La rappresentazione piana si è espressa, da sempre, per mezzo di registri
oscillanti tra forme espressive mimetiche e forme astratte.
A ben vedere sembrerebbe che la comunicazione, in questo come in
altri campi, insegua, da un lato, la necessità dell’uomo di riprodurre il
mondo conosciuto imitandone le caratteristiche, dall’altro, di comporre
il sintagma espressivo in modo da comunicare concetti, idee, senza
cercare di riprodurre il mondo reale, ma con la volontà di trasmettere
un pensiero.
Non è corretto, però, pensare che la separazione tra il codice mimetico e
quello astratto e simbolico sia sempre così evidente.
IL saggio vuole dimostrare come anche la rappresentazione digitale si muova tra codici puramente mimetici, codici astratti e commistione di entrambi, come da sempre avviene nella storia del disegno