Nella “Conclusione” al “Liber facetiarum”, Poggio Bracciolini ricorda il luogo in cui «come su un palcoscenico» molte delle sue facezie sono state recitate; si tratta del “Bugiale”, una stanza appartata del palazzo apostolico, dove sin dall’epoca di papa Martino V i segretari si riunivano per chiacchierare dei discorsi più vari. La presente comunicazione intende dimostrare che le riunioni dei curiali costituiscono una
sorta di cornice, che da un lato coordina le varie pièce narrative, dall’altro crea uno spazio letterario fittizio, entro il quale giustificare le infrazioni al codice linguistico ed etico. L’estrema varietà della materia trova, pertanto, una qualche unità su un piano intradiegetico: una cornice teatrale che mette in scena il gioco della conversazione; e se pur non può considerarsi una cornice unitaria e ben definita alla stregua di quella del “Decameron”, del modello boccacciano ricalca moduli retorici e convenzioni comunicative