research article

Tytuły Chrystusa nazywające Go głównym władcą i wodzem w nauczaniu św. Piotra apostoła

Abstract

Il grande significazione nella Cristologia del Nuovo Testamento abbiano i titoli di Gesú Cristo, quali spiegano il Suo ruolo nella realizzazione della pianta della salvezza. I titoli di Cristo mostrano le Sue funzioni nella salvezza e per questo Lui c’č la persona piú importante nella tutta storia. Cosi anche dice, citando le parole dal Ebr 13,8; „Gesú Cristo ieri, oggi e sempre, unico Salvatore del mondo” Officiale Documento del Pontificio Comitato delle Celebrazioni del Grande Giubileo dell’Anno 2000.Anche il San Pietro Apostolo parla che Gesú c’č il Primo e piú importante, e anche il Capo per gli altri quali conduce alla salvezza. Per questo Pietro nomina Gesú nei suoi discorsi kerygmatici e nella sua Prima Lettera come arxhgoj e kefalh gwniaj (Atti 3,15; 4,11; 5,31; 1 P 2,7).Per ben spiegare la significazione quelli termini greci, prima si deve vedere le sue relazioni con verbo ebreo: roš, nella Bibbia Ebraica. Si deve anche osservare l’etimologia di questi termini e notare le diverse significazioni nella Antichitŕ, e specialmente nella Bibbia Greca – Settanta, e anche nella letteratura ellenica e giudaica. Il termine roš significa o il capo, o la persona piú importante: il primo, il condottiero. Nel Vecchio Testamento il Dío Jahwe c’č nominato roš come il Capo di tutto il mondo o il Condottiere per gli altri.Nel termine arxhgoj ci sono i due elementi: arx- e -hgoj. Il primo elemento: arx- sottolinea il primato e importanza, e anche grande onore. La seconda parte del verbo: -hgo/j significa, che questa persona conduce gli altri e sta dirigendo d’essi.Il termine kefalh si lega con la persona quale sta sopra, c’č piú importante e anche dirige gli altri. L’idea d’essere il capo, dirigente o condottiere c’č molto importante negli testi di Vecchio Testamento. Quelli hanno avuto grande influsso per nominare Gesú Cristo come arxhgoj e kefalh nel insegnamento di San Pietro. Pietro Apostolo parla di Gesú come arxhgoj nei discorsi kerygmmatici nel Gerusalemme (Atti 3,15; 5,31). Questi discorsi ci sono la testimonianza data dal Apostolo sul Cristo. Si proclamava cosi la salvezza, quale dŕ ŕ noi il Gesú per la Sua morte e risurrezione. Nei discorsi kerygmatici San Pietro usando le costruzioni antitetiche ha mostrato, che i Giudei hanno Gesú ucciso, ma il Dío Lo risuscito. Per questo Gesú č stato fatto anche per noi arxhgoj – il condottiere alla vita (Atti 3,15) chi conduce alla salvezza (Atti 5,31). San Pietro anche nel discorso kerygmatico davanti Synedrio chiama Gesú kefalh gwniaj – pietra angolare o finale, centrale e piú importante (Atti 4,11). Anche qui abbiamo l’antitesi (Giudei e Dío). Dicendo su Gesú, Apostolo dŕ la citazione dal Salmo 118, 22 – Cristo c’č la pietra angolare rigettata dai costruttori. Lo stesso insegnamento di Pietro abbiamo nel testo parenetico nella sua Prima Lettera 2,7. Nel contesto il Apostolo invita gli credenti alla immitazione di Cristo e alla vita con Lui (1 P 2,2–10). Il cristiano deve unirsi con Gesú. San Pietro usa tre imagini: i credenti ci sono come bambini, come pietre e come popolo eletto da Dío. Spiegando allora il ruolo di Cristo per i credenti, Apostolo nomina Gesú come kefalh gwniaj – pietra angolare (v. 7) ma anche pietra viva, preziosa ed eletta da Dío (v. 4). Anche qua abbiamo costruzione antitetica (Giudei rigettono Gesú – Dio Lo ha scelto come pietra viva nella risurrezione). Cosi Gesú č stato fatto per tutti i credenti il Capo, chi conduce alla vita. Per questi, chi Lo rigettano, Gesú c’č anche la pietra angolare, ma per caducia di loro. Allora, per uni e per altri Gesú c’č la persona il piú importante, come kefalh gwniaj – pietra angolare.Dal insegnamento di San Pietro su Gesú come arxhgoj e kefalh gwniaj – derivano i seguenti conclusioni:1. Gesú c’č il Primo nel tutto, c’č anche il piú importante e conduce gli altri.2. San Pietro parla cosi di Gesú solo quatro volte nel suo insegnamento (Atti 3,15; 4,11; 5,31; 1 P 2,7).3. Il Apostolo dŕ due volte la citazione dal Salmo 118,22 (Atti 4,11; 1 P 2,7).4. Pietro insegna sul Gesú come arxhgoj e kefalh gwniaj – usando i costruzioni antitetiche (morte – vita; Giudei – Dio).5. Tutti questi testi dove Gesú č chiamato arxhgoj e kefalh gwniaj sottolineano i diversi aspetti della opera della salvezza nella quale il Cristo c’č la persona il piú importante, c’č il Capo e Condottiere chi conduce per la Sua morte e risurrezione alla salvezza eterna.Il grande significazione nella Cristologia del Nuovo Testamento abbiano i titoli di Gesú Cristo, quali spiegano il Suo ruolo nella realizzazione della pianta della salvezza. I titoli di Cristo mostrano le Sue funzioni nella salvezza e per questo Lui c’č la persona piú importante nella tutta storia. Cosi anche dice, citando le parole dal Ebr 13,8; „Gesú Cristo ieri, oggi e sempre, unico Salvatore del mondo” Officiale Documento del Pontificio Comitato delle Celebrazioni del Grande Giubileo dell’Anno 2000.Anche il San Pietro Apostolo parla che Gesú c’č il Primo e piú importante, e anche il Capo per gli altri quali conduce alla salvezza. Per questo Pietro nomina Gesú nei suoi discorsi kerygmatici e nella sua Prima Lettera come arxhgoj e kefalh gwniaj (Atti 3,15; 4,11; 5,31; 1 P 2,7).Per ben spiegare la significazione quelli termini greci, prima si deve vedere le sue relazioni con verbo ebreo: roš, nella Bibbia Ebraica. Si deve anche osservare l’etimologia di questi termini e notare le diverse significazioni nella Antichitŕ, e specialmente nella Bibbia Greca – Settanta, e anche nella letteratura ellenica e giudaica. Il termine roš significa o il capo, o la persona piú importante: il primo, il condottiero. Nel Vecchio Testamento il Dío Jahwe c’č nominato roš come il Capo di tutto il mondo o il Condottiere per gli altri.Nel termine arxhgoj ci sono i due elementi: arx- e -hgoj. Il primo elemento: arx- sottolinea il primato e importanza, e anche grande onore. La seconda parte del verbo: -hgo/j significa, che questa persona conduce gli altri e sta dirigendo d’essi.Il termine kefalh si lega con la persona quale sta sopra, c’č piú importante e anche dirige gli altri. L’idea d’essere il capo, dirigente o condottiere c’č molto importante negli testi di Vecchio Testamento. Quelli hanno avuto grande influsso per nominare Gesú Cristo come arxhgoj e kefalh nel insegnamento di San Pietro. Pietro Apostolo parla di Gesú come arxhgoj nei discorsi kerygmmatici nel Gerusalemme (Atti 3,15; 5,31). Questi discorsi ci sono la testimonianza data dal Apostolo sul Cristo. Si proclamava cosi la salvezza, quale dŕ ŕ noi il Gesú per la Sua morte e risurrezione. Nei discorsi kerygmatici San Pietro usando le costruzioni antitetiche ha mostrato, che i Giudei hanno Gesú ucciso, ma il Dío Lo risuscito. Per questo Gesú č stato fatto anche per noi arxhgoj – il condottiere alla vita (Atti 3,15) chi conduce alla salvezza (Atti 5,31). San Pietro anche nel discorso kerygmatico davanti Synedrio chiama Gesú kefalh gwniaj – pietra angolare o finale, centrale e piú importante (Atti 4,11). Anche qui abbiamo l’antitesi (Giudei e Dío). Dicendo su Gesú, Apostolo dŕ la citazione dal Salmo 118, 22 – Cristo c’č la pietra angolare rigettata dai costruttori. Lo stesso insegnamento di Pietro abbiamo nel testo parenetico nella sua Prima Lettera 2,7. Nel contesto il Apostolo invita gli credenti alla immitazione di Cristo e alla vita con Lui (1 P 2,2–10). Il cristiano deve unirsi con Gesú. San Pietro usa tre imagini: i credenti ci sono come bambini, come pietre e come popolo eletto da Dío. Spiegando allora il ruolo di Cristo per i credenti, Apostolo nomina Gesú come kefalh gwniaj – pietra angolare (v. 7) ma anche pietra viva, preziosa ed eletta da Dío (v. 4). Anche qua abbiamo costruzione antitetica (Giudei rigettono Gesú – Dio Lo ha scelto come pietra viva nella risurrezione). Cosi Gesú č stato fatto per tutti i credenti il Capo, chi conduce alla vita. Per questi, chi Lo rigettano, Gesú c’č anche la pietra angolare, ma per caducia di loro. Allora, per uni e per altri Gesú c’č la persona il piú importante, come kefalh gwniaj – pietra angolare.Dal insegnamento di San Pietro su Gesú come arxhgoj e kefalh gwniaj – derivano i seguenti conclusioni:1. Gesú c’č il Primo nel tutto, c’č anche il piú importante e conduce gli altri.2. San Pietro parla cosi di Gesú solo quatro volte nel suo insegnamento (Atti 3,15; 4,11; 5,31; 1 P 2,7).3. Il Apostolo dŕ due volte la citazione dal Salmo 118,22 (Atti 4,11; 1 P 2,7).4. Pietro insegna sul Gesú come arxhgoj e kefalh gwniaj – usando i costruzioni antitetiche (morte – vita; Giudei – Dio).5. Tutti questi testi dove Gesú č chiamato arxhgoj e kefalh gwniaj sottolineano i diversi aspetti della opera della salvezza nella quale il Cristo c’č la persona il piú importante, c’č il Capo e Condottiere chi conduce per la Sua morte e risurrezione alla salvezza eterna.Il grande significazione nella Cristologia del Nuovo Testamento abbiano i titoli di Gesú Cristo, quali spiegano il Suo ruolo nella realizzazione della pianta della salvezza. I titoli di Cristo mostrano le Sue funzioni nella salvezza e per questo Lui c’č la persona piú importante nella tutta storia. Cosi anche dice, citando le parole dal Ebr 13,8; „Gesú Cristo ieri, oggi e sempre, unico Salvatore del mondo” Officiale Documento del Pontificio Comitato delle Celebrazioni del Grande Giubileo dell’Anno 2000.Anche il San Pietro Apostolo parla che Gesú c’č il Primo e piú importante, e anche il Capo per gli altri quali conduce alla salvezza. Per questo Pietro nomina Gesú nei suoi discorsi kerygmatici e nella sua Prima Lettera come arxhgoj e kefalh gwniaj (Atti 3,15; 4,11; 5,31; 1 P 2,7).Per ben spiegare la significazione quelli termini greci, prima si deve vedere le sue relazioni con verbo ebreo: roš, nella Bibbia Ebraica. Si deve anche osservare l’etimologia di questi termini e notare le diverse significazioni nella Antichitŕ, e specialmente nella Bibbia Greca – Settanta, e anche nella letteratura ellenica e giudaica. Il termine roš significa o il capo, o la persona piú importante: il primo, il condottiero. Nel Vecchio Testamento il Dío Jahwe c’č nominato roš come il Capo di tutto il mondo o il Condottiere per gli altri.Nel termine arxhgoj ci sono i due elementi: arx- e -hgoj. Il primo elemento: arx- sottolinea il primato e importanza, e anche grande onore. La seconda parte del verbo: -hgo/j significa, che questa persona conduce gli altri e sta dirigendo d’essi.Il termine kefalh si lega con la persona quale sta sopra, c’č piú importante e anche dirige gli altri. L’idea d’essere il capo, dirigente o condottiere c’č molto importante negli testi di Vecchio Testamento. Quelli hanno avuto grande influsso per nominare Gesú Cristo come arxhgoj e kefalh nel insegnamento di San Pietro. Pietro Apostolo parla di Gesú come arxhgoj nei discorsi kerygmmatici nel Gerusalemme (Atti 3,15; 5,31). Questi discorsi ci sono la testimonianza data dal Apostolo sul Cristo. Si proclamava cosi la salvezza, quale dŕ ŕ noi il Gesú per la Sua morte e risurrezione. Nei discorsi kerygmatici San Pietro usando le costruzioni antitetiche ha mostrato, che i Giudei hanno Gesú ucciso, ma il Dío Lo risuscito. Per questo Gesú č stato fatto anche per noi arxhgoj – il condottiere alla vita (Atti 3,15) chi conduce alla salvezza (Atti 5,31). San Pietro anche nel discorso kerygmatico davanti Synedrio chiama Gesú kefalh gwniaj – pietra angolare o finale, centrale e piú importante (Atti 4,11). Anche qui abbiamo l’antitesi (Giudei e Dío). Dicendo su Gesú, Apostolo dŕ la citazione dal Salmo 118, 22 – Cristo c’č la pietra angolare rigettata dai costruttori. Lo stesso insegnamento di Pietro abbiamo nel testo parenetico nella sua Prima Lettera 2,7. Nel contesto il Apostolo invita gli credenti alla immitazione di Cristo e alla vita con Lui (1 P 2,2–10). Il cristiano deve unirsi con Gesú. San Pietro usa tre imagini: i credenti ci sono come bambini, come pietre e come popolo eletto da Dío. Spiegando allora il ruolo di Cristo per i credenti, Apostolo nomina Gesú come kefalh gwniaj – pietra angolare (v. 7) ma anche pietra viva, preziosa ed eletta da Dío (v. 4). Anche qua abbiamo costruzione antitetica (Giudei rigettono Gesú – Dio Lo ha scelto come pietra viva nella risurrezione). Cosi Gesú č stato fatto per tutti i credenti il Capo, chi conduce alla vita. Per questi, chi Lo rigettano, Gesú c’č anche la pietra angolare, ma per caducia di loro. Allora, per uni e per altri Gesú c’č la persona il piú importante, come kefalh gwniaj – pietra angolare.Dal insegnamento di San Pietro su Gesú come arxhgoj e kefalh gwniaj – derivano i seguenti conclusioni:1. Gesú c’č il Primo nel tutto, c’č anche il piú importante e conduce gli altri.2. San Pietro parla cosi di Gesú solo quatro volte nel suo insegnamento (Atti 3,15; 4,11; 5,31; 1 P 2,7).3. Il Apostolo dŕ due volte la citazione dal Salmo 118,22 (Atti 4,11; 1 P 2,7).4. Pietro insegna sul Gesú come arxhgoj e kefalh gwniaj – usando i costruzioni antitetiche (morte – vita; Giudei – Dio).5. Tutti questi testi dove Gesú č chiamato arxhgoj e kefalh gwniaj sottolineano i diversi aspetti della opera della salvezza nella quale il Cristo c’č la persona il piú importante, c’č il Capo e Condottiere chi conduce per la Sua morte e risurrezione alla salvezza eterna

    Similar works