Il terremoto che nel 2009 ha colpito la città dell’Aquila e un’ampia zona limitrofa ha di nuovo riacceso i dibattiti, quantomeno immediatamente a ridosso dell’evento, su temi quali il ‘miglioramento’ come specifico approccio da adottare per la sicurezza strutturale del costruito storico, la definizione di modelli di valutazione numerica più idonei a rappresentare i caratteri meccanici della muratura e lo stato effettivo dei danni, la riflessione su criteri di intervento che contemperino la sicurezza dell’edificio e dei fruitori con le istanze conservative proprie del patrimonio architettonico.
A poco meno di sei anni dal sisma sono stati condotti diversi interventi su edifici storici dell’aquilano ed è possibile considerare un primo bilancio sui procedimenti adottati dagli uffici preposti all’attività di ‘ricostruzione’ per la verifica e l’approvazione dei progetti di restauro e sui primi esiti operativi mutuati attraverso l’impiego di materiali e tecniche tradizionali e innovative