research
L'agire economico tra efficienza ed equita': un breve excursus teorico
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Abstract
L'economia sebbene nasca ab origine come scienza sociale e branca dell'etica si e' vista snaturare nei tempi della sua veste e delle sue radici; nell'ambito della filosofia teoretica medievale, il cui fine e' la teoresi, la speculazione pura logico-razionale, l'etica, l'economia e la politica rappresentavano saperi inscindibili che orientavano l'agire individuale, nella casa e nella comunita'. Il ruolo che l'etica gioca nell'economia e' un tema molto dibattuto nelle discussioni odierne che indagano la portata dell'economia in quanto scienza sociale o in quanto Scienza sic et sempliciter. Dalla fine degli anni Sessanta ad oggi, la confusione intorno alle politiche keynesiane e le due crisi economiche del 1973 e 1979, l'incessante crescita da una parte e le contemporanee disuguaglianze distributive sempre piu' evidenti dall'altra hanno determinato una svolta nel pensiero economico: le teorie dominanti cambiano sostanza e apparenza, modificano obiettivi e assumono una rinnovata veste etica e deontologica orientata al processo, ai diritti e alle liberta' e diventano espressione del contrattualismo contrapponendosi alle ormai superate teorie teleologiche o conseguenzialistiche orientate al risultato dove l'obiettivo prioritario era l'efficienza e, solo quello subordinato, l'equita'. Di qui, infatti, stante da una parte le inefficienze nel funzionamento del mercato come asimmetrie informative, mercati incompleti, beni comuni, esternalita' e non convessita' etc., dall'altra l'inadeguatezza di azioni individuali per conseguire obiettivi personali e non, la ricerca di un ricongiungimento dell'etica all'economia attraverso un codice morale di valutazione piu' ampio che vada oltre l'efficienza e i risultati. La riflessione che si svolge in questa sede cerca, in prima istanza, di fare una ricognizione delle cause del distacco economia-etica e una disamina delle motivazioni alla base del rinnovato interesse per la rivalutazione dei valori etici dettato anche da un'insolita ''responsabilita''' (Jonas 1990) ontologica verso l'ambiente e verso le generazioni future. In secundis, si approfondiscono le nuove impostazioni dottrinali passando dall'approccio ugualitario di Rawls, teorico per eccellenza della giustizia e inviolabilita' dell'individuo, a quello sostanziale di A. Sen, assertore convinto del ri-appropriamento dell'etica da parte dell'economia. Il lavoro si conclude con una rapida analisi dei Rapporti sullo Sviluppo Umano dell'ONU, nei quali si e' cercato di ricongiungere dimensione socio-umana e dimensione economico-ambientale.