La ripresa del corpus dantesco in senso platonico, operata dai dotti del Quattrocento, ha uno dei suoi alfieri in Lorenzo de’
Medici. Il Magnifico, che inizialmente si avvicina alla Commedia con approccio ironico, perviene ben presto – tramite
Marsilio Ficino – a una lirica “alta” che assume il Paradiso come testo di riferimento. Mi sembra interessante rilevare come
gli spunti danteschi in Lorenzo muovano dalla necessità di porre in rilievo ulteriori modelli filosofici di stampo platonico, ad
esempio lo pseudo-Dionigi; il Magnifico rielabora attentamente passi danteschi suggestionati da opere come le Gerarchie
celesti, nell’intento, a mio parere, di corroborare la tesi di un “Dante platonico” tramite la sottolineatura del filo diretto tra
l’opera dell’Areopagita e, appunto, il Paradiso. Il mio intento sarà pertanto quello di approfondire simili processi di
orientamento culturale, tentando di fornire così un ulteriore contributo agli studi sull’interpretazione dantesca nel Quattrocento