Il processo di liberalizzazione degli scambi causato dalla progressiva apertura dei mercati ha avuto negli anni un impatto enorme sul contesto economico,cambiando le aree di riferimento per le imprese, per i territori e per i responsabili del loro governo. La logica di sviluppo territoriale è attualmente basata sul recupero di competitività delle imprese attraverso la sperimentazione di nuove forme di aggregazione e di diversi set-up del ciclo produttivo. Prerequisito per il successo di queste iniziative è l’individuazione di strumenti d’intervento che ne facilitino l’implementazione.
Il presente contributo rappresenta il tentativo di arrivare a un’identificazione attualizzata di detti strumenti sulla base delle evidenze empiriche che è
stato possibile riscontrare. Si è cercato in tale ottica di esplorare la realtà dei distretti e quella delle altre reti d’impresa, individuate come modalità di aggregazione complementari e integrative alle prime, con riferimento allo stato dell’arte dei metodi organizzativi già ampiamente sperimentati a livello locale,come i distretti agricoli o le altre forme di organizzazione nelle zone rurali del territorio italiano. L’analisi parte quindi da elementi teorici suffragati da una ricognizione sull’esperienza dei distretti, in particolare quelli agricoli, agroalimentari e rurali realizzatisi sul territorio italiano, per poi approfondire il variegato mondo delle reti d’impresa sia sotto il punto di vista organizzativo che contrattuale