Il caso dei nevaioli mostra come anche l’archeologia linguistica possa avere una
significativa rilevanza nello studio lessicale, specialmente quando
problemi di lessicografia settoriale si sposano con problemi di storia della lingua e di contatto in diacronia.
Il caso dei "nevaioli", con la circolazione di lessico settoriale tra diversi ambiti, richiama
la possibilità di rivolgere l’attenzione alle lingue speciali non necessariamente
in termini di singoli settori: la lingua dei contadini, quella dei carbonai,
quella dei pastori ecc. L’attenzione può essere rivolta alla possibilità dell’esistenza
di un ampio nucleo di lessico della montagna o delle attività di
montagna, all’interno del quale l’incrocio di vari orizzonti ergologici, lavorativi, etnografici,
si fonderebbe in primo luogo sul fatto che all’interno di quegli orizzonti
si muovono gli stessi soggetti. Ma un’attenzione particolare va anche
rivolta all’ambiente (o allo spazio geografico e linguistico) che tali orizzonti racchiude:
la sua configurazione, anche fisica o, se si vuole, ecologica, determina
in qualche misura le direttrici e le dinamiche di circolazione e scambio di saperi culturali
perfino nei casi di sapere altamente specializzato