura ognuna delle parole ed in questa scelta nei dialoghi di Platone hanno un ruolo assolutamente privilegiato i verba vivendi grazie ai quali, fin da Omero, i personaggi vedono, sono detti vedere e i lettori vedono la visione