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Metodologie per l’individuazione dei settori high-tech. Il caso della Toscana
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Abstract
Il presente lavoro, oltre a fornire una rassegna della letteratura scientifica sull’importanza della dimensione territoriale nell’analisi dei settori ad alta tecnologia, affronta una serie di possibili criteri di misurazione di tali fenomeni in base alla concentrazione territoriale delle imprese. Si pone infatti spesso in questo ambito l’esigenza di trovare il giusto equilibrio tra la scelta di cogliere le dimensioni il più possibile “reali” del settore e quella di disporre di statistiche ufficiali su di esso. Per queste ultime, un vincolo molto importante è rappresentato dal trade off tra l’obiettivo di garantire la confrontabilità e la integrabilità di dati di fonti diverse e la possibilità di un’“aderenza reale” delle informazioni alle caratteristiche dell’universo oggetto di indagine. A partire da valutazioni su uno dei settori ad alta tecnologia a maggiore diffusione nell’unità territoriale scelta (la Toscana), che è il comparto delle Information and Communication Technologies, viene qui presentata una metodologia che tende a soddisfare la necessità di ricorrere a fonti ufficiali, più complete e confrontabili, procedendo ad una “riclassificazione” degli archivi amministrativi, e conduce a risultati parzialmente indipendenti dall’attribuzione del codice ATECO e più aderenti alla reale attività svolta dalle imprese stesse. I risultati ottenuti per il territorio della Toscana, e almeno in parte validati da una indagine field sulle imprese appartenenti ai livelli più elevati di qualificazione evidenziano la possibile stratificazione prodotta dal criterio di selezione e la sua aderenza ad altre forme “empiriche” di indagine, tra cui quella dell’Osservatorio sulle imprese high-tech della Toscana.